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Leisure - 20/10/2017

Nespolo, l’arte della diversificazione ad Aosta

Nespolo fa il suo ritorno in città a 23 anni dopo la sua prima personale, con A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro.

Da oggi al Centro Saint-Bénin di Aosta la mostra A modo mio. Nespolo tra arte, cinema e teatro, dedicata all’esperienza interdisciplinare dell’artista piemontese. L’esposizione, organizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, è curata dal critico Alberto Fiz in collaborazione con il filosofo Maurizio Ferraris.

Fino all’8 aprile 2018, sono esposte 80 opere tra dipinti, disegni, maquettes per il teatro, sculture, tappeti, fotografie e manifesti realizzati dal 1967 sino a oggi in un percorso spettacolare e coinvolgente, ideato per gli spazi dell’ex chiesa sconsacrata. Tra le tante curiosità, la BMW K1 del 1993 e uno Skiff Olimpico Black Fin lungo otto metri (una barca da canottaggio), mai esposto prima d’ora, che si modifica attraverso il segno nomadico dell’artista.

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Ugo Nespolo, Ipotesi dialettica, 1974, due fotografie 103 x 235 cm.

Dall’arte al cinema, dai cartoon televisivi alla logica matematica sino al teatro, le opere, disposte in base a tracciati tematici, creano una costellazione all’interno del Centro Saint-Bénin da cui emerge la versatilità di uno dei più originali e trasgressivi interpreti della scena contemporanea italiana che ha ripercorso stili e stilemi “a modo suo”, senza mai lasciarsi imbrigliare dalle convenzioni.

Nespolo fa il suo ritorno ad Aosta 23 anni dopo la sua prima personale organizzata nel 1994 alla Tour Fromage: Effetto pittura era il titolo di quella mostra dove il curatore e grande storico del cinema Gianni Rondolino, recentemente scomparso, sottolineava come l’universo cinematografico inteso come la moltiplicazione delle immagini sul terreno della fantasia e dell’immaginazione fosse per l’artista il campo d’azione privilegiato. Anche in questa mostra, dove viene esposta la sua prima macchina da presa, c’è l’accento sui film: la sua reinterpretazione pittorica dove i frame diventano grandi dipinti che conservano la memoria della pellicola e ne fissano per sempre la componente iconica. Un rapprto forte col cinema, quello di Nespolo. Con Enrico Baj, l’artista aveva frequentato a Parigi Man Ray il quale gli consegnò la sceneggiatura per un film, Le porte girevoli che Nespolo realizzerà nel 1982.

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Ugo Nespolo, Avanguardia educata, 1995, opera polimaterica abitabile, 250 x 400 x 160 cm

Nella mostra spazio quindi al cinema sperimentale e ai cortometraggi degli anni Sessanta dove compaiono tra i protagonisti Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Enrico Baj, per giungere sino a Yo Yo, la serie di cartoni animati in 52 episodi realizzata nel 2016 per Rai Yo Yo che ha vinto il primo premio nella sezione Series Preschool a Cartoons on the Bay nel 2017.

Dice il curatore  Alberto Fiz: “Nespolo, come Fregoli, appare sempre se stesso nei suoi infiniti travestimenti e nei suoi ricorrenti camouflages linguistici e metalinguistici dove tutto è troppo serio per non essere preso con ironia”. Basti pensare al bozzetto in mostra della scultura di sette metri con la scritta Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare ispirata a un verso del poeta Dino Campana. Ma la vena trasgressiva è una costante sin dagli esordi e attraversa anche Condizionale, l’installazione poverista del 1967 con il nastro in gomma che esce da due elementi in legno e formica simulando l’andamento della pellicola cinematografica.

Il lavoro è esposto insieme alle tavole di Pastore, un omaggio al filosofo torinese Valentino Annibale Pastore dove Nespolo propone la combinazione tra 256 tipi di sillogismi segnici che si sviluppano parallelamente alle indagini dell’amico Boetti.

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Ugo Nespolo, I bei gesti, 1999, acrilici su legno, ø 150 cm

C’è poi Museo, un ciclo iniziato alla metà degli anni Settanta che prosegue tuttora con l’intenzione di rivisitare la fruizione dello spazio pubblico e denunciare l’atteggiamento acritico e conformista nei confronti dell’arte contemporanea cosiddetta ufficiale celebrata dal sistema economico e fonte di continue speculazioni. Accanto ad una serie di grandi dipinti, viene presentata Avanguardia educata, un’installazione polimaterica abitabile di quattro metri, datata 1995, che ripropone una sintesi postmoderna dei segni novecenteschi, tra futurismo, Bauhaus e pop art. Ma la rassegna prevede anche una serie di tappeti disposti attraverso il gioco combinatorio dei suoi puzzle con immagini spezzate che s’incrociano creando narrazioni eccentriche ed imprevedibili oltre all’esposizione di ex libris, ovvero libri-scultura tridimensionali di forte impatto cromatico che s’impongono alla visione senza la necessità di essere sfogliati.

Un’attenzione specifica è, poi, dedicata ai numeri che prendono spunto dagli studi sulla sezione aurea (nel 2010 ha pubblicato un libro d’artista sul Numero d’Oro per la Utet).

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Ugo Nespolo, My Numbers, 2017, tecnica mista su carta, 152 x 102 cm

Da qui le infinite relazioni indagate dall’artista in uno spazio che contempla sculture tattili e dipinti storici di grande impatto visivo come Grande conto del 1981 di tre metri di lunghezza. Al Centro Saint-Bénin, infine, non poteva mancare il teatro che dagli anni Ottanta affianca l’attività di Nespolo. Così, sono esposte maquettes degli spettacoli più importanti, disegni e costumi che spaziano dall’ Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti a Madama Butterfly di Giacomo Puccini sino a Veremonda, l’Amazzone di Aragona di Francesco Cavalli che non veniva rappresentato dal 1653.

Il catalogo della mostra, in italiano e francese, con la pubblicazione di tutte le opere esposte, è edito da Magonza. Insieme ai saggi di Maurizio Ferraris, Alberto Fiz, Daria Jorioz e a un’intervista di Nespolo con Pietro Bellasi, contiene una serie di scritti dell’artista e testimonianze, tra gli altri, di Renato Barilli, Gillo Dorfles, Vittorio Fagone, Gianni Rondolino, Francesco Poli e Tommaso Trini.

Sono oltre 80 le opere esposte tra dipinti, disegni, maquettes per il teatro, sculture, ex libris, tappeti, fotografie e manifesti realizzati dal 1967 sino a oggi in un percorso spettacolare e coinvolgente, ideato per gli spazi dell’ex chiesa sconsacrata. Compare persino una barca da canottaggio di otto metri interamente decorata.

Dall’arte al cinema, dai cartoon televisivi alla logica matematica sino al teatro, le opere, disposte in base a tracciati tematici, creano una costellazione all’interno del Centro Saint-Bénin da cui emerge la versatilità di uno dei più originali e trasgressivi interpreti della scena contemporanea italiana, che ha ripercorso stili e stilemi “a modo suo”, senza mai lasciarsi imbrigliare dalle convenzioni.

 

Per informazioni:

Regione autonoma Valle d’Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura Struttura Attività espositive appweb.regione.vda.it/

tel.: 0165.275937, e-mail: u-mostre@regione.vda.it

Internet: www.regione.vda.it

Sede espositiva Centro Saint-Bénin

tel. 0165.272687

In foto d’apertura: Ugo Nespolo, Fiori e farfalla, 1987 / particolare, bozzetto per tappeto / tecnica mista su carta



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