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Leisure - 31/10/2018

Picasso, il mito e l’antichità a Palazzo Reale

Le sei sezioni della mostra Metamorfosi: Mitologia del Bacio, Arianna tra Minotauro e Fauno, Alla fonte dell’Antico, Il Louvre di Picasso tra greci etruschi e iberici, Antropologia dell’Antico, L’antichità delle metamorfosi.

La stagione 2018-2019 delle grandi mostre a Palazzo Reale è iniziata ufficialmente il 18 ottobre con l’apertura della mostra Picasso Metamorfosi, visitabile fino al 17 febbraio.

L’esposizione curata dalla direttrice dei Musei civici di Avignone, Pascale Picard, è promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira.

Testa di uomo barbuto

Picasso, Donna con mantiglia

Non esplora un semplice percorso antologico ma affronta il tema del rapporto del celeberrimo artista con il mito e l’antichità, presente attraverso diverse discipline nel corso della sua lunghissima carriera.

 

Passato e Futuro

Una mostra imperdibile per gli amanti dell’arte contemporanea, per la sua analisi lucida e mai scontata sulle interconnessioni che attraversano i secoli. Per scoprire attraverso la visione direzionata su una tematica il genio di colui che non ha soltanto rotto con il passato, ma ha saputo guardare indietro per assimilare la lezione figurale del Mito, emozionare ed emozionarsi di fronte ad un patrimonio archetipico, con gli occhi di chi ha vissuto il secolo dell’indagine psicoanalitica.

Piatto spagnolo decorato

Nudo disteso

Picasso a Milano

Palazzo Reale. Lo stesso luogo che ha visto nel 1953 esposto per la prima volta in Italia il dipinto Guernica rappresenta una tappa della grande rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée, promossa dal Musée Picasso di Parigi con numerose istituzioni internazionali.

Il palazzo più visitato di Milano per via delle sue grandi mostre ha ospitato  le opere di Picasso in altre due occasioni, con una grande antologica nel settembre 2001 organizzata grazie alla collaborazione degli eredi dell’artista, e con la retrospettiva del 2012, un excursus di grande impatto su tutta la produzione multidisciplinare dell’artista.

L’atelier, il pittore e la modella

L’abbraccio

I grandi musei europei a Palazzo Reale

Fondamentale per la realizzazione del grande evento è la collaborazione dei grandi musei pubblici tra cui il Musée National Picasso di Parigi, il Musée du Louvre di Parigi,  i Musei Vaticani di Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Musée Picasso di Antibes, il Musée des Beaux-Arts di Lione, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée de l’Orangerie di Parigi, il Museu Picasso di Barcellona. La mostra non sarebbe stata possibile senza il prestito di queste istituzioni, delle 200 opere tra pezzi d’ arte antica e picassiani.

 

Le Metamorfosi illustrate

Pensando alla storia della fortuna di Picasso nel Novecento, è emozionante che tra coloro che hanno reso possibile questa mostra ci sia Skira, che da neonata casa editrice pubblicò nel 1931 a Parigi la primissima edizione de Le Metamorfosi di Ovidio, illustrata da Pablo Picasso.

La donna in giardino

Il Bacio

In questa speciale occasione avremo quindi la fortuna di trovare nel bookshop della mostra, oltre all’accurato catalogo, la riedizione in fac-simile e in tiratura limitata del volume del 1931, corredato da 30 acqueforti originali.

 

Le sezioni

Sei sono le sezioni che danno forma a Picasso Metamorfosi: Mitologia del Bacio, Arianna tra Minotauro e Fauno, Alla fonte dell’Antico, Il Louvre di Picasso tra greci etruschi ed iberici, Antropologia dell’Antico, L’antichità delle metamorfosi. Qui le opere di Picasso saranno accostate a preziosi reperti dell’antichità del bacino del Mediterraneo: sono ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele. Questi manufatti  hanno ispirato la personalissima visione della mitologia di uno degli artisti più longevi e prolifici della storia dell’arte moderna, se si pensa che la sua produzione si aggira sulle sessantamila opere prodotte, generando un prisma di mille sfaccettature che ha a sua volta influenzato l’opera di altri grandi protagonisti del Novecento.

Il bacio Picasso

Fauno, cavallo e uccello

1

La complessità dell’analisi e dei confronti con il mondo antico è condotta anche attraverso altre mediazioni artistiche, così l’ha incontrato Picasso nelle sue diverse fasi creative. Per questo motivo all’inizio troviamo la scultura Il bacio di Rodin e il dipinto Paolo e Francesca di Ingres, artisti che già avevano dato un’interpretazione più libera della classicità, tenendo come punto di riferimento formale la figura femminile. Essa è fondamentale anche nel lavoro di Picasso come si evince dalle grafiche e dai disegni preparatori nel soggetto dell’artista e dei suo modelli in studio.

 

2

Nella seconda sezione Arianna tra Minotauro e Fauno, la fantasia violenta di Picasso si scatena attorno a questi soggetti ricorrenti. Accanto alle figure ibride tra femminile e maschile, umano e animale, divise tra bene e male, evidenti in acqueforti e disegni come Lo scultore e la modella (1931), Baccanale (1955), sono presenti dipinti ad olio dove lo studio dell’anatomia femminile rimanda nella posa alla più “apollinea” scultura dei Musei vaticani, Arianna Addormentata.

 

3

Nella sezione Alla fonte dell’Antico si mostrano gli esiti della formazione del giovane picasso che rilegge la figurazione di un vaso greco conservato al Louvre, e da alcuni bassorilievi.

Sono successivi al suo viaggio a Roma e napoli, del 1917, opere come il dipinto Donna seduta (1920) e il bronzo Uomo Stante (1942), che sono concepiti senza la ieraticità dei modelli ellenistici.

 

4

Le sale dedicate alla tematica Il Louvre di picasso tra greci etruschi ed iberici, documentano le visite regolari di Picasso al Louvre tra il 1901 e il 1912: a colpirlo maggiormente è la pittura dei vasi greci di epoca geometrica e l’età arcaica in generale per la sua stilizzazione. Qui li ritroviamo in alcuni studi di nudi a matita, e li vediamo nei motivi a contorno delle figure centrali ne Les demoiselles d’Avignon. Le sculture filiformi in legno Donna seduta e Donna stante (1930), sono invece ispirati all’arte etrusca, mentre la  serie delle bagnanti del 1956 e l’importante dipinto Nudo seduto su fondo verde (1946) risentono dell’arte greca cicladica. Troviamo inoltre a Palazzo Reale la collezione picassiana di oltre novanta pezzi di ex voto iberici in bronzo.

 

5

La sezione denominata Antropologia dell’Antico affronta la fascinazione di Picasso per la ceramica nel dopoguerra. In mostra ci sono terrecotte intese come opere d’arte, utilizzando vari materiali riciclati di studio, frammenti di contenitori culinari e di piastrelle. Segnaliamo Frammento di pignatta decorato con un viso (1950), Suonatore di flauto doppio seduto (1958), le bellissime ceramiche Volti di donna (1950), Portafiori a forma d’anatra (1950-1951).

 

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Arriviamo all’ultima sezione caratterizzata dal celeberrimo rapporto di Picasso con le Metamorfosi di Ovidio. L’effetto dell’incisione su rame con un tratto continuo unita alla scarsa tiratura, avvicina molto l’acquaforte ai suoi disegni, con il rimando comune ai decori antichi dei vasi dipinti. Il testo poetico nel suo accompagnamento grafico ne risulta così valorizzato nella sua originalità interpretativa.

Sono presenti anche alcuni fogli della celebre suite Vollard (1933-1935). Ricordano per il tema Le Metamorfosi di Ovidio, nella fascinazione per la femminilità e nella sua “appropriazione” creativa che ha spesso portato alla costruzione di scene di passione erotica, riallacciandosi a quelle di fauni e baccanti.

Foto d’apertura:

Pablo Picasso
Nudo disteso (4 aprile 1932) – DETTAGLIO
olio su tela; 130 x 161,7 cm; inv. MP142
Paris, Musée National Picasso
Testo a cura di Michela Ongaretti – ArtsCore.it


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