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Leisure - 10/10/2017

Riecco Anastacia: “Sono una donna bionica a cui piace lottare”

"Sono sana di cuore e di mente ma non di corpo", dice la cantante di Chicago che non ha remore a raccontarsi. Ecco il nostro incontro per il suo disco Evolution.

Non è un incontro comune quello che vi stiamo per raccontare. The Way Magazine ha avuto il privilegio di intervistare Anastacia, una delle voci più ammirate del mondo pop, a Milano, nella promozione del suo nuovo album Evolution, altro titolo evocativo dopo il disco di tre anni fa, Resurrection.

Oltre ai 30 milioni di dischi venduti e le 100 milioni di views accumulate dai suoi successi, Anastacia è un simbolo dell’arte che prevale sul male (fisico) e anche una bandiera di positività e perseveranza. Che dopo 17 anni di carriera e varie vicissitudini personali, l’hanno portata a lavorare in  Svezia con il produttore di grido, Anders Bagge  (Madonna, Lopez, Dion). L’anno scorso ha anche trovato l’energia per andare in gara a Strictly Come Dancing, il Ballando con le Stelle inglese. Ma ora è pronta per la musica.

Caught In The Middle è stato il primo assaggio del disco. Come lo descrivi?

Il mio viaggio spirituale è racchiuso in questo album, Evolution perché è nato non da un’esigenza di essere competitiva sul mercato, ma uno sforzo per fare un disco senza riempitivi. Ne ho passate davvero di tutti i colori, non sono stata bene, sono sana di cuore e di mente ma non di corpo. Sono una donna bionica che ama lottare.

anastacia (3)

Sei anche molto dolce però, almeno così ti percepisce il pubblico.

Certo, credo nella forza degli abbracci. E credo che nella mia lotta al cancro, che io chiamo Can, per abbreviarlo in sinonimo di Can – possibilità, mi abbia aiutato molto la mia attitudine. Che è quella di amare il dare. Il mio lavoro deve per forza fare la differenza, quindi io dico: datevi.

Sei positiva quindi?

Ovvio, devi accettare la negatività e devi cercare di cambiarla in positivo. Ovviamente posso essere antipatica a tratti. Ma capisco le esigenze di tutti. Come quando ho lavorato con dei produttori che avevano famiglia e a un certo punto mi rendevo conto che lavorare di notte come piaceva a me non era il metodo giusto.

Sei ancora in tour per il tuo greatest hits di due anni fa.

Ci sono delle canzoni difficili per me da fare dal vivo, perché spesso propongo cose che non ho mai fatto prima davanti a un pubblico. Ma tra tutte quelle che ho in repertorio c’è Boxer che volevo avesse attenzione e ci sono riuscita, anche se è una di quelle canzoni fuori dal coro. Forse era rischioso da fare dal vivo perché le persone si sarebbero meravigliate, è rock. Ma ce l’ho fatta.

E invece per il tour di questo nuovo disco cosa prevedi?

Voglio dare la possibilità a tutti i fans di scegliere una canzone tramite la app da sentire dal vivo. Ogni sera ci sarà una rotazione di pezzi e i più votati dai miei album verranno eseguiti. È un modo carino per far scegliere ai ragazzi tra il mio repertorio anche cose che non sentono da parecchio.

L’episodio tragico dell’attentato di Las Vegas ti spaventa?

Sono stata sempre contraria alla vendita delle armi, ma la costituzione americana scritta nel 700 dice che tutti abbiamo diritto a comprarle. Ok, all’epoca magari bisogna considerare che le armi che c’erano riuscivano a creare meno danni di quelle che ci sono oggi. Perché dovevano essere misurate e preparate, immaginate tutti come stanno le cose oggi. Credo che la lobby delle armi finanzi troppo i repubblicani per essere messa al bando.

Recentemente hai duettato con Umberto Tozzi su una nuova versione di Ti Amo. Sarai con lui al concerto di sabato all’Arena di Verona?

Ci sentiamo male su questa cosa ma ho un grande show in tv in Germania e non posso spostarlo e quindi non ci sarò a Verona con Umberto Tozzi. Mi dispiace perché sono 40 anni dal lancio di Ti Amo e io rispetto molto questa canzone, so cosa significa per voi italiani e spero di non averla stravolta cantandola. Ma Umberto era venuto da me dicendo che se c’era una persona che poteva portarla a conoscenza di una nuova audience questa ero io e ne sono molto fiera.

 

Con Eros Ramazzotti invece, come siete rimasti, dopo il duetto del 2005?

Ridiamo sempre quando ci incontriamo, lui mi fa il solletico mi tocca i capelli e ci perdiamo sempre in mille scherzi, ovunque siamo in un backstage o in uno studio diventiamo matti. Non dimenticherò mai che la ragione vera per cui ci siamo conosciuti è sua figlia Aurora che a sei anni voleva incontrarmi. L’ho rivista ora ed è una giovane donna bellissima.

Il nuovo album di Anastacia è uscito a settembre.

Il nuovo album di Anastacia è uscito a settembre.

Sei conscia di essere l’artista più citata alle audizioni per i talent show?

Ho sentito dire che le orecchie dei giudici sanguinano ogni volta qualche emergente porta una mia canzone. Ma li posso capire, anche io a volte mi stanco di me. Però sono felice, scelgono i pezzi della mia storia e li rendono vivi, è una cosa bellissima. Ma non sta a me decidere cosa è bello e cosa no.

Cosa pensi di te stessa?

Non ho mai dato nulla per scontato, ho sempre dovuto lottare, ma solo quando lavori e credi davvero in qualcosa riesci ad apprezzarlo per davvero.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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