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Leisure

Leisure - 13/03/2019

Romina Falconi ora canta i dolori con ironia

Un nuovo disco "Biondologia" che mischia temi profondi, anima, contemporaneità e manie su cui sdrammatizzare.

Biondologia secondo Romina Falconi. La cantautrice romana dopo l’album d’esordio del 2015 “Certi Sogni si Fanno Attraverso un Filo d’odio”, torna con un nuovo disco di inediti: esce il 15 marzo “BIONDOLOGIA – L’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio di un abisso” un nuovo album davvero molto particolare, è una mappa psico-emozionale di stati emotivi precisi, e tratta temi molto femminili dal pessimismo, all’abbandono, alla dipendenza affettiva, il tutto ovviamente a modo suo. Offre molti spunti. Del resto Romina l’anno scorso ha aperto a Milano un centro di ascolto per cuori infranti e pubblicato il singolo “Le 5 Fasi del Dolore”.

Classe 1985, Romina è istrionica e complicata, dolce e suadente e soprattutto autoironica, come le sue numerose partecipazoni a canzoni di Immanuel Casto testimoniano. Ieri ha presentato il disco a Milano con una seduta-psicoanalitica pubblica guidata dal personaggio televisivo Fabio Canino. Si è riso e si è riflettutto tanto allo stesso tempo.

Romina nel disco (“un atto di coraggio da artista indipendente” ha sottolineato Fabio Canino) ha messo dentro tutto quello che pensa e quello che le è passato per la testa: “L’idea nasce perché mi hanno scritto molti fan e mi raccontavano tutta la loro vita perché dicevano di non sentirsi giudicati da me. A volte succede che quando scrivi non pensi alla percezione che il pubblico ha di te e poi te ne accorgi. Parlo con lucidità ora e ripenso alle lettere incredibili e molto profonde che mi sono arrivate. Non puoi scegliere il tuo pubblico, sono loro che ti scelgono. Sono persone come me, piene di errori e pronte a ripartire. La mia vita è tutta così”.

Come in tutto ciò si innesta l’ironia dei testi e degli atteggiamenti che tanto piacciono al pubblico di Romina, è tutto da scoprire nelle canzoni e nei testi: “Vengo da una famiglia stile Massimo Troisi, l’ironia è fondamentale da noi. Quando ho scelto i temi con i titoli di questo disco mi sono accorta che sono tutti legati ai rimpianti, la dipendenza affettiva, ma di 12 tracce 8 sono grottesche. Lo scopo non era cercare di essere un insegnamento, ma dare sollievo: sicuramente superi gli ostacoli però la nottata non sai come la passi, quanto ci metti per stare meglio. Ho fatto sentire i primi brani dalla mia amica Elena, come un paziente dall’analista. E lei mi ha fatto notare che mentre nella musica pop bisogna essere impomatati, la mia vita è stata tutta strana, quindi ne è uscito qualcosa di veramente diverso con un modo di affrontare i temi molto viscerale”.

Romina dice di essersi dedicata per tre anni e mezzo al progetto e aver scritto 49 canzoni per arrivare alle 12 da inserire nel disco. E nel pack del cd ha scritto “Prometto che la prossima volta saprò tenermi certe cose per me”, a indicare una travolgente attitudine alla rivelazione in queste canzoni.

Lo scopo era di non far sentire nessuno solo, come mi ero sentita io per tanto tempo, nonostante fossi attorniata da tante persone. Io mi sgretolo ogni giorno, vorrei che l’umana debolezza fosse la cosa principale da condividere, vorrei far vedere questo in contrasto con la perfezione che devi esternare sempre sui social, perché poi sembra che nulla possa scalfirti. E invece no. Purtroppo succede spesso che si ricasca negli stessi errori. In una relazione mi sentivo seconda, alla pari di un soprammobile, la ciliegina sulla torta, e passavo il tempo a chiedermi: perché non mi ama come lo amo io? Poi ho capito che a volte ti innamori di una persona triste. E questo è riversato nel testo “L’amante”, che in sostanza dice: …ma a noi chi ci capisce? Perché dobbiamo sacrificarci sempre noi sensibili per gli altri?”.

Ci sono delle canzoni a cui tiene di più. ““Tienimi ancora”, un brano a cui tengo molto come un figlio, in cui faccio fatica ma parlo di cose gravi e la sindrome dell’abbandono che ricorre, quell’istinto di andarsene prima per evitare il peggio. E poi passi per matta”.

La lotta interiore, per se stessa e il proprio pubblico, è sempre la stessa: cercare simili o affrontare le differenze? “Non cerco le persone che mi assomigliano ma le cose fondamentali devono esserci e devono essere uguali, altrimenti come fai a far un figlio con un razzista omofobo? Un intollerante accanto farà uscire il peggio di me, sono cose di cui ti accorgi subito. Sicuramente mi piace mettermi pure nei panni dell’altra persona, a volte ho cercato di accontentarmi, devo riconoscerlo Perché sono cresciuta in una famiglia con genitori che litigavano, mi è mancato il senso di famiglia”.

Romina per la stesura del disco ha incontrato Francesco “katoo” Catitti che ha lavarato in precedenza con Michele Bravi, Marco Mengoni e Mahmood, una sinergia che l’ha portata a fare un disco davvero diverso. “Era tanto che cercavo una figura come lui perché volevo 12 canzoni diverse, e lui è stato l’unico pazzo che mi ha detto facciamolo, ma non per farmi felice ma perché ci teneva tantissimo. Di questi tempi bisogna essere omogenei, quindi questa scelta era molto rischiosa. Sono così contenta di essere riuscita a fare esattamente quello che avevo in mente”.

Ci sono anche musicisti di grande spessore al suo fianco come il batterista Gary Novak: “Che un giorno mi scrive: scusa stavo suonando con Sting, per persone come lui è una normalità dire queste cose e gli ho detto: ma come, non pensare a me, fai con calma. Più sono grandi, più sono umili, si entusiasmano con le cose che gli piacciono, ti danno consigli ed è bello così”.

Immanuel Casto ha sentito il primo, il durante e il dopo di questo album: “Per me lui è un riferimento, anche culturalmente conosce tutto dagli anni 80, gli dicevo, tirami le orecchie se qualcosa non ti convince, mi ha aiutato nel testo di Sex Tape, quello che parla dell’esibizionismo fallimentare”.

Come in tutte le terapie che si rispettino, il finale è un bilancio: “Ho scoperto che non sono così sgretolabile come credevo, nella vita mi è servito molto piangerci su, ho bisogno di arrivare giù e poi di trovare il coraggio per risalire dal fondo. Se vengo colpita poco, non imparo niente. Per questo vorrei che le mie nuove canzoni fossero ascoltate da chi ne potrebbe trovare giovamento. A volte un film, un libro e una canzone possono fare molto e per chi le fa, bisogna lottare in qualcosa in cui credi, mostrare di saper rischiare”.



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