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Leisure - 02/08/2019

Serge Pizzorno: “La mia pausa dai Kasabian per fare musica ispirata all’Italia”

Ci sono echi di classica e Morricone nel disco del leader della band britannica che esce con The S.L.P. A settembre a Milano.

Un tocco d’Italia, non solo nel titolo “Meanwhile… In Genova” ma anche nelle atmosfere da film ala Morricone per Serge Pizzorno, uno dei fondatori dei Kasabian, pluripremiata rock band britannica. The S.L.P., ovvero il moniker dietro il quale si nasconde la mente dei Kasabian, annuncia ufficialmente l’uscita del suo primo album da solista, “The S.L.P.” prevista per il 30 agosto per Columbia Records. “È stato partorito perché avevo un anno off e non ci ho mai pensato in maniera molto profonda prima di allora – ci ha raccontato Serge nell’incontro a Milano – . Avevo tre pezzi musicali da cui sono partito e nella mia testa sembravano già un mezzo disco, perché erano brani lunghi. Non avrei fatto comunque nulla con i Kasabian, erano sepolti in un cassetto da dieci anni. Praticamente è una decisione che ho preso per paura di non fare nulla per un anno”.

Dopo aver pubblicato il sorprendente brano “Favourites” con la rapper Little Simz, The S.L.P  è ora in rotazione anche con “Nobody Else”.

La nuova canzone parte come una ballad al piano per diventare una potente hit house che riassume bene lo spirito d’esplorazione di Pizzorno verso nuovi generi. Parlando del pezzo, Serge ha raccontato: “Ho iniziato persino a imparare gli accordi jazz, è così importante riscoprire l’innocenza di sperimentare, quando una piccola parte di te si chiede: ma posso farcela ancora?”.

Registrato e prodotto da Serge nel suo studio di Leicester l’album “The S.L.P.” è composto da 11 tracce che spaziano dalle influenze hip-hop ai molti momenti melodici, e ancora al funk psychedelico e alla new-wave. Da segnalare nell’album anche la collaborazione con il rapper inglese del momento slowthai per Meanwhile… At The Welcome Break”, l’euforica ‘Trance” e il funk di “The Wu” e di “Youngest Gary”.

Meanwhile, mentre, è una parola che torna molto per questo progetto, quasi come se Pizzorno volesse dargli un’idea di sospensione. “Nel mentre è un concetto che mi affascina, nei fumetti è rappresentato come fosse un angolo. Come se io dicessi al mio pubblico mentre c’è Serge dei Kasabian c’è questo SLP che fa musica ispirata a Morricone, John Barry. La prima traccia che ho inciso è stata una lettera d’amore per Genova”.

 

Serge dice che il disco “è una parte della mia personalità che si riflette nella musica, alcune tracce sembrano delle colonne sonore,  penso sempre a delle immagini che accompagnano un progetto musicale. La fonte d’ispirazione è la saga dei film d’orrore italiani, ma anche la gioia di fare musica. Tra un tour e un disco, per 18 anni ho fatto sempre la stessa cosa. E ci sono dei momenti di tempesta da cui di risvegli e capisci come fare a ricostruire”.

Dal vivo Serge dice che non farà tracce dei Kasabian perché questo “mondo diverso lo voglio tenere separato, voglio suonare il disco ma in una modalità diversa, sarà un’esperienza diversa, farò più di un concerto semplice, penso più a un’esperienza“.

Il disco ha solo 11 tracce, riuscirà a reggere un concerto intero? “Sono sicuro che sarà un rave, una cosa euforica, espanderò le 11 tracce e tanti amici suoneranno con me. Ma l’idea è che manterrò lo show piccolo, misterioso, lo voglio tipo un film di David Lynch, e magari mi troverete spalla a spalla assieme a voi nel pubblico e manco ve ne accorgete”, anticipa entusiasta.

Il debutto dal vivo lo tiene particolarmente attivo: “Sarà anche un modo per far capire quante cose si possono fare con un concerto, anche al mio pubblico. Mi sono accostato a David Byrne e alla sua arte, andandolo a vedere live. E quando lo guardavo pensavo: perché ci sono sempre gli strumenti nello stesso posto, è giusto sovvertire le regole, vedere cose nuove. Per molto tempo ho pensato di collaborare con artisti britannici giovani e questa cosa succederà sempre di più in futuro. L’approccio alla musica che ho ora è come se fossi un bimbo che fa cose senza pensarci, che suona e disegna quando gli va. Se invecchi pensando a questo è un mondo interessante“.

Nel disco c’è anche spazio a tematiche sociali: “Soldiers 00018 viene da una conversazione con un tassista che era violento e spaventato dal mondo. Una persona a cui voglio rispondere con amore, fiducia e con la voglia di fare cose positive. Per questo ho scritto questa canzone”.

Serge Pizzorno, fotografato alla conferenza di lancio del suo progetto solista alla Sony Music Italy di Milano (foto di Christian D’Antonio per The Way Magazine).

Incontrarlo dal vivo fa capire quanto sia diverso il suo mondo dal solo aspetto visto coi Kasabian. Ma anche di quanto sia debuttante e pacato nel mondo delle celebrità soliste. “Non ho deciso di fare il solista pensando alle conseguenze, succede che faccio cose e mi dimentico poi degli obblighi. Fare le interviste e raccontare il disco non è l’elemento principale di questa decisione, il più è fare, creare, dedicarli all’arte. Non penso di aver ansie partiolari, tutti in qualche modo scappiamo dai nostri pensieri che fanno paura, ma poi quando affronti la realtà ti senti meglio e capisci che hai fatto la decisione giusta”.

 

Serge a settembre darà il via a un tour e il 12 settembre sarà anche in Italia al Circolo Magnolia di Milano.

 



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