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Leisure

Leisure - 20/09/2018

Shapiro Vandelli: “Non capivamo nel 68 l’importanza di quello che cantavamo”

Dagli anni della rivalità a un disco e tour insieme. Ci sono canzoni di entrambi ricantate da portare alle nuove generazioni.

Anche nelle foto di copertina di Oliviero Toscani e Angelo Trani, le personalità strabordanti di Shel Shapiro e Maurizio Vandelli vengono subito a galla. Come è giusto che sia quando si parla di giganti dello show business, nel caso specifico parliamo di una coppia che è stata protagonista e rivale di un’epoca, i favolosi 60, che hanno segnato anche l’Italia.

I Rokes di Shapiro e l’Equipe 84 di Vandelli sono stati due mondi di sperare che le cose migliorassero, un contributo alla formazione culturale del dopoguerra in Italia non da poco. Questa musica, assieme alla prima televisione, ha contribuito in sostanza a renderci quelli che siamo.

Ora che sono assieme e fanno un disco “Love And Peace” (con cover di successi celebri) per Trident, Sony Music e sotto la produzione di Diego Calvetti, le personalità non si appiattiscono, anzi, si esaltano. Shapiro e Vandelli per la prima volta si scambiano il repertorio, si alternano, cantano assieme o separati canzoni che sono il dna d’Italia.

“Non sapevamo quanto di epocale c’era nelle canzoni che cantavamo negli anni 60 – dice stupito Shel Shapiro – eravamo troppo giovani per occuparci del senso. Poi la memoria collettiva, la gente le ha rese immortali. Come si fa oggi, dopo guerre, internet, tv, progresso a renderle attuali? Eppure lo sono, ci troviamo a cantare cose che sembrano scritte per oggi”.

La sua incredulità è la nostra: “Tutta mia la città”, parole di Mogol e musica dei The Move è vitalissima, “Bang Bang” è iconica, “Bisogna Saper Perdere” assume tutto un nuovo significato, specie vendendo i due vecchi leoni che si accaniscono ancora sugli strumenti con estrema dignità.

Shapiro e Vandelli si sono “ritrovati”, dopo una vita di rivalità, distanze, marcate differenze di carattere, formazione e stili di vita, ma anche di rispetto reciproco e grande amore per la musica.

Ad unirli un progetto artistico, dal titolo emblematico “Love and Peace“, amore e pace ritrovati prima di tutto fra di loro: una collaborazione che ha radici lontane e che vede fondere i loro percorsi musicali in un album per Sony Music (in uscita il 21 settembre) e in un tour prodotto da Trident Music (le prime date sono Firenze il 10 dicembre al Teatro Verdi, e Roma l’11 dicembre all’Auditorium Parco della Musica). I biglietti saranno in vendita dalle ore 12.00 del  6 settembre.

“Non ci sopportiamo, se non ci fosse stato il produttore questo disco non l’avremo mai fatto, in realtà non so come faremo a stare assieme per due anni”, dice Vandelli. E non sembra eccessivo scherzo: davvero sono diversi questi due ex rivali ma che bello vederli assieme e tributargli dal vivo i dovuti onori.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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