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Leisure

Leisure - 26/05/2019

Un weekend d’arte a NoLo per la chiusura di Biennolo

Non un classico "white space" ma una fabbrica abbandonata che ha fatto da sfondo a 37 opere di altrettanti artisti. Migliaia di visitatori anche per il circuito "Habitat" organizzato parallelamente da Studio Pace10.

Ha dimostrato il meglio che aveva da dare NoLo, il vivace quartiere a nord di piazzale Loreto a Milano, in occasione di Biennolo, la prima edizione della biennale d’arte a Milano.

La mostra di 37 artisti che sta per chiudersi in queste ore, ha raccolto nei primi tre giorni di apertura addirittura oltre 3mila persone. The Way Magazine, media partner dell’evento, stima che in chiusura ci si avvicini alle 10mila presenze totali per quello che è stato uno dei grandi eventi di aggregazione e divulgazione del nuovo corso di Milano.

Sicuramente un evento di meritato successo per Carlo Vanoni, autore e critico d’arte, che l’anno scorso, trasferitosi nel quartiere in fermento di Milano, ha subito fiutato le energie giuste e ha iniziato a lavorare per la creazione di una manifestazione di grande valore artistico e grande portata sociale.

Decisivo l’apporto curatoriale non solo di Vanoni: con lui hanno scelto artisti e tematiche gli esponenti dell’associazione ArtCity Lab, Rossana Ciocca e Gianni Romano, e il direttore di Exibart e noler doc Matteo Bergamini.

Christian aChryliko espone opere di pop art rivitalizzata, ricavata da elementi di riciclo, presso FujiLab a via Merano. Aperto eccezionalmente la sera per il circuito Habitat, dal 24 al 26 maggio 2019 a NoLo, Milano.

Drogheria Creativa, una delle realtà creative più influenti a NoLo, ha aperto nell’ambito di Habitat, con la mostra curata dal fotografo Alexis Ftakas (a destra) con il supporto del co-fondatore dello studio, Luigi Durante.

Aluart ha impreziosito i pannelli del cantiere dell’hotel Pasteur con una famiglia di omini “rainbow”. Intervento realizzato durante la prima notte di aperture di case d’artista a NoLo, Milano.

Biennolo è stata realizzata all’ex fabbrica di panettoni Cova a via Popoli Uniti con la media partnership di The Way Magazine.

In un percorso variegato e multicolore, Studio Pace10 ha messo insieme decine di realtà creative nel quartiere NoLo (fermate metropolitane comprese tra Loreto, Pasteur, Rovereto e Turro) che hanno tenuto aperto studi e abitazioni per tre sere dal 24 al 26 maggio 2019.

Davide Ferro e Angela Capozzi, due artisti in esposizione a Space22, lo spazio artistico a via delle Leghe a NoLo.

Davide Genna, artista che espone presso Studio Pace10 a NoLo nel circuito Habitat.

Emerald Black, dj per il party di Studio Pace10 ad Habitat.

Fotonico è lo studio di Andrea Gross Gaiani che firma le Simple Be Bags.

Ci sono anche delle esperienze di arte e artigianato in autoproduzione tra le strade di NoLo. Molti hanno aderito al circuito di case e abitazioni aperte chiamato Habitat, messo assieme da Studio Pace10 di Gianfranco Maggio e Monica Scardecchia.

Ivana Spinelli, artista in cartellone nella Biennolo 2019, è stata protagonista di un esperimento di arte relazionare al Mercato Comunale di viale Monza. I visitatori erano chiamati a portare un oggetto che li rappresentasse sul quale l’artista avrebbe apposto un simbolo ancestrale su cui sta indagando. Lo scambio permetteva solo il prelievo del visitatore di un oggetto simile.

Mario Airò a Biennolo 2019.

Mataro da Vergato al Tempietto di via Termopili con il suo Cenacolo nudo.

Michele Penna assembla opere luminose con uno scrupoloso recupero di materiali industriali.

Alfredo Rapetti Mogol è stato invitato a esporre a Biennolo. L’artista ha portato alcune tele con parole “scomposte” e delle acquesantiere.

Ci sono opere che per Biennolo sono state fatte con il metodo “site specific” e che rimarranno nel sito anche una volta che la biennale chiuderà. Il caso delle muffe ricalcate con i gessetti di Stefano Arienti e dei segni pittorici murali di 2501.

Altri lavori hanno stabilito una connessione speciale e indelebile col quartiere. Come la Premiata Ditta, che ha realizzato l’installazione eterea e delicatissima “Odori”, un insieme di suggestioni olfattive realmente percepite dal duo che ha vagato per le strade di NoLo

Le muffe di Stefano Arienti

Le muffe di Stefano Arienti in una location diversa dell’ex fabbrica Cova a Milano: qui siamo nella palazzina abbandonata annessa al sito produttivo.

Premiata Dritta, da sinistra Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini. Il duo ha realizzato una mappatura degli odori di Nolo realizzata nel giorno del debutto alla stampa della manifestazione, lo scorso febbraio.

 

Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà, Premiata Ditta. Hanno realizzato un lavoro site specific nei giorni del debutto alla stampa di Biennolo a fine febbraio 2019, facendo sopralluoghi nel quartiere camminando e raccogliendo pezzi d’asfalto e sassi lungo le strade. Le hanno sospese al soffitto della stanza di Biennolo dove è ospitata l’installazione e sulla carta velina fissata sono stampate le descrizioni degli odori con la geolocalizzazione precisa di dove sono stati percepiti.

Vittorio Corsini ha appoggiato una scala di vetro blu a una delle pareti dell’ex panettonificio. Ed è un’opera che simboleggia con delicatezza l’impossibilità di raggiungere l’amore.

Lo skyline di Milano ricavato da Eugenio Tibaldi sul fondo di una parete del sito di Cova a NoLo. Per Biennolo questo “scratching” d’artista già presente nel sito è stato inserito nella biennale, benché realizzato in occasione di un evento precedente (RAID nel 2017).

Gli artisti del quartiere certamente non sono stati a guardare e hanno sfoderato tutte le loro forze per mettersi in mostra grazie al circuito Habitat che ha tenuto aperte case e gallerie. FujiLab di via Merano ha presentato le opere pop di KokoKid, Michele Penna e aChryliko, tutte accomunate da uno spirito di recupero e fantasia.

Due grandi artisti del quartiere, Emilio Isgrò e Sandro Martini hanno deciso di ospitare un numero limitato di appassionati d’arte e raccontare la propria opera mostrando i propri archivi.

Il cantante Sting visto da KoKoKid in una nuova opera esposta nel circuito di Biennolo Off Habitat a Milano. Si trova al FujiLab Studio di via Merano, NoLo.

Il maestro Emilio Isgrò al centro tra Gianfranco Maggio e Monica Scardecchia di Studio Pace10, che ha organizzato il circuito di case d’artista aperto in occasione dell’ultimo weekend di apertura di Biennolo a Milano.

I due fondatori di Studio Pace10 hanno aperto la loro casa per il circuito Habitat – Abitazioni d’artista. Gianfranco Maggio e Monica Scardecchia.

Il gatto Terenzio a guardia delle opere di Studio Pace10, aperto di notte durante la Biennolo Off a NoLo, Milano.

Carlo Vanoni, ideatore di Biennolo, racconta l’opera di Serena Fineschi ispirata all’action painting e Pollock. Biennolo 2019.

Un grande dripping di chewing-gum masticati è la citazione di Polock e dell’action painting di Serena Fineschi, esposta a parete in uno dei grandi spazi dell’ex panettonificio di Cova a NoLo.

Nello stesso ambiente, opere di Vedovamazzei e la metamorfosi di alcune carene di scooter di Marco Ceroni che crea sculture in bilico tra demoniaco e animale. E ieri, una performance con motociclette disposte a cerchio con motori accesi ha valorizzato ancora di più il messaggio.

Filo spinato con bocciolo di rose realizzato da Giuseppina Giordano, artista originaria di Mazara del Vallo.

Giuseppina Giordano per Biennolo ha realizzato “The Wall of Delicacy (Ode to America) che oltre a essere un’opera è una pratica meditativa che si compie con un gesto. Che è quello di inserire un bocciolo di rosa dopo l’altro con un filo metallico. L’ha sperimetato al MASS MoCa nel Massachusetts.

 

Da sinistra, Carlo Vanoni, Rossana Ciocca e Matteo Bergamini alla presentazione di Biennolo 2019. Con loro l’assessore del Comune di Milano, Filippo dal Corno. I tre curatori mostrano un manifesto di Paolo Piva, “Via Padova State of Mind”.

“Credo che lo spazio abbia impressionato e messo d’accordo tutti – ci ha riferito Carlo Vanoni, ideatore della manifestazione e del nome Biennolonon c’è stata una persona che ha detto che le scelte o le realizzazioni erano banali, come a volte succede in occasioni come questa, dove c’è arte contemporanea. Ed è una delle grandi vittorie di questa avventura”.



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