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Leisure - 25/04/2018

Vinitaly 2018, Verona città del vino mondiale

E l'Italia si difende bene con 8 miliardi di export. Siamo il secondo paese a vendere di più nel settore dopo la Francia. Il caso di Irpinia e Calabria.

Vinitaly 2018 ha confermato il ruolo decisivo dell’Italia nella crescita dell’apprezzamento del vinod i qualità mondiale. Nel 2018 crescono qualità e numero dei buyer presenti. La 52ª edizione chiude con 128 mila visitatori da 143 nazioni. I buyer esteri accreditati aumentano del 6% per 32mila presenze.

Tutto questo mentre si viene a sapere che ammonta a circa 6 miliardi di euro l’export di vini dall’Italia nel 2017. Il nostro paese, con oltre 80mila imprese vinicole, è il secondo esportatore di vino al mondo, dopo la Francia. Tra i principali amanti del vino Made in Italy, in testa gli USA, la Germania e il Regno Unito, ma crescono di più gli estimatori russi, brasiliani e cinesi. Oltre un terzo dell’export italiano parte dal Veneto, seguono Piemonte e Toscana.

In Italia si contano oltre 80mila imprese vinicole, tra coltivazione di uva e produzione di vini da uva, con un business annuale che vale circa 9,6 miliardi di Euro, di cui 3,3 miliardi solo in Veneto.

Le esportazioni di vini da uva dall’Italia verso il mondo nel 2017 ammontano a circa 6 miliardi di euro e registrano una variazione del +6,4% tra 2016 e 2017. Oltre un terzo dell’export italiano parte dal Veneto con 1,5 miliardi di euro, tra gennaio e settembre 2017, +6,4% in un anno, seguito dal Piemonte (677mila euro, +6,1%) e dalla Toscana (665mila euro, +3,3%).

“Il vino – spiega Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e direttore di Coldiretti Lombardia – rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy. Lo conferma anche il valore dell’export che nel 2017 ha raggiunto il massimo storico di sempre attestandosi a circa 6 miliardi di euro. In Lombardia ci sono oltre 20mila ettari a vigneto, quasi tutti dedicati a nettari di alta qualità. Le province più “vinicole” sono Pavia e Brescia, che da sole rappresentano i due terzi delle superfici vitate in Lombardia e il 70% delle oltre tremila aziende lombarde”.

All’estero, tra chi non rinuncia ad un bicchiere di vino italiano sulla tavola, ci sono al primo posto gli statunitensi che importano dal nostro Paese prodotti vinicoli per un valore di circa 1,4 miliardi euro (pari al 23,5% del totale dell’export italiano di vino e in crescita del 4,2% tra 2016 e 2017), seguiti dai tedeschi con oltre 985milioni di euro (16,4% del totale) e dal Regno Unito che importa circa 810 milioni di euro  (il 13,5%, crescita del +5,9%). La Russia, il Brasile e la Cina sono invece i Paesi in cui si registra tra 2016 e 2017 la crescita maggiore di importazioni dall’Italia: rispettivamente +43%, +60,6% e +28,7%.

E nella classifica dei produttori di vino più “amati” al mondo,  l’Italia conquista il secondo posto, preceduta solo dalla Francia prima con 8,1 miliardi di euro di export di prodotti vinicoli nel mondo nel 2016, assorbendo circa un terzo delle esportazioni mondiali di vino  (28,1%), seguita dall’Italia con 5,6 miliardi di euro, pari al 19,3% del totale, dalla Spagna (2,6 miliardi di euro, 9,2%), e dal Cile (1,6 miliardi di euro, 5,7%). E guardando ai 10 maggiori importatori di vino al mondo, l’Italia è il primo Paese da cui importano Germania e Svizzera, rispettivamente il peso delle importazioni dall’Italia è del 37,6% e del 35,1%, mentre negli Stati Uniti (29,7%), nel Regno Unito (21,2%), nei Paesi Bassi (12,2%) e in Belgio (11,3%) è il secondo Paese da cui si importano vini. È quanto emerge da elaborazione della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Aida-Trade Catalyst.

Le imprese del vino in Italia  – Sono complessivamente oltre 80mila le imprese del vino attive in Italia, si tratta principalmente di imprese di coltivazione di uva (79.762), a cui si aggiungono le imprese di produzione di vino (1.850). La concentrazione maggiore è in Sicilia, dove si trovano complessivamente quasi 13mila imprese attive nel settore, di cui oltre 7mila solo nel trapanese, la seconda regione italiana in termini numerici è il Veneto con 12.508 imprese, di cui 6.350 a Treviso e 3.836 a Verona, al terzo posto la Puglia, con 10.550  imprese.

TREND PER IL FUTURO – I rosé negli Usa, i bianchi fermi in Germania, i rossi in Cina, Russia e in Giappone. E gli sparkling, i vini del momento ma anche del prossimo futuro, previsti in crescita in particolare tra i consumatori di Regno Unito, Giappone e Russia, seguiti da quelli di tedeschi e statunitensi. Ma innanzitutto il successo commerciale del vino nei prossimi 5 anni sarà determinato in buona parte dai prodotti a marchio green (bio o sostenibili), vera leva del mercato di domani secondo un sondaggio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor presso i manager di 12 tra i principali gruppi vitivinicoli del Paese (circa 2 miliardi di euro il fatturato complessivo), chiamati a dare un’opinione sui trend a breve termine (5 anni) del mercato del vino nei 6 mercati top di Usa, Regno Unito, Cina, Germania, Giappone e Russia. Quindi saranno soprattutto i prodotti biologici e quelli premium gli artefici del successo del vino mondiale.

CALABRIAAlla 52esima edizione della rassegna scaligera cè stato un record di visitatori allo stand della Regione e nell’area dedicata alla gastronomia calabrese di Sol&Agrifood. Cresce più che nel resto d’Italia la qualità dei vini prodotti e le grandi firme della cucina esaltano i prodotti tipici.

Oltre venticinquemila visitatori in quattro giorni, 1.200 incontri tra produttori e buyer italiani e stranieri, sette degustazioni di vini e due di prodotti tipici, sei show cooking e un laboratorio sull’olio. Successo pieno per la Calabria, che non è più solo sinonimo di vini rossi ad alto grado alcolico, ma una realtà di primo piano del panorama vitivinicolo nazionale.

Il 2017 si è chiuso con una produzione di 479mila ettolitri, dodici milioni le bottiglie commercializzate attraverso 600 etichette tra rossi, rosati, bianchi, passiti e spumanti. Di queste, il 13% composto da vini Dop e il 26% da Igp: ben 4 bottiglie su 10 (il 39% della produzione regionale), per un totale di oltre 142mila ettolitri di prodotto. La Calabria vanta anche una presenza importante di vitigni autoctoni come Gaglioppo, Magliocco, Greco bianco e nero, e nove Doc. Quasi il 50% della produzione viene venduto all’estero, di questa quota, circa un terzo fuori dall’Ue.

IRPINIA – Secondo la Camera di Commercio di Avellino ci sono stati 99  espositori irpini in questa edizione del Vinitaly (con 92 cantine, 3 produttori di distillati e liquori, 3 consorzi ed un’associazione).
Se dal punto di vista numerico le imprese presenti nella collettiva rappresentano circa il 62% del totale aziende irpine certificatrici dei vini a denominazione di origine (pari a 149), dal punto di vista delle quantità prodotte e certificate la squadra delle aziende guidate dalla CCIAA a Verona rappresenta quasi l’80% dell’intera produzione di qualità della nostra provincia.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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