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Leisure

Leisure - 17/10/2018

“Virus in fabula”, la musica di Zorama

Virus in fabula, il nuovo disco di Zorama in tutti i negozi, è una prova importante per l’autore rock di Mina.

Uscito lo scorso 28 settembre in distribuzione Self e su etichetta Blu Music International, il nuovo sorprendente album di Mariano Rongo Zora (questo il nome dell’artista napoletano, classe 1973) è la quarta uscita su album che arriva dopo il successo del singolo scritto per Mina, “Il Tuo Arredamento”.

Con la copertina artistica disegnata a mano a tecnica mista dal pittore e scultore Prisco De Vivo, il disco esce a sei anni di distanza dal precedente “Involitudine”, e contiene 12 brani a lunga durata – in perfetta controtendenza e con estremo coraggio – che spaziano dal progressive alla psichedelia, incuneandosi attraverso una scrittura cantautorale complessa, impegnata, articolata e ben radicata nel tempo.

L’artista Zorama con Michelangelo Iossa, il giornalista che ha presentato l’incontro col pubblico alla Feltrinelli di Napoli (foto di Maurizio De Costanzo per The Way Magazine).

Oltre al singolo apripista “Munch”, uscito già lo scorso 18 maggio con tanto di videoclip a cura del regista francese Marc Sabat e, piazzatosi come nuova entrata direttamente al trentesimo posto della Top 200 Alternative Chart di iTunes, figurano nella tracks list anche “La fiera dei fieri”, “Lividi sui pensieri”, “Spari e altari”, “E quando troverò l’iperuranio…”, “L’estensione”, “Io non muoio più (Tranne il venerdì)”, “Motel Desolazione”, “Campi di soia (Made in China)”, “Virus in fabula”, “La transumanza” e “Dal sottobosco delle inquietudini”.

L’impianto musicale si erge robusto e imponente sul più che consolidato power trio formato dai fidatissimi “Ert 15” che corrispondono ai nomi di Andrea Palazzo (chitarre), Davide Ferrante (batteria) e Corrado Calignano (basso); oltre agli innesti dei vari Ciro Genno – che con Zorama ha arrangiato l’intero disco suonando tastiere, synth e pianoforti – Saughelli (basso e cori nel brano “L’estensione” e solo basso in “Io non muoio più”), Carmine Tammaro (organo in “Campi di soia”) e Davide Matrisciano, il quale ha “dipinto” qua e là con i suoi synth ed effetti arditi e sperimentali, alcuni brani del progetto, oltre ad averlo seguito, curato ed ottimizzato. I missaggi sono stati effettuati da Claudio Bevilacqua, mentre il mastering porta la firma di Giovanni Versari, vincitore del Grammy Award per il suono di “Drones”, pluripremiato album dell famosissima band britannica dei Muse.

Testo e foto a cura di Maurizio De Costanzo



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