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Leisure - 06/04/2019

“Waking Dream” è l’arte dei cinque sensi

La mostra riunisce 7 artisti e 2 collettivi con talenti altamente individualistici sotto il tema del sogno lucido: i meme subconsci, i simboli e le figure antropomorfe dei sogni.

Waking Dream a cura di Maria Abramenko, parte dalla dimensione onirica del soggetto in quanto eclissi dei cinque sensi, si interrogherà in merito a tutti i dualismi esperienza-percezione. L’esposizione collettiva si sta svolgendo in questi giorni in concomitanza con MiArt a Milano presso 308 Nulla è perduto (Via Sartirana 3) e comprende 7 artisti e 2 collettivi di fama nazionale e internazionale.

Tadao Cern – Balloon Render

L’ispirazione per questo tema è tratto dagli scritti di Carl Gustav Jung e dalla sua convinzione che la creatività della mente nello stato di veglia è una sintesi di pensieri che turbinano attraverso l’inconscio durante le ore di sonno.

 

Questa mostra, partendo dalla dimensione onirica del soggetto come un’eclissi totale dei cinque sensi, si interroga sui dualismi esperienza-percezione. La veglia e il sonno sono due stati di coscienza opposti. Il collegamento tra questi due mondi è the Waking. Durante il sonno il sistema neuronale inibisce la vividezza dei ricordi evocati dall’incoscio. In contrasto con il mondo contemporaneo, dove ogni giorno sperimentiamo i nostri avatar, degli alter ego più o meno consapevoli, di linguaggi algoritmici e una realtà parallela creata da bit con questa mostra il sogno torna ad essere la facoltà più umana di simbolizzazione, una delle ultime vie organiche e spirituali che apre a infinite strade.

 

I sette artisti e due collettivi interpretano Waking Dream attraverso diverse sfaccettature che vanno a toccare tutti e cinque i sensi. La mostra porta lo spettatore a riflettere su come la vita subconscia influenzi il suo rapporto di percezione dell’opera d’arte.

 

Matteo Castiglioni presenta un’installazione audiovisiva che offre una riflessione esperienziale sulla realtà digitale.

 

Tadao Cern valicando la barriera tra opera, ambiente e spettatore esplora giocosamente il sogno lucido attraverso la leggerezza e la pesantezza, l’attrazione e la repulsione, la corporeità e l’immaterialità dei suoi Black Baloons.

 

Il collettivo DUSKMANN si ripresenta dopo l’installazione Prelude, tenutasi per Manifesta12. In questa occasione il gruppo artistico, dall’animo minimal post-atomico porterà una serie di sculture le cui geometrie infinite esprimono la potente energia espressiva del sogno come simbolo.

 

Ignazio Mortellaro decifra con il suo lavoro il sogno come orizzonte dell’intelletto, un luogo interiorizzato di libertà.

 

Scerbo indaga il rapporto tra l’essere umano e la sua esistenza attraverso il medium della luce e della trasparenza.

 

Con la sua opera Veronica Smirnoff mostra all’osservatore la delicatezza della dimensione onirica rappresentata tramite l’utilizzo delle tecniche dei maestri antichi.

 

Il collettivo olandese Graphic Surgery (Gysbert Zijlstra e Erris Huigens) scardina la percezione dell’ambiente attraverso il rigore geometrico di un intervento site-specif.

 

Le opere di Jonathan Vivacqua distorce e deforma lo spazio fisico, tramutandolo in uno spazio del subconscio.

 

Infine, Giulio Alvigini, creatore di Make Italian Art Great Again, con le sue opere randomicamente disposte, propone un’ironica oggettivazione del sistema dell’arte contemporanea italiana.

 

Il 6 aprile alle 8:30 Waking Dream presenta un’audio performance di Edoardo Dionea Cicconi, le quali vibrazioni sonore trasporteranno il pubblico in un momento lisergico a percepire l’esperienza di un sogno lucido.

 



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