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Luxury

Luxury - 22/02/2017

Pagani Automobili lancia Huayra Roadster d’ispirazione retrò

Per garantire rigidità strutturale l'azienda modenese ha migliorato anche la sua lega Carbo-Titanio. Ecco il nuovo design della spider di classe.

Pagani Huayra Roadster

“…Tutto doveva essere unico, cioè come una macchina ricavata da un blocco di marmo di Carrara, la ricerca della bellezza come concetto fondamentale, un’opera d’arte spensierata, intelligente ed in topless…” – Horacio Pagani

Pagani Automobili è uno dei segreti più ben custoditi del design dell’automotive. Quando si parla di eccellenza italiana, un campo nel quale non verrà mai a mancare è quello dell’automotive. Oltre ai marchi che con il tempo si sono imposti nelle varie competizioni aumentando così la propria fama, sul territorio italiano sono presenti altri costruttori con meno risonanza mediatica ma con elevatissima attenzione allo stile e alla qualità.

È il caso di Pagani Automobili, casa automobilistica con sede a San Cesario sul Panaro in provincia di Modena, nata dalla mente dell’imprenditore italo-argentino Horacio Pagani, che dalla sua fondazione nel 1999 si è imposta sul mercato delle hypercar. Inizialmente il brand si è affermato con la Zonda a cui ha fatto seguito il secondo modello, in ordine cronologico, della casa modenese: la Huayra Coupé.

La ricerca continua della bellezza porta ora, il team di ingegneri Pagani allo sviluppo della Huayra Roadster. Questa roadster nata come progetto unico segue la filosofia delle Mercedes anni 50, variante coupé con porte ad apertura ad ali di gabbiano e roadster con apertura convenzionale.

Il frontale aggressivo e pronunciato, i passaruota larghi, dettagli racing che sono stati studiati in funzione dello stile. In contrapposizione a quello cui siamo abbituati a vedere quasi tutta la meccanica Huayra è a vista, come se volesse essere un opera d’arte futurista.

Pagani Automobili è stata la prima casa a mettere sul mercato un sistema di Aerodinamica Attiva gestita interamente dall’elettronica. Questo sistema è stato ulteriormente sviluppato in occasione della Huayra Roadster.

Quattro appendici indipendenti, due sull’anteriore e due sul posteriore, assicurano sempre una performance ottimale in ogni condizione; il sistema inoltre lavora, sempre sull’aerodinamica, per tenere sempre il fondo vettura parallelo al terreno garantendo così un perfetto effetto suolo sia in strada che in pista.

Pagani Huayra Roadster

“Pensiamo a Huayra Coupè, alla sua linea elegante e senza tempo, Huayra Roadster doveva esserne la sorella ribelle, formosa e bellissima ma con quel tocco di malizia tipico di chi è spensierato” – Horacio Pagani

Pagani Automobili ha ottimizzato queste linee aerodinamiche con simulazioni e prove su modelli in scala 1:1 in galleria del vento. Sviluppando così il design attraverso l’aerodinamica volta alla performance.

Questa roadster è spinta da un motore interamente costruito da Mercedes-Benz per Pagani, un propulsore biturbo V12 da 764 Cv mentre la sicurezza in fermata è affidata ai freni Brembo carboceramici da 6 pistoncini sull’anteriore e 4 pistoncini sul posteriore.

Per garantire rigidità strutturale Pagani ha sviluppato anche la sua lega Carbo-Titanio, ottenendo così un telaio con il 52% in più di rigidità ma con un peso complessivo 80 Kg più leggero della sorella coupé.

Per resistere alla potenza trasmessa a terra dal nuovo cambio AMT a sette marce con sistema di attivazione idraulico ed elettronico, il team di ingegneri Pirelli (partner di Pagani) ha sviluppato i nuovi pneumatici Pzero Corsa per Huayra Roadster di 21 pollici al posteriore e 20 all’anteriore.

In vendita a partire da una base di 2.280.000 euro, questa roadster sarà proposta in due versioni: la prima con un hard top rigido composto da fibra di carbonio e vetro che quando chiuso garantirà l’aspetto da coupé e una elevata luminosità. La seconda con un tettuccio tela e fibra di carbonio che, una volta chiuso, potrà essere riposto all’interno della vettura e in caso di emergenza potrà essere installato in poco tempo.



Francesco D'Agostino
Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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