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Society

Society - 28/09/2017

Al 28 Posti di Milano cucina con designer a cura dello chef Marco Ambrosino

Lo chef procidano si è inventato un menù in alleanza con stilisti di moda. E l'esperimento è molto piaciuto nella Fashion Week.

Dopo il successo della Design Week, Marco Ambrosino, il giovane chef di 28 Posti, il bistrot di cucina contemporanea a Milano, è tornato in cucina con i designer. Questa volta, in occasione della Fashion Week milanese di settembre, ha coinvolto gli stilisti Vivetta, Paula Cademartori, Arthur Arbesser, Massimo Alba e Miahatami.

Paula Cademartori e chef Ambrosio

Paula Cademartori e chef Ambrosino

Lo chef Ambrosino ha preparato un menù dedicato di 6 portate e ogni sera un piatto creato in collaborazione con i creativi della moda. L’esperimento è stato molto apprezzato, ogni sera della fashion week c’è stato il pienone, specie per degustare il piatto speciale ideato da designer e chef, il primo a uscire tr lo stupore degli ospiti. L’idea per la fashion week era di far partire ognuno da una base di tre ingredienti, uno principale e gli altri due più di contorno. Gli stilisti hanno potuto scegliere se usarli tutti oppure solo alcuni, aggiungendo un ingrediente a piacere che fa parte della tradizione di ognuno loro o che per qualche motivo è un ingrediente “del cuore”.
Gli stilisti hanno preso la sfida molto seriamente: tutti si sono impegnati nell’accostamento giusto e nella presentazione dei piatti, arrivando anche a progettare l’assonanza di colori e sapori.
Arthur e Ambrosino.

Arthur Arbesser e Marco Ambrosino.

Con questa iniziativa 28 POSTI (Via Corsico 1, Porta Genova – Milano) si conferma il bistrot di cucina contemporanea più sperimentale in città, dove Marco Ambrosino, il giovane chef di Procida a capo della brigata, propone una cucina sofisticata ma molto legata alla stagionalità e attenta alla qualità degli alimenti proposti grazie ad un’accurata selezione di prodotti scelti ogni giorno da lui personalmente.

Una cucina d’autore ma alla portata di tutti, orientata da valori etici, al rispetto dell’ambiente e all’equità dei processi di produzione. Le sue precedenti esperienze  (tra cui Melograno di Ischia con la chef Libera Iovine e Noma di Copenhagen) gli hanno permesso di creare un equilibrato connubio tra la cu cina tradizionale campana e quel la sperimentale e d’avanguardia, imparando ad usare materie prime di qualità ma anche meno nobili.

Il menù, che cambia ogni due mesi, può soddisfare anche le esigenze di celiaci, vegani e vegetariani. Rimane comunque la costante presenza di alcuni “cavalli di battaglia” dello chef, come i tagliolini con porro fondente, polvere di capperi, limone candito; la cipolla bruciata con fragoline di bosco fermentate; il dolce a base di ricotta, carbone, gelato al polline e bottarga. Anche per i vini viene fatta un’accurata selezione, con una carta che offre etichette di altissima qualità privilegiando piccoli produttori e vignaioli artigiani. Terreni di piccole dimensioni, gestiti da aziende che rispettano il proprio territorio, la cultura contadina e la biodiversità, per l’80% vini naturali e da agricoltura biodinamica

28 Posti – via Corsico 1 (Fermata MM verde Porta Genova) 

I piatti forti di chef Ambrosino: cucina naturale e stagionalità.

I piatti forti di chef Ambrosino: cucina naturale e stagionalità.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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