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Society - 07/11/2016

Angèlique Cavallari, il cinema che narra la “mancanza” in mezzo al mare

L'attrice di Mancanza Purgatorio si presenta a The Way Magazine: "Ho lavorato sull'acqua leggendo Omero"

Il cinema è magia, poesia e introspezione. Lo dimostra Mancanza-Purgatorio, secondo capitolo della trilogia Mancanza di Stefano Odoardi che arriverà a novembre nelle sale grazie ad una distribuzione indipendente. Il film ha come protagonista l’attrice italo-francese Angèlique Cavallari sulla quale il regista ha ritagliato un personaggio pieno di fascino e decisamente unico.

Angèlique Cavallari, nata a Torino, attrice di madre francese e padre italiano, studia alla Teatranza Artedrama, poi alla Sergio Tofano di Mario Brusa in Torino. A teatro lavora per Andrea Battistini, con Il processo” di Kafka, e Il vero amico di Goldoni con la regia di Maurizio Donadoni. Inizia così la sua carriera professionale come attrice professionista. Al cinema con Danza la Coscienza, di Luca Bronzi, Premium di Francesco Bovino o Paura d’Amare, fiction Rai con la regia di Lorenzo Terraciano. Angèlique Cavallari è stata diretta da Daniele Luchetti in Anni felici nel ruolo di Michelle, la musa dello scultore accanto a Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Martina Gedeck.

Mancanza-Purgatorio è al cinema dal 10 novembre.

Mancanza-Purgatorio è al cinema dal 10 novembre.

Il regista indipendente Stefano Odoardi sta portando avanti un progetto molto particolare che si chiama Mancanza, tu sei protagonista di Mancanza – Purgatorio che è stato presentato all’ultima edizione del Roma Film Festival, ci puoi spiegare di cosa si tratta?

Il film fa parte della trilogia “Mancanza” (che comprende i capitolo Inferno, Purgatorio, Paradiso). È un cofanetto cinematografico particolare, perché molto libero dagli schemi classici di preparazione ed è unico nel suo genere proprio per come è stato concepito il metodo di lavoro. In questo episodio lo spettatore viaggia con l’Angelo in una dimensione di attesa ma anche di azione, sempre in mezzo al mare su di una immensa solitaria nave cargo tra i container.

Parlaci del tuo personaggio, è una sorta di Ulisse al femminile?

Esatto. È inconsapevole all’inizio del viaggio. È una donna di azione, sveglia, forte ma anche molto sensibile e sofferente. Nel corso della narrazione, nonostante la sua disperata solitudine e responsabilità che scopre di avere, si trasformerà in quello che è realmente: un essere divino, per l’appunto un Angelo, che cercherà di portare a terminare la sua missione, salvare ed essere salvata, per ritrovare una condizione di Amore.

Qual è stata la tua reazione quando hai letto il copione?

Il copione non esiste! La sola cosa che mi è stata data dal regista sono stati tre libri ed una poesia: due versioni dell’Odissea di Omero, il libro della poesia ininterrotta di Paul Elouard e la poesia di Ginsberg “Song”. Poi mi è stato proposto di imbarcarmi sul cargo e giorno per giorno con il regista si decidevano testi e azioni. Una vera avventura per un’attrice professionista, perché è rischioso non avere le conferme di un copione che più o meno ti danno una direzione.

È stato difficile lavorare a questo progetto?

È stato magnifico stare sul cargo, in più i marinai continuavano a lavorare durante le riprese ed è stato intrigante vivere tutti insieme quasi un mese in mare aperto. Una dimensione a me totalmente nuova, perché io amo la Terra e l’acqua l’ho sempre solo contemplata, come si fa con le stelle tipo. In questo progetto l’ho invece vissuta come non mai. Posso sicuramente dire che in questo capitolo ho sperimentato e superato dei confini di me stessa che mi hanno arricchito.

Tu vivi tra Francia e Italia, qual è lo stile cinematografico che preferisci?

Non ne amo uno più di un altro, ma amo i film dove le emozioni sono trasportate anche da immagini curate con una bella fotografia, musiche adatte e con una marcatura precisa dello stile dell’autore, qualsiasi esso sia. L’ importante è che sia ibrido.

Quali sono i ruoli che preferisci o che ti piacerebbe interpretare?

Amo i ruoli dove il personaggio fa un’evoluzione importante durante la storia. Amo i ruoli intensi, quei caratteri che sotto la scorza nascondono un universo di fragilità e umanità. Amo quei ruoli dove gli sguardi possono dire e sconvolgere più di mille frasi.

Ti piacerebbe cimentarti con la regia?

Ho una buona percezione dell’estetica, della creazione e ho anche molte idee creative, ma per ora non penso di cimentarmi nella regia.

Cosa ne pensi del nuovo cinema italiano?

Penso che stiamo rinascendo! Sta tornando ad avere più coraggio, nel sostenere nuove visioni, anche perché lo spettatore ha voglia di essere considerato intelligente. Si, il cinema italiano è in un buon periodo, di ripresa secondo me.

Chi è la tua fonte d’ispirazione?

Più che chi ti direi un insieme di elementi. La Natura, le persone che incrocio sul mio percorso di vita, i grandi pensatori, le onorevoli persone che hanno il coraggio di battersi per quello in cui credono, con forti ideali umanistici di scienza e di cultura che agiscono. E poi c’é la musica, arte comunicativa primordiale.

Domanda di rito, progetti per il futuro?

Ho appena finito di girare un altro film dove sono primo ruolo ed interpreto la storia di una ex tuffatrice olimpica, ovvero Seguimi di Claudio Sestieri. Si tratta di un thriller psicologico molto intrigante. Invece a breve ho dei progetti a Los Angeles e in Francia. Intanto sto scrivendo il mio secondo libro di poesie, che interpreto anche musica.

 

Per info sul film qui



Enzo Latronico
Sceneggiatore e giornalista, laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, Enzo Latronico è il nostro esperto del grande schermo. Ha scritto il documentario "I musei di Palazzo Farnese" e ha diretto per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il docu-movie "A memoria d'uomo". Autore del libro "Ugo Pirro. Indagine su uno sceneggiatore al di sopra di ogni sospetto" e della sceneggiatura del film "Solo di passaggio" (regia di Alessandro Zonin, ispirato alla novella di Dino Buzzati, Il mantello), in concorso ai David di Donatello tra i corti. Al Palazzo Farnese di Piacenza ha curato la grande mostra sul cinema "Le macchine del sogno. Dai Lumière al cinematografo". Fondatore e direttore del blog/magazine cinemascritto.wordpress.com, è studioso della cinematografia di James Bond e Star Trek.
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