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Society

Society - 30/06/2019

Artupia, così l’arte è un bene comune per tutti

Un evento sui Navigli a Milano per creare una tela di visioni e condvisioni. Poi completata dall'artista Emiliano Cavalli.

Innovativi e diversi. Dinamici e grintosi, Alberto, Marco e Arturo determinati e guidati dalla loro comune passione per l’arte hanno scelto di fondare Artupia, il loro progetto artistico, volto a mostrare che l’arte è un vero e proprio bene, un valore, un dono a cui tutti hanno il diritto di accedere e godere. Forte di questo obiettivo Artupia opera concretamente per mostrare che l’arte è un importante strumento di comunicazione che deve essere adeguatamente valorizzato.

 

Artupia è un progetto che nasce dalla volontà di Alberto Lina, Marco Mura e Arturo de Giorgi di creare una concreta e vivace community dedicata agli amanti dell’arte, agli artisti e ai collezionisti.

Una realtà che mostra e comunica l’arte come elemento, bene universale, dedicato a tutte le persone, superando la comune ideologia che questa sia elitaria, un privilegio per pochi. Artupia vuole condurre tutte le persone – in modo indistinto – ad immergersi, vivere e scoprire il vero mondo dell’arte.

I fondatori, nel definire il loro progetto non sono stati guidati dalla sola dedizione per l’arte, ma anche da quella per la tecnologia che riconoscono come efficace strumento di veicolazione e comunicazione dell’arte e della creatività. Artupia è oggi un contesto di confronto dove gli artisti mostrano e vendono le loro opere ad appassionati e collezionisti.

 

La realtà si propone di presentare e mostrare come l’arte sia un vero strumento per raccontare una storia, attraverso l’offerta di una vasta gamma di opere uniche ed originali, tutte fatte a mano. Ogni pezzo è realizzato da artisti emergenti ed è unico nel suo genere.

 

Artupia, oltre a rappresentare una vera e propria community è anche una piattaforma online dove gli artisti hanno l’opportunità di vendere i loro pezzi unici che vengono acquistati sulla base di un prezzo calcolato da un algoritmo basato su una logica meritocratica. La policy di vendita di Artupia esula quella della tipica e tradizionale galleria d’arte in quanto la definizione del prezzo si fonda su un sistema di analisi delle interazioni secondo la quale più gli utenti visualizzano, collezionano e acquistano opere, più il loro prezzo cresce in tempo reale.

 

Il progetto vuole essere un pieno contesto di valorizzazione dell’arte e della passione per la stessa in tutte le sue forme, dal momento che l’accesso alla piattaforma è gratuito sia per chi vende, sia per coloro che sono interessati ad acquistare. Artupia, inoltre, opera non solo come intermediario, ma anche come vero garante tra le parti e gestisce tutte le fasi del processo di spedizione per assicurare che, una volta che l’artista invia l’opera, i dipinti vengano consegnati direttamente a casa.

In occasione del Gay Pride di Milano, Artupia, forte della volontà di voler mostrare come l’arte sia un mezzo di comunicazione internazionale, sensibile alle persone, alle sue dinamiche ed evoluzioni, ha sviluppato il 26 giugno, presso la sua sede milanese in via Alzaia Naviglio Grande 4, un evento giornaliero, in cui ha chiesto ai presenti di partecipare all’arte immergendosi nella stessa. Una iniziativa che ha coinvolto un pubblico ampio e diversificato, privo di selezione. I partecipanti, che hanno contribuito alla realizzazione di una tela su cui Emiliano Cavalli aveva precedentemente disegnato un cuore, sono state le persone che “per caso” si sono trovate  nei pressi della sede di Artupia e che hanno scelto di vivere un’esperienza d’arte. I partecipanti hanno potuto mettersi alla prova, testando le loro doti creative, disegnando sulla tela la loro visione dell’amore inteso come tolleranza, famiglia e diversità. I disegni realizzati ed abbozzati dai partecipanti sono stati, poi, completati dall’artista di Artupia, Emiliano Cavalli.

Questo evento ha rappresentato la chiara concretizzazione della volontà su cui nasce e si fonda Artupia: mostrare che l’arte è un bene comune per tutti.

Testo a cura di Francesca Rizzi

 



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