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Society

Society - 03/02/2019

Come difendersi dall’Italian Sounding

In 10 anni la contraffazione soprattutto alimentare, all'estero ha raggiunto i 90 miliardi di euro. Prodotti che di italiano non hanno nulla. Se non l'assonanza.

La concorrenza sleale che all’estero tutti stanno facendo al cibo italiano è un accanimento che non è più tollerabile. Lo dicono gli imprenditori, lo dicono gli studi, come quello di Assomercato che è davvero sconfortante. L’Italian Sounding, il fenomeno di “imitazione” nel nome e nel sapore di prodotti italiani autentici, dilaga, soprattutto in America e in Europa, e fa male al nostro export.

Chiunque vuole essere alleato della buona e onesta produzione di prelibatezze italiane deve essere avvisato, anche perché il patrimonio agroalimentare italiano è unico al mondo per qualità ed assortimento. La cultura gastronomica e i prodotti agroalimentari italiani sono famosi ed apprezzati dai consumatori di molti paesi ma l’economia parallela che, sottraendo quote di mercato ai prodotti tutelati, determina pesanti danni alle aziende italiane è l’“Italian Sounding”, ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese. 

Il 42% dei prodotti imitati sono piatti pronti e surgelati, conserve e condimenti. Seguono i latticini (25,1%), la pasta (16,1%), i prodotti a base di carne (13,2%) e i prodotti da forno (3,6%).

Ma non è solo un problema di costo. Perché se è vero che in UK, Germania e Belgio acquistare ciò che sembra italiano può costare fino al 70% in meno di quello vero, il fatto è che i prodotti “simili” invadono il mercato dove non ci sono quantità sufficienti per la richiesta. Il problema è questo: c’è talmente tanta voglia di italianità all’estero che la produzione da export non la soddisfa.

Come si combatte? Anzitutto con la conoscenza. Authentic Italian Table, la manifestazione con cui le 9 Camere di Commercio Italiane all’estero (CCIE) di Chicago, Houston, Los Angeles, Miami, New York, Montreal, Toronto, Vancouver e Città del Messico mettono in tavola le eccellenze della tradizione culinaria italiana e del prodotto autentico 100% Made in Italy, è una risposta.

L’area NAFTA (North American Free Trade Agreement) è fondamentale per il nostro export alimentare. L’anno scorso la partecipazione è stata un successo. Per il 2019, il Food& Wine Festival (Miami) è parte dell’ “Extraordinary Italian Taste” e ospiterà il 17 aprile la seconda edizione della tavolata italiana. Per far capire agli americani, cos’è davvero il gusto italiano.



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