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Society

Society - 06/11/2017

Ernia, se questo è un rapper

Un doppio cd e un primo tour negli store italiani avvicina il giovane cantautore al suo pubblico. Legge Baudelaire e scrive di introspezione.

La prima cosa che ci dice Ernia incontrandoci per l’uscita del suo doppio cofanetto “Come Uccidere un usignolo/67” è per i suoi piccoli fans: “Sono uno che ha un pubblico trasversale, lo riconosco, perché alcuni piccoli si rispecchiano in dei brani, ma ci sono anche degli altri che mi seguono per altri. In ogni caso voglio dire ai ragazzi che non si può lasciare la scuola per il sogno di fare i rapper. Non è ammissibile”.

In effetti, Ernia, figlio di una professoressa di latino, ha in mente bene cosa ci vuole per fare i dischi di successo e di grande presa: “Bisogna conoscere, leggere. Tutti quelli della scuola non dico vecchia, ma precedente alla nostra hanno letto e continuano a farlo. Vedo Fabri Fibra, Gue, questi sono quelli che non si fermano alle apparenze”.

Il suo nuovo disco è uscito qualche giorno fa su Thaurus/Universal: Matteo Professione in arte Ernia dice di essere curioso di capire come verrà recepito, dopo il successo dell’ “Usignolo Summer tour” che ha contato oltre 20 date in giro per l’Italia. “Ora penso agli instore chissà chi arriverà, io stesso non andrei a un incontro con l’artista a meno che non sia estremamente motivato”.

Classe 1993, ultimo lavoro che si avvale delle produzioni dei migliori producers della scena odierna (da Parix a Shablo, Marz, Lazza e Luke) Ernia non è un rapper classico nemmeno nell’iconografia che lo definisce, come vedete da queste foto e dal video.

ernia

“Lei No”e “Noia”, sono solo alcuni dei brani inclusi nel disco (2 cd per 16 brani), che si arricchisce inoltre di preziosissime e importanti collaborazioni e featuring con alcuni dei migliori rapper del panorama italiano, come il feat con Gue Pequeno nel brano “Disgusting” e il feat co Mecna nel brano “Tradimento”.

Un album sorprendente in cui le sonorità moderne non scordano mai di guardare con gratitudine all’hip hop. Un rapper che legge di tutto da Hamingway a Baudelaire, autori che hanno ispirato i suoi testi.

Per il pubblico di un giovane che si sta facendo strada in questi mesi, è sempre difficile identificare la demografia del proprio pubblico: “Ogni volta che annuncio una data è una sorpresa: mi scrivono sempre da Napoli e pensavo di avere molto pubblico lì, ma ci sono state più persone nelle Marche dove non pensavo di essere conosciuto. Li prendo un po’ tutti, è una delle mie fortune. Un ragazzo di 25 anni può essere attratto, la ragazzina c’è, la ragazza più grande potrebbe ascoltare Tradimento. Perché alterno molto le atmosfere e ovviamente è una modalità che mi porta a fidelizzare poco gli ascoltatori a un determinato suono. Quando scartano il regalo sanno già cosa hanno. Io perdo su questo, perché se aprono il mio cd scoprono cose molto diverse”.

ernia come uccidere

“Il primo EP è andato bene ma non mi sono mai accontetato dell’obiettivo – ci dice – e La Ballata di Mario Rossi e Noia sono dei riferimenti a Baudelaire, c’entra molto in questi. E penso sia uno di quelli che abbia dato voce al mio ricercare l’ideale e la felicità. Secondo i simbolisti la felicità è raggiunta e poi rincorri l’obiettivo dopo, il tempo passa e aumenta l’angoscia”.

Questa volontà di differenziarsi per Ernia è una necessità: “Voglio distanziarmi dai temi classici dei rapper, anche se nella scena più underground vengono ripresi argomenti come i miei, credo che Claver Gold mi pare un artista che possa toccare queste tematiche. Cerco di alternare pezzi molto leggeri e celebrativi a qualcosa di più profondo”.

 

“Come Uccidere un Usignolo/67  instore tour”

6 Novembre a Napoli presso la Feltrinelli – stazione

7 Novembre prima a Firenze presso la Galleria del disco  e poi a Bologna presso la Feltrinelli di Piazza Ravegnana

8 Novembre prima a Monza presso la Feltrinelli di via Italia e poi a Torino presso la Mondadori

9 Novembre a Varese presso Varese dischi.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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