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Society

Society - 31/10/2018

FujiLab, un trio pop che fa arte condivisa a NoLo

Nel quartiere dei creativi di Milano la singolare esperienza di tre artisti che si mettono assieme innamorati del pop e del riciclo: Michele Penna, Kokokid e AChryliko.

FujiLab è un laboratorio artistico a Milano. Comprende tre artisti materici che hanno la passione per l’arte non convenzionale e si sono trovati a NoLo, il quartiere milanese a Nord di Loreto per fare arte assieme. I tratti che li accomunano sono tre: la non convenzionalità, l’appartenenza a un universo pop per quanto riguarda i soggetti, attenzione al recupero dei materiali per la realizzazione delle opere.

Colori intensi, materiali sfavillanti e icone pop. I soggetti scelti da Kokokid, come Frida Khalo, sono i grandi senza tempo dell’arte, del cinema, dei fumetti e della musica, raffigurati in una veste inedita che rimanda sì alla lezione della Pop Art anglo-americana e all’espressività delle avanguardie novecentesche.

Massimo Malpezzi, passato nel mondo dell’editoria, è Kokokid. “Sono legato alle icone pop e quando ho scoperto quello che facevano questi miei due colleghi mi è venuta l’idea di organizzare un collettivo pop che potesse partorire delle idee assieme. Per me un quadro deve essere divertente. E dietro deve avere un pensiero che è giusto far arrivare allo spettatore”.

 

Il Superman a quattro mani, nato dall’arte condivisa di Michele Penna e Kokokid.

Michele Penna Art al FujiLab di Milano.

Michele Penna e Massimo Malpezzi, alias Kokokid.

Ora Fuji Lab, un nome che si sono dati per caso pensando all’estetica giapponese e che poi è rimasto, è un luogo non solo di sperimentazione artistica ma anche di incontri didattici.Ospitiamo bambini e faremo dei corsi”, dicono.

Una delle iniziative che prenderà piede a NoLo, il quartiere dei creativi a Milano che è ormai abituato alla condivisione artistica, è la serata tra arte salame e buon vino. “L’esperimento ardito di esporre in un cortile le nostre opere si è rivelato più che positivo”, dice Massimo che ora pensa a un tour nei cortili del quartiere: portano loro i quadri, la gente scende e si incontra davanti al cibo e all’arte.

A via Merano Le oltre 60 opere esposte di Acrylico, Kokokid e Michele Penna hanno deliziato i visitatori il mese scorso. Ma come si sono trovati assieme i tre?

“Un anno fa avevo realizzato un Superman che pensavo fosse unico – dice Kokokid – e ora con Michele Penna ne abbiamo fatto un altro tridimensionale. Perché abbiamo aggiunto alla mia dimensione quella che Michele abitualmente riversa nelle sue sculture di ingranaggi. Ne è uscito un supereroe con il cuore metallico a vista e da lì abbiamo iniziato a collaborare”.

La vocazione artistica di Kokokid, alias Massimo Malpezzi, si sviluppa da bambino, osservando le opere del padre, ceramista e pittore futurista attivo a Forlì e Faenza. Gli artisti internazionali della Pop Art e i graffitari influenzano la sua opera.

Il risultato è davvero memorabile: un quadro in cui ci si immerge perdendosi negli ingranaggi del corpo che è raffigurato. C’è poi Frida, un omaggio alla signora latina dell’arte. Che è un’ossessione contemporanea, che macina sempre più affiliati: “Rinnovare l’immaginario pop art si può, perché le icone sono sempre in arrivo, bisogna scovare quelle che restano o che destano stupore”, confermano i tre.

Christian Sacchi, in arte aChryliko, nasce a Sesto S.Giovanni (MI) il 7 Giugno 1972. Dal 1986 al 1988 frequenta l’istituto statale artistico presso la Villa Reale di Monza, che lascia presto, dopo il conseguimento del biennio. Per aChryliko qualsiasi oggetto, una volta sfruttato per il consueto utilizzo, può avere una seconda e più dignitosa esistenza; questo é ciò che cerca di rappresentare attraverso la “sua” POP-ART.

Christian Sacchi è aChryliko, un artista “rispettoso che opera con ingranaggi di plastica andando a recuperare materiale con un furgone”. Un accumulatore seriale per fini artistici, scherzano gli altri due. “Finisco per entrare nel rifiuto e avere uno sguardo divertente pensando al suo riutilizzo”. AChryliko ha una missione: farsi ispirare da quello che butta via la gente. “Può sempre servire”, dice essere il suo motto. E non è raro vederlo tornare alla base di NoLo dove opera il trio con un mezzo di trasporto qualunque carico di…? “Trovo il pezzo e mi viene l’idea. Pensa che volevo fare l’artista figurativo, mi piaceva Burri, poi ho visto Warhol e mi ha sconvolto la vita”.

Michele Penna si appassiona al mondo dell’arte nel 2003 ed inizia un percorso artistico grazie alla sua esperienza lavorativa nel campo dell’elettronica e della meccanica di precisione. Ben presto sviluppa una sua tecnica, affinata dalla curiosità nell’accostamento e lavorazione di più materiali quali metalli, circuiti stampati, ingranaggi varie componentistiche elettroniche.

Michele Penna (di cui vi abbiamo parlato qui) ha tutti i suoi congegni elettronici recuperati a casa. “Poi li porto qui già nobilitati, assemblati con delle idee. Quando poi decidiamo di lavorare assieme su un soggetto, il risultato è figlio di una scintilla che arriva in pochi secondi”. Il riutilizzo intelligente che Michele e gli amici artisti fanno, sta già avendo consensi anche istituzionali.Spiegare ed aiutare 25 bambini  in un progetto della Regione Lombardia sul riciclo è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Si chiama Eco Schools e avviene nelle scuole elementari. Sono stato scelto dagli insegnanti della classe di mia figlia come esperto in recupero di materiali. Per me è stato il premio più grande e mi ha confermato che la fantasia che hanno i bambini gli adulti se la sognano”.

Dal 2014, influenzato dalla pop-art di Warhol dopo aver ammirato i suoi lavori dal vivo a Milano, aChryliko ha deciso di abbinare materiali di riciclo e effetti materici al figurativo, cercando così di portare sulle pareti delle case, materiali e oggetti che solitamente finiscono nella spazzatura. Dalla fusione del termine acrilico con parte del proprio nome, nasce la firma aChryliko.

AChryliko espone anche da solo. Presso lo spazio Mostrami Factory alla Fabbrica del Vapore a Milano. 15 artisti – 80 opere. Inaugurazione venerdí 9/11 dalle 18:30

Con questa mission ora il trio pop vuole aggregare nella location di via Merano altri artisti che hanno la stessa etica. E magari diventare un polo d’attrazione che con l’arte aggrega conoscenze ed esperienze anche fuori dal loro studio. “I materiali e le attrezzature qui abbondano – dicono – l’obiettivo è accogliere quanti più appassionati d’arte è possibile”.

A via Merano, Milano, quartiere NoLo, il trio nel FujiLab: Da sinistra, aChryliko, Kokokid e Michele Penna.

Il trio che anima FujiLab. Da sinistra, aChryliko, Kokokid e Michele Penna.

Lavori di Kokokid

Sculture luminose di Michele Penna.

FUJILABVia Merano, 8 (MM linea rossa Rovereto) Milano

INFO: massimomalpezzi@libero.it

www.achryliko.it/

facebook.com/kokokid.massimomalpezzi/

michelepennaart.it/

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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