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Society

Society - 03/07/2018

Giorgio Faletti, ricordiamolo con quello che amava di più: i libri

Il 4 luglio del 2014 se ne andava l'ex comico che divenne autore letterario vendutissimo. Un appello da The Way Magazine: un premio letterario in suo onore.

Quando si pensa a Giorgio Faletti non ci viene in mente una sola definizione. Sì, perché Giorgio di opere, scritti, battute, canzoni e libri ne ha lasciati per i posteri. Definirlo comico è riduttivo, come anche attore, cantautore e scrittore.

Faletti era tutte queste cose messe insieme. Era ed è ancora difficile inquadrarlo nella storia dello spettacolo italiano. Se vogliamo usare una metafora da palcoscenico, che lo ha visto sempre protagonista, era come se fosse perennemente ingaggiato da un regista teatrale per coprire più ruoli.

Lui, che nell’ultimo periodo della sua vita aveva trovato proprio un’anima teatrale. Basta leggere ‘L’ultimo giorno di sole’ per capirlo, con quel titolo che dice tutto, seppur metaforicamente, di un male che lo aveva colpito e del quale non aveva mai detto nulla.

Ci ha lasciati il 4 luglio di quattro anni fa, in una fase in cui appariva lontano anni luce dai personaggi anni 80 da ‘Drive In’, quelli entrati di diritto non solo nella mente di ognuno di noi, ma anche nella storia della tv. Suor Dalisa, Carlino e Vito Catozzo.

Con quei tormentoni che si rinnovarono anche con ‘Emilio’ nei panni della stilista di moda che urlava alla domestica: ‘Adalpina rispondi alla telefona’. Mentre ‘Porco il mondo mondo cano’; ‘spegni quella radio che quando ascolto la musica mi vien un ciopone’; ‘sono matto matto matto matto’ erano tutti del ‘Drive In’.

Ma oltre a questi tormentoni comici il colpo al cuore al suo pubblico, quando nel 1994 Giorgio Faletti si presentò al Festival di Sanremo con una canzone che conquistò tutti. Si piazzò al secondo posto. Il titolo della canzone era: Signor Tenente, resa celebre dal ritornello ‘Minchia Signor Tenente’. Il testo rappresentava un perfetto spaccato di vita di coloro che lavoravano come servizio di scorta in anni bui del nostro paese.

Il Faletti attore ha recitato in diverse pellicole tra cui, quella più famosa, in ‘Notte prima degli esami’. Se fosse vivo quest’anno festeggerebbe il suo esordio cinematografico in un film di Celentano, giusto quarant’anni fa, con ‘Geppo il folle’. Trent’anni fa, invece, partecipò ad una serie televisiva, Colletti Bianchi.

Poi l’altra svolta che non ti aspetti, perché Giorgio Faletti era un vero artista completo. Nel 2002 esordì nel mondo della letteratura con ‘Io uccido’, un thriller che batté ogni record di vendita. Non fu un successo isolato, anzi. Fu un successo ripetuto con altri titoli come: Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Io sono Dio, Appunti di un venditore di donne, La piuma e il già citato L’ultimo giorno di sole.

In questi giorni è uscito un altro romanzo, postumo, con la casa editrice Einaudi. ‘L’ospite’ è il titolo e, per la precisione, è composto da due racconti noir inediti.

Il destino che icone del suo calibro hanno è quello di rivivere nella memoria collettiva, attraverso sketches, film, canzoni e romanzi. Spesso, come a lui, accade di non essere ricordati abbastanza. Lanciamo un appello: magari istituire un premio letterario in suo nome, visto l’enorme successo di vendita dei suoi romanzi (quasi cinque milioni di copie solo col titolo d’esordio), che continuano a essere in cima al gradimento degli italiani.

Testo a cura di Vincenzo Pepe.



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