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Society

Society - 10/11/2017

Il Castello di Sammezzano rinasce grazie all’impegno civile

Intervista a Francesco Esposito, il giovane toscano che si è impegnato sui social media per portare alla ribalta la scandalosa incuria in cui versava il gioiello d'arte orientalista.

Nel comune di Reggello, località Leccio, provincia di Firenze, c’è un incredibile tesoro d’arte che ha scatenato amore e affezione contro l’incuria in cui versava fino a due anni fa. Si chiama Castello di Sammezzano ed è il più importante esempio di architettura orientalista in Italia, una corrente di ispirazione moresca che si è affermata a metà Ottocento, in piena età coloniale. In realtà, prima che Ferdinando Panciatichi d’Aragona, proprietario e promotore dell’insolito “sogno d’Oriente” in Toscana, ci dedicasse la sua vita, il castello ha un’esistenza documentata che va indietro fino al 700 dopo Cristo, epoca di Carlo Magno. Fu Panchiatichi che lo trasformò e ampliò come lo si vede oggi, nel periodo tra il 1843 e il 1889, con tutti i riferimenti estetici all’Oriente che lo rendono così peculiare.

La biblioteca stile bizantino ritratta da una foto di Fabrizio Maddaluni.

La biblioteca stile bizantino ritratta da una foto di Fabrizio Maddaluni.

Ma quello che interessa è che il castello sia visitabile e fruibile da tante persone che in questi ultimi anni si sono impegnate nella sua promozione. Come Francesco Esposito, uno di quei giovani “sani” e impegnati di cui l’Italia avrebbe bisogno in ogni città. Sì perché la nostra penisola è veramente uno scrigno di gioielli che è impossibile da lasciare all’amministrazione pubblica soltanto. Ci vuole l’impegno di tutti. E quindi questo ragazzo di 32 anni, con una laurea in Economia e Commercio (magistrale in Scienze dell’Economia) e un master in Executive Business Administration ha deciso di lottare per il recupero del monumento di cui vi parliamo oggi.

Castello di Sammezzano, sala Amanti. Foto di Fabrizio Maddaluni.

Castello di Sammezzano, sala Amanti. Foto di Fabrizio Maddaluni.

E il suo impegno è stato premiato. Prima dall’importante riconoscimento del Fai, Fondo ambientale italiano, che ha decretato Sammezzano primo tra I Luoghi del cuore. E poi da una lotta all’asta che ha visto una società di Dubai (Helitrope) e una cordata fiorentina di imprenditori (Kairos) disputarsi legalmente gli esiti dell’attribuzione dei lavori. In breve vi diremo che al momento gli imprenditori di Kairos hanno iniziato anche lavori di manutenzione volontaria nella splendida location sulla collina di Leccio. E che a quanto pare il recupero è vicino.

Sala delle Stelle al Castello di Sammezzano in uno scatto di Cristina Mantovani.

Sala delle Stelle al Castello di Sammezzano in uno scatto di Cristina Mantovani.

Quando hai iniziato a interessarti al recupero?

Ho deciso intraprendere quest’attività di sensibilizzazione non appena ho saputo che Sammezano era stato messo all’asta, ovvero a settembre 2015. Avevo paura che sarebbe stato acquistato da un soggetto privato che ne avrebbe precluso la fruibilità pubblica, anche se con il tempo mi sono reso conto che il problema su cui porre maggiormente l’attenzione non era solo la fruibilità, ma anche l’incuria e il degrado in cui versava.

In due anni di petizioni e azioni cosa siete riusciti a ottenere? Quante persone sono state coinvolte anche tramite i social?

Abbiamo ottenuto il massimo che potevamo ottenere come movimento civile: tantissima visibilità e attenzione da parte dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni affinché Sammezzano non ricadesse nell’oblio in cui è stato per tanti anni. C’è anche l’interesse di numerosi investitori disposti ad avviarne il recupero. Le persone coinvolte attivamente sono state poco meno di 200.000 tra social network, petizioni, raccolta voti FAI, contest, conferenze e altre attività. Ma le nostre comunicazioni sui social hanno raggiunto più di 20 milioni di persone in Italia e all’estero. Un bel traguardo sicuramente, considerando che è stato fatto tutto in modo volontario e senza l’uso di risorse economiche.

Francesco Esposito, 32 anni a dicembre. Da lui è partito il movimento online Save Sammezzano. "Non potevo lasciare che l'incuria perdurasse", ci ha detto.

Francesco Esposito, 32 anni a dicembre. Da lui è partito il movimento online Save Sammezzano. “Non potevo lasciare che l’incuria perdurasse”, ci ha detto.

C’è stato un momento in cui hai perso le speranze? Cosa c’è di insormontabile nella burocrazia e rimpallo di competenze in Italia?

Non ho mai perso le speranze perché ho sempre pensato che prima o poi, attirando sempre di più l’attenzione su Sammezzano, saremmo riusciti a suscitare l’interesse di qualche realtà imprenditoriale capace di intuirne le potenzialità. L’unico momento di sconforto quando la vecchia proprietà ci diffido legalmente. Questo perché noi abbiamo sempre dichiarato in modo diretto, pubblico e costante di non essere d’accordo con la loro modalità di non-gestione di Sammezzano, mentre loro non concordavano con la nostra attività di sensibilizzazione finalizzata ad ottenerne tutela e valorizzazione. Ci è dispiaciuto doverci scontrare con la precedente proprietà che dunque ci ha precluso ogni accesso al castello. Ma se continuavamo a far finta di niente le cose non sarebbero mai cambiate. Il castello di Sammezzano è un bene privato, non dobbiamo quindi scordarci che i primi responsabili della sua tutela e valorizzazione sono i suoi proprietari.

Ci sono situazioni analoghe in Italia, che tu sappia?

Noi abbiamo semplicemente deciso di seguire l’esempio del Comitato SOS Rocchetta Mattei, castello su una rocca situata sull’Appennino settentrionale in provincia di Bologna. Loro, solamente dopo essersi scontrato in modo deciso con la vecchia proprietà dalla Rocchetta Mattei, son riusciti a ottenerne salvezza e fruibilità. Quando si tratta di burocrazia, in Italia è tutto insormontabile. La cosa che fa più rabbia forse è stata la difficoltà riscontrata nell’ottenere un contatto da parte del ministro Franceschini, nonostante gli incredibili risultati raggiunti. Pensavamo che la mobilitazione popolare e la vittoria del Censimento “I Luoghi del cuore” promosso dal FAI, bastasse. Sammezzano è il monumento che in Italia ha maggiormente fatto parlare di sé. Il ministro non se n’è ancora interessato,  mi chiedo cosa debba fare un gruppo di cittadini, per ottenere la sua attenzione.

Avete avuto sostegno da vip, celebrità, media importanti?

Sì, abbiamo avuto sostegno da Fiorella Mannoia, I Negrita, Piero Pelù, l’ex ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, tra tanti altri. Abbiamo ottenuto il loro sostegno soprattutto sui social network, dove hanno rilanciato sopra le loro pagine pubbliche le nostre petizioni. Li abbiamo coinvolti semplicemente contattandoli, portandoli all’attenzione l’incuria del castello e chiedendo loro aiuto. Anche i media sono stati coinvolti, perché la notizia della nostra azione è diventata virale e ha naturalmente avuto un alto riscontro mediatico.

Una veduta esterna del Castello di Sammezzano (foto di Cristina Mantovani)

Una veduta esterna del Castello di Sammezzano (foto di Cristina Mantovani)

Cosa sogni per il castello?

Per il Castello sogno 3 cose: che sia recuperato e tutelato a dovere; che sia reso pubblicamente fruibile e magari cuore di una serie di attività a carattere culturale-sociale; che sia in grado di remunerare adeguatamente, sia dal punto di vista economico che morale, le realtà che decideranno di investire nel suo recupero. Secondo me è giusto che chi mette le proprie risorse de il proprio impegno in una causa che ha rilevanza nazionale, e che quindi si sostituisce allo stato centrale, ottenga adeguate soddisfazioni economiche e personali.

Il tuo esempio può essere seguito da altri cittadini. Cosa sogni per i tesori d’arte in Italia?

Sogno che siano adeguatamente tutelati, valorizzati e soprattutto promossi. Questo perché essi sono il nostro petrolio in senso letterale. Tra siti Unesco, spazi museali, aree archeologiche e luoghi di culto artisticamente rilevanti, l’Italia è il paese con il più rilevante patrimonio culturale del mondo. Quanti benefici, morali ed economici, potrebbe portare se solamente fosse maggiormente valorizzato e adeguatamente promosso a livello globale?

Francesco Esposito Castello Sammezzano.

Soddisfazioni: conferenza stampa alla Regione Toscana per la vittoria di Sammezzano tra “I Luoghi del Cuore Fai”. Francesco Esposito è tra il sindaco di Reggello Cristiano Benucci e la senatrice Michela Montevecchi.

Foto d’apertura: sala Pavoni del Castello di Sammezzano, fotografata da Fabrizio Maddaluni.

Foto servizio concesso a The Way Magazine a cura di Cristina Mantovani e Fabrizio Maddaluni.

Per seguire gli aggiornamenti sulla situazione del castello di Sammezzano, collegarsi alla pagina Facebook Save Sammezzano.

Per chi volesse vedere il castello sono in esterno, l’indirizzo è Via Giuseppe Garibaldi, 6, 50066 Leccio, Firenze.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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