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Society

Society - 26/04/2017

Incontro con Josè Lombardi: “La mia alta moda per le donne spavalde e sicure”

Intervista di Cinzia Alibrandi allo stilista Josè Lombardi. Dal Brasile all'Italia, celebrato creativo per Rita Rusciano e Antonella Salvucci.

Cosa ne sarebbe stato di Josè Lombardi se non fosse stato adottato e quale futuro si sarebbe prospettato per lui? Non possiamo saperlo. Invece, la mano benevola del destino l’ha portato dal Brasile in Italia dove una coppia, padre dirigente scolastico in un liceo scientifico e mamma docente di lingue,  l’ha reso a 3 anni loro figlio facendogli chiamare i nomi più belli del mondo quelli di ‘mamma’ e ‘papà’.

Frequenta a Roma l’impegnativa ‘Accademia di Moda e Costume’ e dopo si piazza primo assoluto in un concorso di moda che gli apre le porte della maison per antonomasia, quella di Valentino. Con tale formazione sul campo, Josè Lombardi (in foto d’apertura con il suo compagno e Jo Squillo) diventa stilista e il suo talento indiscusso oggi lo sta facendo salire verso un parterre di stima accreditata. Guardare le sue creazioni è come scivolare in un mondo fatato fatto di nuvole d’organza, di sinuoso cady, di luccicante raso, di ineffabile seta, di intrigante pizzo. Il tutto condito dalla sicura mano sartoriale che crea il capo dentro cui ogni donna, almeno per un’occasione nella vita, vorrebbe entrare.

Chi è Josè Lombardi?                           

Una persona semplice e genuina, che ama la vita e adora vestire le belle donne.

Quando hai capito che la carriera di stilista poteva diventare la tua?            

Davvero da piccolo! Pensa che conservo ancora i libri di scuola dove, già a 10 anni, a margine dei fogli disegnavo modelli. Prendevo come manichino una Barbie e le modellavo addosso abiti ritagliati dai sacchi neri dell’immondizia. Credo che l’ispirazione artistica coniugata allo stile sia sempre stata connaturata in me.

Mi racconti di un vestito indossato da tua madre che aveva colpito il tuo immaginario di bambino e sulla scia emotiva del ricordo infantile, hai da adulto in qualche modo reinterpretato?      

Lo ricordo come se lo avessi davanti agli occhi! Era un elegante completo da sera di seta, composto da un raffinato top nero e una gonna di stampo zingaresco, molto ampia a pois colorati. Quell’immagine ha costituito il leit motiv della mia futura vita di stilista e, ovviamente reinterpretato, è stato da me riproposto nella mia prima collezione.

Un abito deve abitare un corpo, muoversi addosso con la stessa disinvoltura di una persona dentro la propria casa amata: qual è l’archetipo di donna griffata ‘Maison Lombardi’ che coniuga la sua personalità con il tuo stile?

Il mio prototipo di donna intanto deve racchiudere un’innata finezza, poi è sensuale e carica di sex appeal, senza mai trascendere nel volgare. Amo le grandi dive cinematografiche del passato, specie quelle dei mitici anni ’30, vere icone di stile.

Hai vestito con successo alcune celebrities, mi racconti un aneddoto legato a una star, magari fuori dalle righe, che ti ha incuriosito e sorpreso?                                 

Ho avuto il piacere di vestire tante personalità: a Palazzo Ferraioli di Roma, in una mia sfilata molto applaudita, Nadia Bengala ha sfilato con i miei capi; per il Festival di Cannes 2016, l’attrice russa Marina Orlova, con mia grande emozione, ha attraversato il red carpet con un mio abito lungo nero a intarsi preziosi. Posso anche citarti Rita Rusciano, Antonella Salvucci vestita per uno spettacolo sanremese.

Come si veste Josè Lombardi? Si crea un look che arriva d’impulso o fa qualche prova allo specchio?           Ti rispondo che nella vita di tutti i giorni, forse per contraltare al raffinatissimo mondo che creo con i miei vestiti, risulto l’opposto! Sono quasi dark! Borchie, jeans sdruciti: un look nell’insieme aggressive, ma ho anche 34 anni, quindi mi piace seguire nel privato le tendenze giovanili contemporanee. Se ho però serate di gala, mi trasformo e divento impeccabile in abito da sera. Una curiosità: mi piace il papillon, lo reputo un vezzo che regala al look maschile quel famoso tocco in più.

Mi dici qualcosa del tuo compagno Giovanni Filangieri?   

Intanto è un apprezzatissimo parrucchiere delle star, ed ha lavorato al cinema pettinando tra l’altro la stupenda Nancy Brilli. Si occupa delle acconciature delle mie modelle ed è mio socio in affari, curando la parte amministrativa dei nostri due marchi, divisi in ‘Maison Lombardi’ per l’alta moda  e ‘J&Gio’ per il pret a porter.

In un felice momento pubblico professionale, hai un rimpianto?          

Sì, ed è legato alla sfera intima: mentre papà Giuseppe mi sostiene non solo nella carriera pubblica in ascesa, ma anche nelle scelte affettive private, mamma fatica ad accettare questa realtà. Spero che prima a poi arriverà per me il suo abbraccio di comprensione.

L’INTERVISTA È TERMINATA: CIAO JOSÈ LOMBARDI, DARK NEL PRIVATO, LUSSUOSO NELLA MODA, NOBILE NELL’ANIMO.

Cinzia Alibrandi
Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia al liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, ha organizzato e ha curato i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È tre volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è direttrice editoriale). Ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Gerardo Orlando) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa di Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura - nel 2014 e Premio 'Orgoglio siciliano' 2015 - sezione letteratura. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". Attualmente collabora con il settimanale ORA. Ha curato il romanzo di Dalila Di Lazzaro 'La vita è così' - Piemme/Mondadori
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