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Society

Society - 24/05/2017

La Rinascente fa 100: le foto della storia del costume italiano

A Palazzo Reale protagonista la grande azienda milanese con una mostra fotografica. Che ripercorre gli anni dei pionieri dello stile e della comunicazione.

La Rinascente è stata per l’Italia un faro di comunicazione, divulgazione dello stile, sinonimo di bellezza a tutto tondo.

Per i 100 anni della fondazione del grande magazzino (si chiamavano così!) il Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e la Rinascente celebrano la grande azienda milanese con una mostra che racconta un secolo di storia del costume e della cultura di Milano e dell’Italia, aperta al pubblico fino al 24 settembre.

Il nome “La Rinascente” fu ideato un secolo fa da Gabriele D’Annunzio su commissione di Senatore Borletti, che acquistò i grandi magazzini Bocconi nel 1917, promuovendone la rinascita. Cominciava così una storia fatta di passione, talento e capacità di visione tale da suscitare, già a partire dai primi del Novecento, un impatto innovativo sui modelli di consumo e sull’evoluzione che portò Milano ad affermarsi come motore economico dell’Italia postunitaria. Per celebrare l’evento, nelle sale dell’Appartamento del Principe al piano nobile va in scena un’eccezionale varietà e quantità di opere d’arte, grafica, oggetti di design, immagini storiche e contributi inediti, che dimostrano come la Rinascente abbia scritto capitoli importanti nella storia del costume, della comunicazione e della grande distribuzione.

La mostra è articolata su un percorso tematico dedicato agli ambiti in cui l’azienda ha dimostrato una particolare capacità progettuale e realizzativa: la storia della Rinascente dal 1865 ad oggi; Marcello Dudovich e la nascita della cartellonistica; cinema e video; cataloghi e house organ; la nuova comunicazione e la nuova grafica dagli anni Cinquanta in avanti; gli allestimenti e gli eventi; i nuovi consumi; il costume e la moda con la rivoluzione del prêt-à-porter; il centro design Rinascente; la nascita del Compasso d’oro (1954-1964); lo scenario futuro. Non si tratta di un viaggio lineare, ma di un collage di contributi, identità, persone e stimoli differenti che, stanza dopo stanza, racconta come La Rinascente sia riuscita ad offrire al grande pubblico una diversa percezione dell’arte, della cultura e del design, mettendo al centro della propria attività ricerca e innovazione attraverso la complessità della storia del XX secolo.

Grande spazio è dedicato agli artisti che furono determinanti nel creare il clima culturale dell’epoca e ai giovani collaboratori che, grazie al laboratorio formativo della Rinascente, divennero protagonisti di nuovi fronti creativi, dalla moda al design, dalla grafica alla comunicazione, dalla gestione amministrativa alla produzione industriale. Le idee rivoluzionarie dei movimenti artistici più importanti, come quelle di Gropius, Le Corbusier, Kandinsky, furono il background su cui nacquero dialoghi costruttivi con i grafici e i designer della Rinascente, che acquisirono un linguaggio nel quale si percepisce lo stretto rapporto con l’arte. Ciò spiega la presenza in mostra anche di opere di grande portata di artisti dell’epoca, quali Depero, Munari, Melotti, Fontana, Soldati, Ceroli, Rotella, Warhol, Pistoletto, Manzoni e altri ancora.

Il progetto scientifico della mostra è curato da Sandrina Bandera e Maria Canella, storiche dell’arte, della società e del costume. La produzione e il lavoro di ricerca sono curate da Memoria & Progetto, associazione culturale che ha selezionato, sotto il coordinamento di Elena Puccinelli, tutti i documenti, le fotografie, i materiali grafici e gli oggetti presenti in mostra. La ricerca nasce dal portale Rinascente Archives dove è stato ricostruito in digitale l’archivio dell’azienda, attraverso la ricerca e la selezione delle immagini e dei documenti relativi alla storia dell’azienda, conservati negli archivi e nelle biblioteche locali e nazionali.

Gli allestimenti sono a cura di OMA – studio internazionale che opera nell’ambito dell’architettura e dell’urbanistica guidato da nove partner: Rem Koolhaas, Ellen van Loon, Reinier de Graaf, Shohei Shigematsu, Iyad Alsaka, David Gianotten, Chris van Duijn, Ippolito Pestellini Laparelli e Jason Long –  e AMO, studio che si occupa di ricerca e design e applica il pensiero architettonico ad ambiti che vanno oltre l’architettura stessa.

La mostra è aperta sette giorni su sette a Palazzo Reale – Piazza Duomo Milano, dal 24 maggio al 24 settembre, con i seguenti orari:

  • Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
  • Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
  • Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
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