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Society

Society - 22/07/2019

Le “Twin Bottles” di Venezia, provocazione nel Canal Grande

Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia presentano l'opera con un messaggio ambientalista.

Due artisti con un forte credo ambientalista si stanno rendendo protagonisti di gesti esemplari in Italia. Helidon e Jack, tartarughe in difficoltà sono state curate e salvate nel Centro di Recupero tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia e liberati pochi giorni fa in mare a Mattinata (FG) grazie alla generosa donazione di Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia, che hanno aderito al progetto TartaLove adottando simbolicamente i due animali e garantendo per un anno la copertura delle spese di medicinali e cibo per tutti gli esemplari ricoverati nel Centro di Recupero. Tutto questo avviene nei giorni in cui la coppia di artisti ha installato le “Twin Bottles” nel Canal Grande di Venezia.

Giacomo Jack Braglia (sinistra) con Helidon Xhixha.

Le due grandi sculture metalliche (4×1 metri e 3,5×1,3 metri) degli artisti Helidon Xhixha e Giacomo Jack Braglia, raffigurano due bottiglie galleggianti, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento nei mari del mondo.

L’installazione The Twin Bottles: Message in a Bottle è esposta in Canal Grande, davanti a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi.

“Le nostre bottiglie gemelle attraverso l’arte lanciano un importante messaggio ambientalista – spiegano i due artisti -. Immergendoci in diversi mari, abbiamo visto con i nostri occhi quanto l’inquinamento da plastica sia ormai a livelli allarmanti. Tra quindici anni si rischia di avere più plastica che pesci. Abbiamo voluto portare a galla questo allarmante problema ‘denunciandolo’ attraverso il linguaggio dell’arte: dobbiamo invertire la tendenza, lavorare sulla coscienza delle persone. E dobbiamo fare presto”.

La suggestione delle creazioni di Xhixha e le foto di Braglia diventano un tutt’uno e si fanno portatrici di un monito rivolto anche Venezia e a tutti i suoi visitatori: le innumerevoli bottiglie in plastica gettate ogni giorno da consumatori superficiali e da gestori di rifiuti irresponsabili sono un fenomeno che mette a rischio gli ecosistemi marini non risparmiando effetti negativi neppure a una città in costante simbiosi con l’acqua come Venezia, sostenuta da equilibri delicati e conosciuta in tutto il mondo, adatta perciò ad amplificare l’universalità della denuncia.

 

L’opera e il suo posizionamento

Un impatto visivo, quello delle Twin Bottles, capace di scuotere le coscienze degli osservatori ribadendo la centralità delle tematiche ecologiche nel mondo contemporaneo. Celebre per la capacità di lavorare l’acciaio inossidabile tramutandolo in opere monumentali, Helidon Xhixha ha modellato la sua bottiglia galleggiante, lunga 4 metri per 100×100 cm, donandole una superficie lucida che interagisce con i luoghi circostanti rispecchiando gli spazi e l’acqua del Canal Grande, in un’elegante bellezza interrotta da uno schiacciamento nella parte centrale, richiamo simbolico al pericolo della trasparenza dei mari messa a rischio dall’uso improprio delle plastiche. La riflessione trova enfasi nella seconda bottiglia in acciaio, lunga invece 3.5 metri per 130×130 cm, rivestita da Giacomo Braglia. Le sue fotografie che ritraggono il fenomeno dell’inquinamento, con l’intento di sensibilizzare le persone ad un uso più consapevole e limitato della plastica, sono esposte al Padiglione della Siria alla Biennale Arte.

 

Le opere sono esposte in Canal Grande in accordo con Città di Venezia, Vela e AVM Holding.

 

Il senso per la provocazione è la cifra stilistica che accomuna le Bottiglie gemelle all’Iceberg che Xhixha, albanese di origine e italiano d’adozione, ideò per la Biennale Arte del 2015, una denuncia del pericolo dello scioglimento dei ghiacciai, che oggi costituisce una sorta di ponte ideale tra Venezia e Lugano tracciato dall’energia e dai significati dell’arte. Il simbolo della montagna di ghiaccio ritorna infatti tra i lavori in acciaio esposti per il progetto Lugano: riflessi di luce, curato da Eike Schmidt, Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, e realizzato anche con il sostegno de gruppo farmaceutico Helsinn, esempio di come l’arte possa nutrirsi anche dell’intervento di privati. Drifting icebergs è una delle venti opere, già esposte in altre città italiane ed europee, collocate in diverse aree di Lugano, che si fa così vero e proprio museo a cielo aperto: una coppia di grandi iceberg galleggia nel lago Ceresio, presenze monumentali in dialogo con la città, i cittadini e i visitatori, per un’esperienza di arte e bellezza, quella di Xhixha, che si realizza in luoghi non convenzionali, oggi insieme al giovane artista Giacomo Jack Braglia.



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