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Society

Society - 09/08/2018

L’ultimo Hurrah l’ha scattato Dafydd Jones

Ai party più esclusivi l'alta società inglese e i debuttanti hanno avuto sempre un fotografo. Ecco cosa succedeva. In mostra a Londra.

Esiste un fotogiornalismo prezioso che ci aiuta a decodificare modi e manie dei tempi. E poi esiste il documentare fotograficamente la party season inglese che è tutto un altro discorso, tanto è caro ai reporter britannici il settore delle “society pages”, quelle che un tempo erano le pagine dei rotocalchi e dei quotidiani più letti e scandagliati. Il fotografo britannica Dafydd Jones ha lavorato da social photographer fin dai primi anni ’80, per pubblicazioni come Tatler, Vanity Fair, The New York Observer, The Sunday Telegraph, The Times e l’Independent. Non proprio paparazzo, perché il più delle volte Jones era invitato e non incalzante intrusivo come da romana tradizione.

Infatti egli stesso si definisce “irriverente ma socievole” fotografo della vita sociale inglese. Ora che a Londra si celebra il suo lavoro con una mostra alla The Photographer’s Gallery e con un libro, è il momento giusto per scoprire quello che ha raccontato, spesso con immagini drammatiche e involontariamente scabrose in bianco e nero, in 40 anni di carriera.

Il party più cool lo ricorda a Londra per Keith Haring, era il 1986 e siamo all’apice del culto dell’arte come forma di esclusiva scena di talenti eccentrici: “L’apertura di una sua mostra alla Robert Fraser Gallery fu un misto di aristocratici e rockstars con musica hip-hop. Dopo ci fu un gigantesco party al Titanic nightclub in Berkeley Square”.

 Scene di questo tipo anche con i reali inglesi che partecipano ad aperture, premi ricevuti per aver documentato party di debuttanti e matrimoni dell’alta società. “Ho avuto accesso a quello che sembrava un mondo segreto. Era un argomento di cui era stato scritto e romanzato ma credo che nessun fotografo lo avesse mai affrontato prima. C’è stato un cambiamento in corso d0opera. Qualcuno lo ha descritto come un “ultimo hurrah” dell’alta società. “

Il cambiamento dall’epoca della Thatcher ai giorni nostri è sicuramente imputabile a una maggiore democratizzazione delle occasioni sociali. Prima, racconta il fotografo, almeno a Londra, era molto difficile avere accesso a feste che sembravano imperscrutabili. Poi sono arrivati gli sponsor che avevano bisogno di visibilità. E quindi di fotografi. E quindi di starlet che permettessero ai giornali di far copertura su quel determinato evento. “Ma il cambio epocale si è avuto anche grazie ai free drink alle serate d’arte che prima non esistevano”, dice ironizzando il protagonista della mostra londinese “The Last Hurrah”.

Il che ha portato a un conseguente ritorno di limitazioni d’accesso: nei privè, oggi, dove si respira troppa libertà, non è consentito a nessuno entrare.

New College May Ball. Oxford. June 1986 © Dafydd Jones, from the book The Last Hurrah, published by Stanley Barker

E così si scopre che anche in tempi pre-Instagram i ricchi e famosi si divertivano davvero con la giusta dose di esibizionismo. Come dimostra la foto d’apertura, “I baciatori” che incuranti degli obiettivi facevano bella mostra di sé all’Hammersmith Palais nel 1981.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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