Magazine - Fine Living People
18/11/2018 - “Sotto la pelle del progetto” – Redesco a Bookcity Milano
Society

Society - 24/10/2016

Robert Mapplethorpe, il genio della fotografia nuda ha finalmente una biopic

Il film è nelle sale solo per un giorno in Italia. Oggi, nei cinema The Space potrete capire chi ha cambiato l'estetica di un'epoca.

Robert Mapplethorpe è stato un genio della fotografia mondiale, uno di quegli artisti che da quando non ci sono più vengono regolarmente saccheggiati dalla cultura popolare che li ha seguiti. Sfidiamo chiunque a non aver mai visto nudi e gallerie fotografiche che non ripeschino in qualche modo nel suo esibizionismo visivo dell’incastro dei corpi in bianco e nero tipico delle sue fotografie.

Il fotografo statunitense, morto di Aids nel 1989, ora ha la suo biopic che esce oggi per solo un giorno nelle sale cinemtatografiche italiane (circuito The Space, distribuzione Wanted Cinema).

Look At The Pictures è un tributo di ricordi, materiale inedito filmato e celebrazione di chi ha nobilitato una nuova forma d’arte. Non c’è dubbio che il valore eversivo dei nudi di Robert Mapplethorpe abbia creato una nuova estetica per l’arte, la pubblicità e la comunicazione e per questo oggi l’artista viene riguardato come rivoluzionario.

Il fulcro dell’essere artisti è conoscere se stessi. Credo che le foto siano meno importanti della vita che ognuno conduce“, lo si sente dire nel film intitolato sarcasticamente proprio con la frase con cui il conservatore Jesse Helms lo denunciò al Senato americano. “Guardate le fotografie e vi inorridite come me“, diceva il politico repubblicano.

Robert Mapplethorpe, sembra esagerato ma è così, fu osteggiato proprio in patria e proprio negli anni che oggi ricordiamo della libertà sessuale e degli estremi. Tra i 70 e gli 80 dello scorso secolo, mentre lui riusciva a trasformare la fotografia in arte contemporanea, con gli uomini nudi in tute di gomma, primi piani di erezioni, oggetti spinti nei più intimi dei posti, molti etichettavano la sua arte come “pornografia mascherata da arte”.

Non solo uomini, ma anche coppie gay ed etero finirono davanti al suo obiettivo, prima riluttanti, poi in fila silenziosa per accedere all’immortalità che solo il grande artista regala. E questo nel film diretto da Fenton Bailey e Randy Barbato, che hanno avuto il privilegio di attingere ai suoi archivi, è ben documento. Come anche il rapporto con il fratello Edward, artista anche lui, allenato alla fotografia facendo da assistente a Robert, che aveva bisogno di lui, ma faticava ad ammetterlo, tanto da costringerlo a cambiare cognome per fare in modo che esistesse un solo Mapplethorpe.

Nell’anno in cui il  J. Paul Getty Museum  e il Los Angeles County Museum of  Art  (LAKMA) gli hanno dedicato una grandiosa retrospettiva, The Perfect Medium, riguardarsi le foto di Robert Mapplethorpe è proprio quello che conviene fare per capirne la creatività e innovativa dirompente. Scoprirete l’uomo che ha vissuto la propria vita nello stesso modo in cui scattava le fotografie: in bianco e nero. Partito dal Queens, New York, la città si accorse di lui presto, in pieno periodo di regno di Andy Warhol, ma il jet-set era tiepido nei suoi confronti. Il grande artista, che Mapplethorpe considerava il più grande vivente all’epoca, forse responsabile del trasferimento stesso del fotografo a Manhattan nel 1969, dopo aver posato per lui nel 1983 gli dedicò anche un print. Fu quello il momento che segnò l’ascesa di Mapplethorpe nell’art cognoscenti americano, sei anni prima che morisse.

Certo, c’era stata la copertina del debutto di Patti Smith (Horse, 1975) ma poco altro di mediaticamente appetibile. Mapplethorpe era troppo controverso per essere appoggiato dall’establishment.

Solo negli anni Ottanta inoltrati, il circo della moda e delle celebrità aspettava in ansia di essere chiamato al 24 di Bond Street, a Manhattan, dove c’era il suo studio/darkroom. Lì, dove aveva costruito la serie controversa Black Males, ormai uno standard della fotografia d’arte omoerotica, ritrasse Amanda Lear, Peter Garbiel, Richard Gere, Laurie Anderson.

Nel 1988, pochi mesi prima della sua morte, il Witney Museum of Modern Art gli dedicava una retrospettiva. Oggi lo celebriamo con un film che ripercorre le sue luci, le sue ombre, proprio come si vede dai suoi ritratti. Ancora ci interroghiamo: era un angelo o un diavolo?

Celebrità che partecipano al film: Sam Wagstaff, David Croland, Jack Fritscher, Lisa Lyon, Marcus Leatherdale, Jack Walls, Mary Boone, Carolina Herrera, Brooke Shields, Helen e Brice Marden, Fran Lebowitz, Gloria von Thurn und Taxis, Bob Colacello, Debbie Harry, Nancy Mapplethorpe, Edward Mapplethorpe

Guarda il trailer sul canale YouTube ufficiale 
Per info sull’artista www.mapplethorpefilm.com
Per info sul cinema più vicino a voi
www.wantedcinema.eu 

Tutte le foto pubblicate: Robert Mapplethorpe Foundation



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
Design of desire - 13/10/2017

Il vetro di Venezia e la magia della Fornace Orsoni

Al centro di Venezia, Fornace Orsoni è il luogo dove tradizione, colori e innovazione convicono con [...]

Fashion - 22/09/2018

I decoratori che resero grande Christian Dior

La vena creativa di un leggendario couturier come Christian Dior era necessariamente associata [...]

Leisure - 26/06/2017

SImone DI Matteo e Andrea Benelli all’Arome di Milano

(altro…) [...]

Top