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Society

Society - 04/10/2017

Roberto Chevalier: “Quella volta che Tom Cruise mi rivolle come voce nel film”

Il doppiatore di leggende come Top Gun, David Bowie e Tom Hanks svela i retroscena della sua professione. Un'arte tutta italiana.

È la voce italiana di Tom Cruise e Tom Hanks. Ha doppiato anche James Woods, Andy Garcia, John Travolta, David Bowie, Dennis Quaid, Michael Keaton e Sting.  Tra gli altri ha diretto il doppiaggio di Moulin Rouge, L’apparenza inganna, Giovanna la pazza, La cena dei cretini, Brother, Transamerica, Little Miss Sunshine, Juno e L’ultimo Re di Scozia. Nel 1990 ha vinto il  Nastro d’Argento come miglior doppiatore per Erik Bogosian in Talk radio di Oliver Stone, nel 2000 il Nastro d’Argento come miglior doppiatore per Tom Cruise in Magnolia e nel 2006 il premio Romics come miglior direttore di doppiaggio per Transamerica oltre al premio miglior doppiatore Voci nell’Ombra per il film Truman Capote. A sangue freddo. È Roberto Chevalier, attore di razza che ha fatto del doppiaggio la sua miglior espressione artistica.

Il doppiatore dei divi dice: "

Il doppiatore dei divi dice: “Quando mi hanno tolto il doppiaggio di Tom Cruise alla Universal arrivarono migliaia di lettere di protesta”.

Quando hai deciso di diventare doppiatore?  

Diciamo che il lavoro di doppiatore come scelta predominante nella mia attività d’attore, l’ho un po’ “subita” nel senso che avendo fatto una scelta di vita appunto, ho preferito dare precedenza agli affetti. La mia carriera d’attore era partita da giovanissimo, dall’età di cinque anni con Mauro Bolognini, poi la televisione e la popolarità con David Copperfield, tanto teatro con Ileana Ghione, fino a raggiungere la posizione di “attor giovane” al Piccolo di Milano con Strehler. Era il 1980 quando mio padre si ammalò e morì una sera quando io ero in scena. Provai a conciliare comunque l’attività d’attore con sopraggiunti problemi familiari tra cui la gravissima malattia di mia madre e fu a questo punto che scelsi i miei affetti, continuando a lavorare come attore sicuramente ma in modo “differente”, dedicandomi interamente al doppiaggio cinematografico.

Oggi anche dialoghista e direttore di doppiaggio. Lo leggiamo sempre nei titoli di coda di un film, ne sentiamo parlare ma pochi sanno chi è il direttore di doppiaggio, ce lo spieghi?

È come se fosse il regista dei doppiatori, sceglie le voci, i dialoghi, insomma, sovrintende tutto il lavoro di mixaggio sonoro di un film. A questo proposito ne approfitto per dire che purtroppo c’è una falla nel nostro sistema normativo, si dovrebbe completare quella parte di legge relativa al diritto d’autore che non riconosce i diritti al direttore di doppiaggio. Sono infatti riconosciuti i diritti al doppiatore, al dialoghista che adegua in italiano appunto il dialogo di un film straniero, ma non al direttore che pone in essere, secondo la sua direzione, il doppiaggio. Ecco, la legge purtroppo è lacunosa e dovrebbe essere integrata anche la figura del direttore del doppiaggio.

 

Raggiungi la notorietà come doppiatore nel 1986 dando la voce per la prima volta a Tom Cruise in Top Gun e da allora possiamo dire che sei tu la voce ufficiale di Tom Cruise?

Di fatto Tom Cruise me l’hanno tolto cinque volte. Dopo Top Gun ci furono Il colore dei soldi e Cocktail, per quei due film il doppiatore di Tom Cruise fu Mauro Gravina, semplicemente perché il committente si rivolse ad un’altra società di doppiaggio che aveva già i suoi attori, solo ne Il colore dei soldi rimase lo storico Peppino Rinaldi a doppiare Paul Newman perché caso volle che appartenesse a quella società, dopodiché tornai io a doppiare Tom Cruise in Rain man nel 1988 fino al 1996 con Jerry Maguire. Me lo tolsero la terza volta nel 1999 con Eyes wide shut

 

T’interrompo a questo punto perché vorrei aprire una parentesi a parte con il film di Kubrick dopo gli altri due mancati doppiaggi.

Va bene, allora, la quarta e la quinta volta che mi tolsero Tom Cruise furono per La guerra dei mondi nel 2005 e per Mission: impossible III nel 2006, film per i quali lo doppiò Riccardo Rossi. La cosa buffa fu la motivazione che mi diedero quando mi sostituirono per la prima volta con La guerra dei mondi e cioè che ero troppo vecchio per Tom Cruise. Ma come? Dissi io, ho appena finito di doppiarlo in Collateral, un ruolo difficile e al tempo stesso d’azione, e ora improvvisamente sono vecchio per Cruise? D’accordo, ho dieci anni più di lui ma la mia voce non si è mossa, lui invecchia ma la mia voce si sposa ancora perfettamente su di lui, tant’è che dopo Mission: impossible III, dal 2007 con Leoni per agnelli sono tornato ad essere il doppiatore ufficiale di Tom Cruise. Lasciami aggiungere che ci fu anche una sollevazione popolare e della stampa, alla Universal infatti arrivarono migliaia di lettere di fans che rivolevano per Tom Cruise la mia voce italiana e a questo proposito s’interessò Cruise stesso, che non sapeva nulla dell’accaduto, riottenendo così il suo doppiatore di sempre.

 

Invece per quanto riguarda Eyes wide shut? All’epoca i media riportarono la notizia secondo la quale fu Kubrick in persona a scegliere il doppiatore per la voce di Tom Cruise nel suo film. È andata così?

No! All’epoca il direttore del doppiaggio era Mario Maldesi, in pratica sceglieva lui le voci. Kubrick era sì un regista manicale per certi versi, lo sappiamo tutti, e in qualche modo è vero che cercò anche il doppiatore tant’è che mi sentì, si convinse e mi chiese il curriculum, poi volle anche il mio numero di telefono privato e alcune cassette vhs nelle quali doppiavo Tom Cruise, tutto questo solo tre mesi prima che lui morisse. Quando Kubrick morì mi fu tolto Tom Cruise per Eyes wide shut per scelta dello stesso Maldesi.

 

Tom Hanks invece?

Tom Hanks lo facevo già da prima di Tom Cruise, da uno show televisivo d’inizio anni ’80, il Saturday night live show. A Tom Hanks però cambiano spesso la voce e questo non va bene, modifica la personalità dell’attore e del personaggio. Oggi per esempio Hanks ce lo palleggiamo io e Angelo Maggi però non è giusto per l’attore Hanks, io sono convinto insomma che un attore doppiato debba mantenere per quanto possibile sempre la stessa voce, Bruce Willis ad esempio ha cambiato sette o otto voci, secondo me non si permette così di cogliere appieno ogni sfumatura.

 

A proposito di questo, come ti approcci ad un attore che devi doppiare?

Faccio quello che fa lui. M’incollo a lui cogliendone ogni sfumatura. Le sfumature sono importanti, l’intonazione di una battuta, come la dice, i respiri, ecco, se si coglie questo si entra perfettamente nel personaggio. Sfumature. Il doppiaggio moderno è questo, camaleontico, a differenza di una volta quando un bravo attore entrava nel corpo di un altro attore per dargli voce, oggi menomale non è più così, tant’è che io quando doppio non so nulla del film, so solo quello che mi spiega il direttore e basta, approccio quindi l’attore così come lo vedo la prima volta, poi seguo il labiale e per la recitazione ripeto esattamente quello che fa lui, ogni intonazione, ogni respiro, ogni emozione, ecc.

 

Cosa rispondi a chi dice che i film andrebbero visti solo in lingua originale?

Che con il dvd si può scegliere l’opzione se guardarsi il film in originale o doppiato. Poi penso che molti siano solo dei preconcetti e il pubblico non farebbe in tempo, se non conosce più che bene la lingua, a comprenderla e sarebbe ancora peggio con i sottotitoli.

 

Adesso sei al cinema con Barry Seal, com’è questo Tom Cruise?

È un film divertente, si torna alle storie, alla narrazione per intenderci, ad esempio, ultimamente Tom Cruise si è specializzato in film d’azione, muscolari, recitati poco e questo è un peccato perché Cruise è un bravissimo attore, con questa storia invece torna un po’ alle origini. Magnolia fu un film fantastico da recitare e da doppiare che ne sottolineò anche la bravura. Insomma Tom Cruise sta andando alla grande, per il futuro ci saranno due film all’anno.

Enzo Latronico
Sceneggiatore e giornalista, laureato in Scienze dell’educazione e della formazione, Enzo Latronico è il nostro esperto del grande schermo. Ha scritto il documentario "I musei di Palazzo Farnese" e ha diretto per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il docu-movie "A memoria d'uomo". Autore del libro "Ugo Pirro. Indagine su uno sceneggiatore al di sopra di ogni sospetto" e della sceneggiatura del film "Solo di passaggio" (regia di Alessandro Zonin, ispirato alla novella di Dino Buzzati, Il mantello), in concorso ai David di Donatello tra i corti. Al Palazzo Farnese di Piacenza ha curato la grande mostra sul cinema "Le macchine del sogno. Dai Lumière al cinematografo". Fondatore e direttore del blog/magazine cinemascritto.wordpress.com, è studioso della cinematografia di James Bond e Star Trek.
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