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Society

Society - 06/09/2017

Soul System: “Il nostro stile nel segno della diversità”

Il quintetto trionfatore all'ultimo X Factor ha sfornato un disco che è un compendio della party music dal sapore black. "Come noi in Italia nessuno".

Hanno fatto scaldare i cuori degli italiani perché con i Soul System hanno dimostrato che anche nel nostro Paese siamo pronti ad accogliere una nuova generazione di artisti. Che sono di etnia diversa, parlano e cantano la lingua della comunicazione globale. Insomma, i cinque musicisti dei Soul System da Brescia e Verona sono dei variopinti ed energetici esponenti del melting pot culturale che le nostre città vivono ogni giorno.

Parlano perfetto inglese ma sono di origini ghanesi (eccetto Alberto) tutti nati e cresciuti tra Verona e Brescia. Leslie e Don Jiggy, rispettivamente anima rap e voce del gruppo, scrivono i testi in inglese, mentre suoni e melodie vengono arrangiati da Joel e David.

Avendolo portato sul palco di un talent show si sono guadagnati la vittoria con la bravura e con la diversità della loro proposta. E ora che esce Back To The Future, un disco di 11 tracce che è un compendio di feel-good music dal sapore black che spopola ovunque nel mondo, i cinque sono pronti per il salto. Il disco a tratti recupera hit degli anni 90 risuonate (What Is Love di Haddaway e Narcotic dei Liquido) ma nei momenti migliori (Funky Rub notevole, Only You riflessiva, Satisfaction spaziale) si avvicina alle blasonate produzioni estere dell’r’n’b contaminato. Pensiamo a Bruno Mars e a quel modo di fondere l’elettronica col soul che invidiamo spesso ai divi d’oltremanica. Merito anche del produttore Antonio Filippelli che, partito come bassista dai Vanilla Sky, al momento non sbaglia un colpo. Avendo lavorato parecchio in Germania, non è un caso che due degli “inserti” anni 90 siano di one-hit wonder proprio tedeschi. E, non sappiamo se è una trovata del produttore, il disco decolla a livelli inaspettati proprio nelle ultime tracce dove si sente pesante la mano fatata della produzione.

Nei nuovi uffici della Sony italiana, che non smettono di ringraziare, i Soul System si sono concessi rilassati alle nostre domande.

I cinque Soul System durante l'incontro a Milano con The Way Magazine.

I cinque Soul System durante l’incontro a Milano con The Way Magazine.

Com’è il dopo-talent?

Siamo molto felici di venir fuori da X Factor che ci ha dato il modo di impacchettarci e prepararci bene. Questo è il nostro vero inizio e ci siamo arrivati più preparati. Il nostro sogno è di portare qualcosa di credibile anche all’estero nel panorama musicale, non ci diamo limiti, è stato il nostro chiodo fisso dall’inizio e ci lavoreremo.

Il titolo gioca sul tempo. Voi siete stati tutti teen-ager negli anni 90. Nostalgia?

Abbiamo visto il film Back To The Future che è uscito tra gli 80 e i 90 e abbiamo cercato di riprendere quel mondo musicale contestualizzandolo ai suoni di oggi. È uno slogan giusto per sintetizzare il lavoro svolto in questi mesi.

Il pezzo Liquido è un omaggio a una band che aveva scosso l’fm europeo con Narcotic. Che reazione ha avuto?

Liquido è un singolo che ha diviso un po’ i fans, la musica è soggettiva e noi abbiamo sperimentato. Se non avessimo avuto la possibilità non avremmo mai saputo…i commenti negativi sono lo sprint per andare avanti e per crescere. Vediamo anche molto amore da parte di gente che ha molte aspettative su di noi. Cercheremo di migliorare e riaffermarci col prossimo singolo.

Che sarà?

Possiamo dirti che quelli che non hanno apprezzato Liquido apprezzeranno White Niggas, ci sono generi per tutti in questo disco. Ci siamo potuti permettere un titolo così perché è sintomo di una mentalità che abbiamo, parliamo di integrazione multiculturale ma anche di età diverse. Il termine è stato coniato all’interno di X Factor e ci ha accompagnato per tutto questo percorso. Ma vogliamo intendere inclusione anche per l’orientamento sessuale, le età, le influenze musicali, white niggas è una risorsa perché è un inno alla diversità, è una provocazione a includere tutti i colori. In questo brano vogliamo essere liberi di poterci esprimere come vogliamo. Il video che uscirà il 15 settembre è davvero l’espressione completa di quello che vogliamo essere.

Vi siete fatti un’idea di come venite percepiti dalla comunità black italiana?

Non sono mai stati negativi con noi. Il concetto di Niggas è molto americano, nato dai ghetto e dal Bronx, sono esperienze diverse. Loro, in America, vengono da situazioni diverse, hanno un’altra relazione con i white. Qua in Italia si lavora, siamo tutti sorridenti e la pasta piace a tutti. E si vede.

Grafiche vintage per il debutto dei Soul System.

Grafiche vintage per il debutto dei Soul System.

Il logo del disco mi ha ricordato nei colori quello del glorioso programma americano Soul Train…

Ah sì certo, lo guardavamo, musica soul, è vero, hai ragione, non ci avevamo pensato.

Come vi immaginate dal vivo in un concerto tutto vostro?

Il mondo discografico e il mondo live sono separati, non si possono contaminare. Abbiamo lavorato su suoni che potessero andar bene, con la stessa matrice, anche nella dimensione live ma l’obiettivo è fare uno show senza ripetere semplicemente il brano. Noi facciamo intrattenimento. Vogliamo che per due ore ci si dimentichi di tutto, e anche se non vuoi vieni travolto. Utilizziamo elettronica anche dal vivo, il singolo resta lo stesso, ma gli diamo energia diversa.

Avete suonato al Forum di Assago per la finale di X Factor, con milioni di telespettatori. Come si fa a ridimensionarsi dopo un’esperienza del genere?

Chiaramente X Factor è un programma tv e la componente televisiva è importante, con Luca Tommassini che crea un sogno e la musica è amplificata da una costruzione attorno incredibile. Ma bisogna essere pronti a essere credibile su un palchetto o in una piazza. La realtà è che purtroppo Tommassini non lavora ogni giorno con te e devi lavorare per tornare a quegli standard. Quindi è uno stimolo. X Factor è la scuola, poi quando esci devi dimostrare di poter tornare a quello che hai imparato.

Soul System (foto di Chiara Mirelli)

Soul System (foto di Chiara Mirelli)

Avete un’immagine studiata, ho visto foto promozionali molto coordinate…

Siamo un po’ pazzi, e siamo contenti di aver avuto una direzione. I grafici e i fotografi ci hanno composti con dei contesti adatti al nostro stile un po’ colorata, caramellata, ci piace parecchio, anche il booklet interno. Chiara Mirelli ha scattato e Corrado Grilli ha curato il booklet con tanti colori. Chi non compra sto disco è uno sfigato. Non perché è il nostro album, davvero, ogni pezzo è una bomba per noi.

E il vostro coach Alvaro Soler che dice?

Alvaro ha ascoltato all’inizio le bozze dei brani ed era molto fiero. Con lui abbiamo un rapporto quotidiano, ci mandiamo messaggi e lui ci continua a consigliare. È un nostro amico. Ci ha fatto capire che il nostro territorio è questo tipo di musica, dal sapore internazionale, non gli è piaciuta la nostra incursione nell’italiano. Lo stesso processo di costruzione del disco è stato molto meticoloso, abbiamo scelto le canzoni più adatte pur spaziando in tanta diversità. Specialmente in Italia non abbiamo ascoltato cose simili. E secondo noi questo Paese è pronto a dare delle opportunità a chi fa qualcosa di diverso.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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