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Society

Society - 27/02/2018

Spandau Ballet: “Li fotografai quando suonavano in segreto”

A pochi giorni dal ritorno in Italia di Tony Hadley, il fotografo Justin Thomas pubblica un libro di scatti inediti del 1981. "Non li incontravo mai alla luce del sole".

“Non li incontravo mai alla luce del sole”, dice Justin Thomas, celebre fotografo dell’Inghilterra anni 80, circa gli Spandau Ballet. Come i Duran Duran e gli altri della scena pop inglese di quel tempo, i cinque ragazzi di Londra erano partiti infatti dalle dance nights dei locali di riferimento. E quindi vivevano di notte. “Erano sempre nei club o a incontrare gente di notte – spiega il fotografo che pubblica un libro a loro dedicato – Martin e John erano i più approcciabili mentre Gary e Tony erano gli esclusivi”.
Esclusivi come i loro concerti, tanto che la band spesso agli inizi della carriera, tra il 1979 e il 1981 non li pubblicizzava neanche. Sembravano elitari: se eri nel circuito giusto sapevi dove andavano a suonare.
Gli Spandau Ballet, attivi negli anni 80 dal 1980 al 1990 esatti, fecero breccia perché erano romantici e bellissimi. Qui, Martin Kemp e Steve Norman in una foto tratta dal libro di Justin Thomas

Gli Spandau Ballet, attivi negli anni 80 dal 1980 al 1990 esatti, fecero breccia perché erano romantici e bellissimi. Qui, Martin Kemp e Steve Norman in una foto tratta dal libro di Justin Thomas

LONDRA ANNI 80 – Nel libro This Much Is True: Spandau Ballet 1981 (che si può comprare sul sito della Hanging Around Books) Thomas riporta alla luce per la prima volta scatti notturni della band tra club, ragazze e serate dimenticate dal tempo in una Londra davvero effervescente, all’indomani del ciclone del punk.
“Era sempre bello essere in loro compagnia. Come al Cocnut Grove di Londra quando erano con Steve Strange e si festeggiava il numero uno di True. Fu organizzata una crociera sul Tamigi con gli Wham! di George Michael, Sade, Joe Brown, la musica di Marvin Gaye tutta la notte”.
In effetti dandysmo, soul e auto-compiacimento vanno a braccetto nella storia della band dei primi anni. Come i Duran, furono anche accusati di essere degli “escapist”, fregarsene della situazione economica dell’Inghilterra Thatcheriana e vendere un sogno d’illusione ai giovani. Ma forse furono apprezzati proprio per questo. E soprattutto in Italia divennero dei miti.
Il libro di foto degli Spandau Ballet di Justin Thomas è stato appena pubblicato da Hanging Around Books.

Il libro di foto degli Spandau Ballet di Justin Thomas è stato appena pubblicato da Hanging Around Books.

GLI INIZI -“Li fotografai la prima volta come inviato della rivista SOunds nel maggio del 1981. Era a Le Palace a Parigi. Ovviamente conoscevo le vicende dei Blitz Kids di Soho a Londra e del loro gruppo preferito, gli Spandau Ballet. Ma non suonavano mai locali normali, non pubblicizzavano nemmeno i loro posti. Era davvero difficile entrare nella loro cerchia. Così mi mossi con molto entusiasmo perché volevo vederli dal vivo”.
Le foto che riporta nel libro sono straordinarie proprio perché Justin riuscì all’epoca a diventare amico dei musicisti più in voga in Gran Bretagna. Quindi aveva accesso a situazioni bandite per gli altri: “Nonostante il loro look New Romantic, erano davvero una rock band, con due chitarre sul palco, ero molto sorpreso da questa scelta. Dopo lo show andammo al night privato Privilege dove gli Spandau entrarono con il loro look da Robin Hood in una location piena di giacche e cravatte. E lì ci fu l’incontro coi giornalsiti locali che dovetti tradurre. Quindi da allora partì l’amicizia”.
Justin ricorda per The Way Magazine i sentimenti di quei momenti che sono diventati leggenda: la band inglese che conquista l’Europa e cambia il corso dell’immagine nella pop music mondiale. “Erano davvero gradevoli, avevamo rotto il ghiaccio e andammo al bar come qualsiasi altro gruppo di ragazzi. Il fatto che eravamo all’estero ma tutti di Londra aiutò la nostra unione”.
LA SCENA – Ovviamente gli Spandau Ballet facevano parte di una scena musicale che venne chiamata la seconda British Invasion tanto fu potente il suo impatto nel mondo. Justin Thomas li ricorda tutti perfettamente: “Non c’era isteria attorno agli Spandau forse perché c’era un mistero attorno alla loro immagine. Mentre i Duran e Adam Ant erano davvero il sogno per le teen ager. Agli inizi della loro carriera, gli Spandau Ballet erano davvero i re del cool anche grazie al loro astuto manager, Steve Dagger. Erano i miei preferiti, vivevamo a Londra e ci incontravamo anche per caso per andare a bere. In ogni caso non ho mai assistito a lotte dietro le quinte tra Spandau, Duran, Wham o Boy George”.
Justin è stato un testimone dell’epoca prezioso. E non ha remore a tirare dal cassetto dei ricordi i suoi pensieri: “Spandau e Duran si divertivano molto assieme e Martin Kemp era un caro amico di George Michael. La sua futura moglie, Shirley, era infatti la corista degli Wham!. L’unico attrito che ricordo fu tra  Boy George e George Michael, ma solo perché Boy voleva che George dicesse a tutti che era gay”.
LA REUNION – Nel 2014, in piena epoca di reunion per la band, Justin Thomas fu invitato alla premiere  del loro film “Soul Boys of the Western World” alla Royal Albert Hall .
“Fu una grande visione ed ero molto orgoglioso che decisero di includere nella pellicola alcune mie vecchie foto. Fecero anche un mini-show live dove dimostrarano tutta la loro carica intatta. Immancabile il party dopo, proprio come i vecchi tempi. Riconobbi un sacco di volti mitici degli anni 80: Steve Strange, Rusty Egan, David Johnson, Chris Sullivan, Gary Crowley. Ci stringemmo le mani nella ressa generale e fu un grande momento”.
Spandau Ballet con George Michael, dal libro di Justin Thomas.

Spandau Ballet con George Michael, dal libro di Justin Thomas.

ENGLISH TEXT ———————————————————————————————————-

“I first took photos of them on assignment for Sounds magazine in May 1981. It was at  Le Palace venue in Paris. I had heard all about “The Blitz Kids” of London’s Soho, and their favourite band Spandau Ballet.

They didn’t play the usual venues, and didn’t advertise their gigs in the press. It was very hard to break into their clique. So I was happy that i woud finally get to see them play. Despite their New Romantic look, they seemed like any other rock band, the way they played with 2 guitars, bass, drums.
I was quite surprised.  After the show, we went downstairs to the Members Only “Privilege” NightClub.
The regulars were dressed in smart suits and Spandau looked liked they’d walk off the set of ‘Robin Hood’. I acted as interpreter as the band were led to a private room for interviews with the French press.
It was a good way of breaking the ice, and after the interviews were over, we hit the bar. They were great company, down-to-earth and friendly, and it helped that we were all Londoners
I was never really aware of teen hysteria around Spandau, maybe because they had developed an aura of mystery around their image.There was much more hysteria around Duran and Adam Ant, who were much more “in your face”, full-on teeny appeal. Spandau were achingly cool at the start of their career and had avery astute manager, Steve Dagger.
I preferred Spandau, mostly because they lived in London, like me, and we were always bumping into each other at parties,getting drunk and having a good time. I never saw any signs of “feuds” between Spandau, Duran, Wham or Boy George.
Spandau & Duran got on very well together, and Martin Kemp was a close friend of George Michael. His future wife, Shirley, was a backing singer/dancer in Wham. There WAS a “feud” between Boy George and George Michael, but only because i think Boy George was upset that George Michael wouldn’t “come out” as a gay man.

I had the privilege of sharing a “box” at the premiere of “Soul Boys of the Western World” at The Royal Albert Hall in London a couple of years ago. It was a great film, and I was proud that they used some of my early stills. After the film, the band played a live set, and then did “Q&A” with the audience. Afterwards there was a big after-party downstairs. It was just like the old days again. All the old 80’s faces like Steve Strange, Rusty Egan, David Johnson, Chris Sullivan, Gary Crowley. I did manage to shake their hands and say hello, but there were so many people who wanted to do the same thing.

It was a fantastic evening and they were as good as ever as a live band.
“I never took a photograph of Spandau Ballet in the light of day. We were always in clubs or meeting up at parties; cockney boys on a jolly. Martin, Spiny and John, two drinks in their hands, were always the most approachable, whereas Gary and Tony were the guv’nors.”
“A good time was always guaranteed in the band’s company. I was always bumping into them at ‘ligs’ like the one for Imagination at Coconut Grove in London. Steve Strange was there on the night, just as he was for my favourite memory in Spandau’s company; an incredible night on a floating gin palace to celebrate their new album ‘True’ going to Number 1 in the UK charts. We cruised up and down the Thames all night with everyone from George Michael, Andrew Ridgeley and Sade, to Joe Brown, Anthony Price and Christos Tolera from Blue Rondo á la Turk, not to mention the band’s huge extended family. We drank the bar dry, listening to Marvin all night long.”
TO BUY JUSTIN THOMAS BOOK DEDICATED TO SPANDAU BALLET:


Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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