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Society

Society - 14/10/2018

Teresa Fiorentino, dalla Puglia il nuovo talento dello spettacolo italiano

La storia del giovane talento volato in California per realizzare il sogno: migliorarsi come attrice e conquistare il mondo dello spettacolo. Ce la sta facendo.

 “Se ce la faccio lì, ce la posso fare ovunque” cantava Liza Minnelli nella celeberrima “New York, New York” e chissà quante volte questa frase riecheggia nella testa di Teresa Fiorentino, bella e brava attrice pugliese, nuova stella del cinema che sta studiando in America. Non è a Nyc ma nella west coast, ma i desideri di affermazione sono gli stessi di quelli cantati nel musical di Martin Scorsese nel 1977.Nata a Bari il 31 luglio 1991, inizia a studiare danza classica e contemporanea a Bari e Firenze, studiando anche con Carla Fracci e gli insegnanti della Alvin Ailey School of New York.
Ho iniziato a sognare di far questo lavoro già da piccolissima guardando il famoso musical Cats. Il teatro era il mio tempio dove mi rifugiavo nei momenti peggiori già durante il liceo”.

Nel 2011 Teresa ha frequentato uno stage presso il Council for Culture and the Art di Malta dove è stata seguita dal direttore artistico nell’organizzazione e nella gestione del Malta Art Festival: “Lì ho avuto il piacere di incontrare varie compagnie teatrali tra cui Il Globe Theater di Londra e qui che ho deciso di intraprendere seriamente questa carriera”.

Da Malta sono partite nuove avventure e soprattutto, nuovi stimoli.
”Sono tornata in Italia, a Bari , dove ho iniziato a studiare recitazione con gli insegnanti Anna Graofalo, Rocco Capri Chiumarulo e canto con Daniela Diomede continuando a frequentare le lezioni di danza e impegnandomi in piccoli lavoretti per pagarmi gli studi. Proprio con loro ho iniziato le prime performance da professionista e ho iniziato a lavorare con vari registi e compagnie Pugliesi in giro per l’Italia. Mi ci è voluto un anno intero per riuscire ad eliminare il mio accento pugliese e parlare con una dizione perfetta”.
Quando si dice bisogna studiare e fare la gavetta, questa di Teresa è una delle attitudini più in linea con questo concetto: esaltare quello che di buono si ha in campo dello spettacolo, e lavorare al contempo su quello che c’è da migliorare.
 
”Nel gennaio  2018 sono partita per gli Usa per studiare presso il ” Lee Strasberg Institute di Los Angeles”  e la Beverly Hills Playhouse di San Francisco con docenti Peter Allas e Robert Zimmerman. Ora mi divido tra queste due città stupende della California, cosi vicine e cosi diverse. Adoro Los Angeles per la sua magia ma ormai mi sento a casa a San Francisco. Durante l’estate sono tornata a Bari per le riprese del mio ultimo cortometraggio “Dolls” dove interpreto Carla, un personaggio che sento molto vicino a me. Carla come me è molto vulnerabile ma ama mostrare solo il suo lato forte. Soffre di un disturbo dissociativo della personalità che le causa allucinazioni. Non sappiamo molto altro di lei ma avremo un assaggio del “suo mondo” attraverso questo cortometraggio”.

Cosa pensano di te italiana all’estero? Cosa risalta di più della tua italianità? “Gli italiani in America sono molto ben visti soprattutto nell’ambito artistico, ci considerano grandi lavoratori e soprattutto sanno che sappiamo pensare fuori dagli schemi. Poi siamo tanto apprezzati per il cinema d’autore, soprattutto Fellini”.

Qualche pregiudizio, o meglio dire stereotipo però, Teresa Fiorentino lo incontra ancora, ed è giusto che ce lo faccia sapere:C’è ancora nel cinema un po’ l’immagine dell’italiano dai capelli scuri e mossi, sguardo intenso i tratti mediterranei, l’accento marcato e magari siciliano alla “The Godfather” per cui l’aspetto fisico nel mio caso ha già tutta l’italianità che è tanto affascinante per gli statunitensi. Durante un provino mi è stato chiesto se sapessi imitare il dialetto siciliano. Poi sicuramente risalta il fatto che sono molto estroversa e passionale non ho mezze misure e le emozioni le esprimo a pieno sia sul palco che nella vita reale”.

Come ti sei sentita invece tu in America? Quali sono le differenze tra fare spettacolo qui da noi e all’estero? “Quando sono arrivata a gennaio è stata dura, non sapevo da dove iniziare e non conoscevo nessuno. Poi tempo un mese mi sentivo già a casa, mi sono sentita davvero tanto apprezzata e gratificata non solo per il mio impegno negli USA ma anche per tutto quello che avo fatto e studiato già in Italia. L’America è molto meritocratica e il duro lavoro e il talento vengono prima o poi ricompensati, vorrei poter dire lo stesso del nostro Paese. Inoltre troppo spesso da noi essere un artista è considerata più un hobby che un lavoro vero e proprio. Oltreoceano c’è un po’ più di rispetto per le professioni artistiche”.

Dedizione totale e focus sul lavoro da mattina a notte. C’è una cosa però a cui Teresa non rinuncerebbe mai nella sua carriera:A viaggiare, adoro viaggiare da sola e visitare posti nuovi, culture diverse, conoscere gente che vive in modo completamente differente da me mi ha aiutata e mi aiuta sempre ad arricchire la mia creatività ed ampliare i miei orizzonti”. 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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