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Style Story

Style Story - 15/04/2019

Il re è nudo e Milano è in forma

In città è passato il meglio della creatività mondiale. Una storia di condivisione, secondo il nostro style guru Stefano Regina.

Nell’era in cui la simbiosi tra brand e persone è al suo apice, l’era in cui il legame tra brand e persone è sempre più fondato su un accordo emotivo più che da accordi commerciali, è la Design Week milanese a rappresentare questa dinamica nel suo aspetto fenomenologico che ha come cardine la condivisione, il coinvolgimento e la co-creazione.
Il “brand Salone del mobile” nell’arco delle 58 edizioni ha sapientemente emozionato, raccontando un’infinità di progetti, acquisendo una platea talmente ampia ed internazionale (per oltre l’85% estera) da diventare il principale evento dell’anno e il maggior investimento marketing per l’intera industria creativa.
E se è vero che un brand oggi corrisponde alla promessa di una esperienza, la Design Week attraverso il Fuorisalone, non delude le aspettative. Anzi, le mantiene, declinandole in un vero “Wow Effect”.
Non è casuale che ciò avvenga in Italia e che si celebri proprio a Milano, considerata ormai la capitale mondiale dei tre grandi pilastri della creatività: Arte, Moda e Design.
L’industria creativa ha amalgamato le tre entità creative fondendole in un autentico ed efficace strumento di comunicazione e di business. Anche quest’anno i numeri sono impressionanti. Parliamo di oltre 430mila presenze e di circa 1850 espositori a Rho Fiera, di migliaia di eventi e presentazioni sparse in tutti i quartieri : tra Brera,Tortona e Nolo; di un indotto da oltre 250 milioni di 38 dei quali al settore alberghiero.
Per i brand del design è prevedibile che la voce “Salone del Mobile” rappresenti l’investimento marketing più importante dell’anno.
Stupisce invece il fatto che sia diventato prioritario per i marchi delle moda, eguagliando o addirittura superando l’investimento monetario delle Fashion Week, e che rappresenti una necessaria presenza per le aziende di atri settori, a cui partecipare per fare branding ottenendo il massimo di visibilità e di impatto mediatico globale.

Louis Vuitton al Palazzo Serbelloni, zona San Babila Fuorisalone Milano 2019.

Hermes allo spazio espositivo Pelota di via Palermo in Brera, Milano.

Missoni al Brera Design District.

Tutta questa creatività, con la giusta strategia, nel quotidiano si traduce in business. Perchè il business funzioni, mai come oggi, è necessario applicare un algoritmo che attraverso un percorso da seguire, porti a vendere una relazione tra brand e persone.
Se la persona desidera un prodotto, a spingerla c’è sempre una motivazione irrazionale. Il brand dovrà intercettare la parte irrazionale emozionando e utilizzare il giusto racconto seducendo; solo allora farà innamorare il proprio pubblico vendendogli la relazione col marchio.
Come accade quando ci si prepara ad un appuntamento sospirato a lungo, in questi giorni Milano indossa le sue vesti migliori. Pronta al corteggiamento, offrendo un’esperienza di condivisione di storie e filosofie, puntando a cambiare il modo assieme, rendendolo più bello e funzionale.
E pur di portare con noi la sensazione di questa relazione, saremo disposti ad acquistare qualunque oggetto, servizio o esperienza che la ricordi, rendendo Milano in questa settimana di aprile, la cornice perfetta in cui trascorre una memorabile luna di miele. E business.
Fotoservizio a cura di Stefano Regina. Foto d’apertura: Versace Home in collaborazione con la designer statunitense Sasha Bikoff e con l’artista Andy Dixon a via del Gesù, Fuorisalone 2019 Milano.


Stefano Regina
Nato e cresciuto a Sassuolo ( MO) da madre emiliana e padre napoletano ,entrambi ristoratori. Cresce tra cucine e banconi bar e tanti clienti. A 18 anni, diplomatosi Geometra, si trasferisce a Parma dove studia Conservazione dei Beni Culturali ,appassionandosi all'Arte Contemporanea. E' proprio al Teatro Regio di Parma che incontra per la prima volta il Teatro e, da mimo,diventa il lavoro con cui mantiene gli studi universitari. All'età di 22 anni parte per New York dove vive e lavora per un anno e mezzo. Partecipa alla realizzazione di diversi corti di nuovi e consolidati Film maker( Peter Greenaway, Cinzia Bomoll ),contemporaneamente lavorando come Barman in uno dei locali più in voga dell'epoca il Jackie 60, frequentato da avanguardie,designer e creativi di ogni genere. Rientrato in Italia, si diploma Attore presso l'Accademia Galante Garrone di Bologna e per 10 anni lavora come attore di Teatro, Televisione e Cinema. All'età di 30 anni si trasferisce a Milano e incontra il mondo del Retail Management e del Fashion Business. L'aspetto creativo e quello più manageriale e numerico lo appassionano e, attraverso il linguaggio della Moda, della Contemporaneità, della Cultura e del Marketing, diventa il lavoro nel settore a lui più congeniale. Con la gestione di diverse start up e re-branding nel mondo del Lusso e dei Multibrand, acquisendo esperienza ormai decennale; passando da Pirelli Pzero,Saint Laurent,partecipando alla creazione e allo sviluppo del progetto Mcollective,primo multibrand impostato per livelli di stati d'animo,sino all'attuale Stuart up worldwide di rebranding e sviluppo new concept per Vivienne Westwood e Andreas Kronthaler. Collabora con diversi istituti quali Ied Milano ,Instud,Professional DataJest ;seguendo corsi e docenze di marketing e fashion Buying e collaborazioni per progetti di marketing con Università quali Politecnico Milano (Polimoda) e West Minster University.
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