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Targets

Targets - 20/06/2018
PALERMO

La Francia in scena a Manifesta 12

A Manifesta 12, la Biennale di Palermo in occasione di Palermo Città della Cultura, è di scena anche la Francia.

Con The Body’s Legacies. The Post-Colonial Body e Untitled di Kader Attia, Le Syndrome d’Ulysse di The Soundwalk Collective, e Diventare giardino di Gilles Clément. Il Mediterraneo e l’essere umano sono il centro di indagine, attualissimo e universale al tempo stesso, dei tre progetti che La Francia in scena – stagione artistica dell’Institut français Italia, realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia – presenta nell’ambito di Manifesta 12, la Biennale d’Arte Contemporanea itinerante che si inaugura domani 16 giugno a Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018.

Fondata nel 1996 con l’obiettivo di esplorare i paesaggi culturali di città significative dal punto di vista storico, geografico e artistico. Non poteva che essere il capoluogo siciliano, città ricchissima di storia e cultura al centro del Mediterraneo, incubatore di condizioni globali diverse, nonché luogo simbolo delle contraddizioni ma soprattutto del dialogo interculturale e delle potenzialità di sviluppo dell’Europa Mediterranea in dialogo con Medio Oriente e Nord Africa, la città scelta per questa edizione.

Ad arricchire questa proposta Histoires vraies de Palerme di François Beaune, che in occasione di Manifesta 12 dialogherà con Le Syndrome d’Ulysse.A Palazzo Forcella De Seta, Kader Attia presenta il video The Body’s Legacies. The Post-Colonial Body. Artista nato nei sobborghi parigini ma di origine algerina, ha vissuto fin da bambino i conflitti interculturali che sono alla base di una ricerca artistica incentrata sul rapporto fra individuo e corpo sociale e, in particolare, sulle trasformazioni del corpo dei discendenti delle popolazioni colonizzate, in un momento in cui siamo testimoni di un nuovo fenomeno di dislocamento di corpi, come la crisi dei rifugiati.

Kader Attia ha esposto per la prima volta in Italia nel 2003 alla 50° Biennale di Venezia e i suoi lavori sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, fra cui quelle della Tate Modern di Londra e il Centre Georges Pompidou di Parigi.In questa opera del 2018, la riflessione sulla repressione del corpo post-coloniale si articola attraverso 4 interviste, in un racconto che alterna esperienze personali e analisi più generali, focalizzandosi su una vicenda specifica, ovvero l’aggressione avvenuta in un sobborgo parigino nel febbraio del 2017 ai danni di un giovane, Théo Luhaka.

In aggiunta al film, Kader Attia espone Untitled, una scultura composta da un pezzo di legno attraversato da una crepa riparata con delle graffe, che diviene rappresentazione metaforica della fragilità umana. Le 2 opere di Attia saranno visitabili per l’intera durata di Manifesta 12.Dal 17 giugno al 29 luglio sarà possibile visitare Le Syndrome d’Ulysse un’installazione audio immersiva realizzata da The Soundwalk Collective, collettivo internazionale di artisti/musicisti che si muove fra antropologia, psicogeografia e linguaggi multimediali.

Da anni espongono i loro progetti audio/video nei più prestigiosi centri di creazione di tutto il mondo, vantando anche collaborazioni con artisti del calibro di Patti Smith, la coreografa Sasha Waltz e il regista Jean-Luc Godard. L’opera è curata da Massimo Torrigiani con l’allestimento di Luca Cipelletti e prodotta da Fantom. Inserita nel programma ufficiale degli eventi collaterali di Manifesta, Le Syndrome d’Ulysse ridarà vita, per la prima volta dopo il suo recente affidamento alla Comunità ebraica cittadina da parte dell’Arcivescovo di Palermo, all’ex Oratorio di Santa Maria delle Grazie, detto “del Sabato”, in Vicolo Meschita. L’opera di The Soundwalk Collective è un panorama sonoro del Mediterraneo composto ripercorrendo il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca. Frutto di oltre due mesi di navigazione fra Medio Oriente, Africa ed Europa durante i quali il collettivo ha captato e registrato frammenti di storie, suoni del mare, conversazioni private e comunicazioni di servizio fra barche, navi e la costa, l’opera si è trasformata in studio in una sorta di racconto per suoni e immagini del Mediterraneo, una mappa ideale in cui i singoli frammenti testimoniano la diversità culturale dei popoli e del loro rapporto con il mare, fra passato e presente.

Il risultato è una partitura musicale in continua ricomposizione, un’installazione polifonica, una deriva sinfonica del Mediterraneo che a Palermo trova il suo spazio ideale nell’ex Oratorio di Santa Maria del Sabato, le cui mura fanno eco ad altrettante vicende. La dimensione corale dell’Oratorio è così amplificata dall’allestimento, che accoglie i visitatori in una situazione di densa sospensione, che affievolisce la vista e rimanda alla condizione della navigazione notturna. Trasfigurazione poetica e artistica del concetto di erranza e migrazione, di strettissima e drammatica attualità. La data di inaugurazione della mostra attiva inoltre un’ulteriore risonanza: il 16 giugno è il giorno nel quale, nel 1904, si svolge l’Ulisse di Joyce, uno degli spiriti guida di quest’opera.Il progetto sarà successivamente presentato a Beirut e a Tunisi nell’ambito delle attività dei rispettivi istituti italiani di cultura, all’interno del programma “Italia, Culture, Mediterraneo”.

Vero e proprio tema fondante dell’intera Manifesta 12 è invece il Giardino Planetario, concetto teorizzato dal paesaggista e scrittore francese Gilles Clément. Un concetto che ha contribuito a riscrivere i canoni dell’architettura del paesaggio, secondo cui il mondo è assimilabile a un giardino che consente la coesistenza di diverse specie grazie all’egida del giardiniere, ovvero l’umanità. Grazie a una serie di workshop iniziati nei mesi precedenti, Gilles Clément, in occasione di Manifesta 12, sta portando avanti un progetto di riqualificazione negli spazi pubblici di un quartiere difficile e simbolico come lo Zen 2 per trasformare alcune aree selezionate, fino ad ora incolte e in stato di abbandono. Il progetto si concluderà con un workshop finale in programma dal 30 ottobre al 3 novembre.

L’8 luglio, invece, in dialogo con Le Syndrome d’Ulysse, verrà presentato al pubblico Histoires vraies de Palerme di François Beaune, al termine di una residenza di tre settimane che prevede uno stretto coinvolgimento dei cittadini palermitani: una serie di veglie in cui gli abitanti della città saranno chiamati a fornire elementi sulla propria identità e sulla propria storia individuale che avranno come risultato finale un ritratto, forse incompleto ma vivo, della loro città. Lo scrittore francese sarà accompagnato lungo tutto il progetto da due complici: Lina Issa, artista-performer libanese, e Hind Meddeb, regista tunisino/marocchino/francese.

“La Francia in scena”, stagione artistica dell’Institut français Italia, è realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français e del Ministère de la Culture, della Fondazione Nuovi Mecenati.

Foto d’apertura: Le Syndrome d’Ulysse di The Soundwalk Collective – Credits: Stephan Crasneanscki



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