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Targets - 15/03/2018
LETTERATURA IN TAVOLA

Mangiarsi le parole, i menù degli scrittori del Novecento

Gli scrittori a tavola e le loro preferenze. Un libro celebra i grandi pensatori e creativi del Novecento italiano con 101 ricette d’autore, tutte sotto il titolo insolito di “Mangiarsi le parole”, edito da Skira.

L’edizione è curata dal professore Luca Clerici dell’Università Statale di Milano, e organizza due serie, Menù alla carta e Menù a tema. La prima le propone suddivise per portate in ordine alfabetico, dall’aperitivo ai dolci, passando per sughi, salse e farciture. Il volume non è infatti solo un’antologia letteraria di testi rari e spesso sconosciuti ma anche un menù e un ricettario, e infatti questi sono tutti piatti che si possono cucinare. Ognuna delle sette sezioni è introdotta da un inedito di argomento culinario firmato da uno scrittore contemporaneo.

Apre Andrea Vitali con la rievocazione di un’antica leggenda, chiude Michele Mari con In cauda, godibile e colto resoconto della sua formazione in tema culinario alla Statale. Presenti altri racconti inediti di Simonetta Agnello Hornby, Antonio Franchini, Giuseppe Lupo, Walter Siti, Hans Tuzzi.

MARINETTI – La scia creata da questa singolare operazione editoriale fa già proseliti. A Cena con Marinetti è infatti la serata alla RED Feltrinelli di Piazza Gae Aulenti a Milano (il 22 marzo) che in un unico evento sintetizza le due mansioni per cui è nata: la cultura e il cibo, che convergono in un menù futurista per una sera.

QUANTI MENÙ – Si parte con il Menù afrodisiaco, seguito da quello dietetico, e poi di genere: nel Menù rosa ecco solo piatti firmati da donne. Gli ultimi due sono un gioco: se il Menù di soli primi in versi comprende le poesie in dialetto di Biagio Marin e di Arrigo Boito, il Metamenù è fatto di ricette “al quadrato”, e termina con una lettura quanto mai adatta, la Ricetta per far ricette di Giuseppe Prezzolini. Dopo il dolce ogni Menù a tema propone infatti le Letture da meditazione, versione letterariamente analcolica dei tradizionali vini da meditazione.

Ai menù segue infine l’elenco in ordine alfabetico delle ricette con indicazione delle relative fonti. Il libro è scandito da una serie di disegni di John Alcorn, a partire da quello di copertina, rielaborato graficamente. Queste tavole e tutti i documenti riprodotti provengono dal Centro APICE (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale) dell’Università degli Studi di Milano, così come le immagini “culinarie” – in gran parte inedite – raccolte nell’Album illustrato che completa il volume. Sono riproduzioni da libri per bambini e da testate giornalistiche, fotografie originali e documenti inediti, come la lettera con la ricetta del brodetto di lavarello – “il piatto va servito quanto più possibile bollente” – spedita da Luigi Veronelli a Mario Soldati il 28 ottobre 1966.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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