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Targets

Targets - 14/11/2017
MILANO

Mutazioni di linguaggio in tre spazi espositivi

Il 16 novembre inaugura a Milano la mostra “Mutazioni di linguaggio”, un progetto che conta una sessantina di opere circa, sulla declinazione del linguaggio nell’arte visiva. L’esposizione si sviluppa in tre spazi: le gallerie Carte Scoperte e Maroncelli 12 e la Casa dell’Arte di Anna Spagna Bellora.
Il percorso della mostra, curata da Luciano Tellaroli, si articola in tre grandi sezioni: ‘Segno’ – con le opere di maestri del Novecento italiano come Agostino Ferrari, Arturo Vermi, Ettore Sordini, Carla Accardi, Alessandro Algardi, Jannis Kounellis, il californiano Dan Miller, reduce dai successi della Biennale di Venezia; oltre al giovane Alan Borguet che a loro si ispira.
La sezione ‘Parola’ include lavori di maestri come Alighiero Boetti, Robert Rauschenberg, Jacques Villeglè, la “poesia visiva” di Mirella Bentivoglio, Giorgio Milani, Adriano Spatola, Lucia Marcucci, Roberto Comini, Sarenco, Herman Damen, Henri Chopin, Anna Valla, Alberto Cavalieri, Francesco Correggia, Luciano Ori, Paul De Vree, Bruno Di Bello, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Gianfranco Farioli, Anna Spagna; inoltre opere di Alberto Prina, Laura Zeni, Katia Dilella e del poeta Nanni Balestrini, tra i fondatori del Gruppo ’63, di Ignazio Moncada e dell’outsider Antonio Dalla Valle.
Nella terza sezione – ‘Silenzi’ – il linguaggio si fa muto con le cancellazioni di Emilio Isgrò, l’opera enigmatica di Algardi, lavori di Dadamaino, Machado, Tommaso Fraschini e di Dado Schapira.
Gli artisti presentati operano intorno a una dimensione dell’arte che ha per oggetto il rapporto fra immagine, testo e media. Una ri essione che continua a riproporsi oggi, soprattutto per quanto riguarda l’antropologia dell’immagine in rapporto alla scrittura, alla verbalità e alla parola. Il linguaggio non è uno strumento neutro: rivela la nostra visione del mondo, il nostro stile di vita, plasma la realtà che ci circonda, da sempre specchio della società. Parola e scrittura continuano a cambiare – cambia il nostro modo di usarle – perché si trasforma il mondo che ci circonda. Il linguaggio ha favorito l’evoluzione e il primato di homo sapiens nel pianeta, diventando parte della sua ontologia e quindi generatore dello squilibrio ecologico che probabilmente ne accelererà l’estinzione, cancellandone la presenza. I nostri antenati comunicavano, prima che con la scrittura, attraverso incisioni sulle pareti delle grotte; la relazione tra parola e immagine è stata uno dei capitoli fondanti dell’arte, soprattutto del Novecento quando scienze cognitive e biologia evoluzionistica hanno illuso che le abilità cognitive, tra cui quella artistica, potessero essere completamente simulate da procedure algoritmiche. Fino ai nostri giorni con la cancellazione della parola e la rappresentazione del silenzio. Un silenzio cosmico.
La mostra è accompagnatada un catalogo che documenta l’evento espositivo con la pubblicazione delle opere, un testo di Luciano Tellaroli con prefazione di Emilio Isgrò.
Già dal 18 novembre, durante Bookcity Milano, nelle gallerie Carte Scoperte e Maroncelli 12, inizieranno incontri con Enrico Crispolti, Enrico Terrinoni ed Enrico Guazzoni: un’anticipazione dei dialoghi che seguiranno con loso , artisti, lologi che faranno della mostra un evento culturale unico.

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