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Targets - 30/11/2018
CANDIDATURA

Olimpiadi 2026, più Milano che Cortina

L’abbuffata di iniziative a Milano non conosce sosta. Dal 2015, anno di Expo, non ci si ferma e in molti pensano finanche che sia arrivato il momento di giocare più all’understatement. Cosa che evidentemente non si è fatto per la candidatura della città alle Olimpiadi invernali del 2026. Milano e Cortina staccano Stoccolma per i bookmakers nel giorno in cui hanno ufficialmente presentato a Tokyo il logo della candidatura olimpica per i Giochi invernali del 2026. Sulla Capitale svedese pesa l’incertezza della situazione politica (non si è ancora riusciti a formare un Governo dopo le ultime elezioni) e il fatto che l’amministrazione locale non appoggi la rassegna olimpica.

Milano ha già ottenuto di ospitare la 132esima Sessione Internazionale del C.I.O. a settembre 2019, occasione in cui si riuniranno tutti i membri del Comitato (circa 1.500 delegati) per discutere le politiche e le decisioni da implementare nell’ambito del movimento Olimpico e per annunciare le sedi che ospiteranno le manifestazioni olimpiche dei prossimi anni.

LOGO – La grandeur ritrovata della capitale lombarda si sta però scontrando con un pizzico di ridimensionamento richiesto dal popolo del web nelle ultime ore. Nel logo sembra esserci più Milano, che di sport invernali ha ben poco, che Cortina. In verità le guglie del Duomo stilizzate riprendono le vette delle alpi e sicuramente qui non si vuole fare le pulci a una proposta che siamo d’accordo, farà del bene a tutta la Regione, e poi all’Italia. Ma chiunque voglia vincere una partita deve essere consapevole del propri limiti. Si paventa una festa di inaugurazione a San Siro e una costruzione a tempo record di un villaggio olimpico invernale allo scalo (dismesso) di Porta Romana, nel cuore della città.

Intanto, per dirne una, il sistema vetusto della rete ferroviaria di Trenord, che proprio da Milano conduce alle cittadine ai piedi delle alpi, fa acqua dappertutto. Per vincere l’assegnazione delle Olimpiadi, bisognerebbe evidentemente partire proprio dal collegamento, non solo ideale, come suggerisce il logo, tra Milano e le sue montagne.



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