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Targets - 19/01/2018
ARTE E LIBRI

Sergio Vecchio con l’arte di oggi ha fatto grande Paestum

A Paestum sta succedendo qualcosa di unico ed entusiasmante. A dirigire l’area archeologica c’è un giovane tedesco. A promuovere la zona con innovativa arte contemporanea c’è un artista di valore, come Sergio Vecchio.

E a imprimere tutto ciò in un libro c’è la casa editrice Oèdipus di Francesco G. Forte che edita  Le stanze dell’eremita, dedicato alla quarantennale attività pittorica dell’artista che ha contribuito alla crescita ed alla diffusione dei beni ambientali ed architettonici della vasta area Capaccio-Paestum in Europa e nel mondo.

Il libro – di immagini con inserimento di testi memorialistico-narrativi, dello stesso artista – si avvale di note introduttive e prefatorie di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, e di Paolo Apolito, antropologo e docente all’Università di Roma Tre.

Sergio Vecchio (1947, Castellabate – Salerno), allievo, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, di Carlo Alfano e Giovanni Brancaccio, dopo brevi soggiorni tra Roma e Napoli, alla fine degli anni Settanta si trasferisce a Salerno dove insegna discipline pittoriche per 35 anni presso il Liceo Artistico. Si stabilisce nella grande residenza di famiglia a Paestum, luogo dell’anima e terra di ispirazione estetica, dove lavora tra pittura, scritture ed elaborazione grafica, particolarmente su temi della Magna Grecia. Nel 1975 espone alla X Quadriennale di Roma, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Ancona; nel 1979 al Premio Michetti, Francavilla a Mare (Ch) e, negli anni successivi, con presentazioni di Filiberto Menna e Enrico Crispolti, gli vengono commissionate personali a Roma, Lavatoio Contumaciale nel 1977 e 1979; Galleria d’Arte La Piazzetta 1978; Studio Ungheri 1981. Nel 1983 espone all’auditorium San Fedele di Milano e l’anno seguente è, per segnalazione di Pierre Restany, nel Catalogo generale della grafica italiana, Mondadori. Intensifica le sue presenze a Roma e a Napoli con mostre personali e collettive. Nello stesso periodo, in collaborazione con il Laboratorio di Nola, nascono cartelle di incisioni con le quali è invitato a prestigiose rassegne del settore, in Italia e all’estero.  Negli anni Novanta soggiorna a lungo in Sicilia, dove tiene numerose mostre personali e collettive – Carte di Sicilia, Excelsior Palace, Acireale (1995 e, ancora, 1998 e 1999); Galleria d’Arte Dante, Palermo (1996); Arcadia, villa Esperia, Mondello (2000); Carte con l’anima, Palazzo di Provincia, Palermo (2006). Alla fine del decennio e negli anni Duemila è impegnato in varie esposizioni oltre oceano, tra le quali le personali alla Rogers Gallery di Washington nel 1999 e nel 2001, al Center for the Creativ Arts in Virginia nel 2003, alla Monica Art in Atalanta nel 2006. Poi torna ad esporre in Italia, a partire dalla personale presso Arte incontri di Milano, 2007; nel 2011 il Comune di Salerno gli commissiona la pavimentazione dell’antica chiesa dell’Annunziata e, nello stesso anno, è invitato al Padiglione Italiano della 54ma Biennale di Venezia. Tra le mostre recenti: l’antologica presso il Museo-FRAC di Baronissi nel 2011; le personali al Museo Archeologico di Paestum e in Grecia, nella città di Nauplia (2014); e la mostra, curata da Fulvio Irace, presso il Complesso Monumentale di Santa Sofia di Salerno (2016).

 



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