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Targets - 09/03/2019
GIOVANI TALENTI

Seyum Moriconi, come nascono le idee per un gioiello giovane

Disimpegno, divertimento e social media. Siamo abituati ad associare queste caratteristiche ai giovani di questi anni, una fascia generazionale molto documentata ma sempre più imperscrutabile. E forse è anche per questo che fa sensazione ritrovarsi davanti alla dedizione alla creatività alimentata dallo studio, di persone come Seyum Moriconi, 20 anni, uno dei futuri orafi e designer di gioielli che sta studiando a Milano.

Seyum, di origine etiope, una vita finora vissuta in Toscana, attualmente studia alla scuola orafa Galdus di Milano, un centro dove si fa formazione, scuola professionale, e dove c’è la Galdus Academy per privati e imprese.

“Sono arrivato in città a ottobre 2018, mi mancano altri due anni ma già ci stanno mettendo alla prova con progetti in partnership con alcune realtà del mondo orafo”, ci dice orgoglioso mostrandoci le sue creazioni. Al momento Seyum è in training sia con il disegno che con la manualità, che possiede in maniera davvero sorprendentemente naturale. “Arriverà anche la padronanza dell’inglese – scherza sullo studio che sta facendo della lingua – . A volte mi dicono che ho riferimenti etnici etiopi nelle mie creazioni, ma non è cosciente secondo me perché ho vissuto solo 4 anni lì”.

A muovere la sete di conoscenza e di “saper fare” di Seyum è l’eleganza italiana: “Per questo corso potevamo scegliere il distretto prestigioso di Valenza Po in Piemonte e Milano. Ho optato per la grande città dove ci sono vari sbocchi. E soprattutto perché c’è più contaminazione, c’è il design e la moda che possono ispirare e influenzare le creazioni di gioielli. Io miro a diventare un orefice e lavorare anche in altri campi”.

Seyum dice di essere affascinato dal dettaglio dello stile italiano, dalla gioielleria di moda, di essere più incline a creare sculture di gioielli “da vedere addosso al corpo femminile che piccoli oggetti preziosi”.

Abbiamo assistito a una delle sue fasi creative ed è uno dei momenti in cui ci si accorge che il talento, benché alimentato con pratica e studi, è sorprendente quando è naturale. “La mano va da sola e non faccio mai riferimento a ciò che ho visto. Mi faccio portare dalle memorie inconsce, o spesso dai richiami geometrici del vestito con cui devo andare in accordo”.

Quando è richiesto di lavorare su creazioni ex novo “vado direttamente con la penna perché non c’è possibilità di tornare indietro. All’inizio fai fatica e dopo poi è normale, come fosse naturale”.

Nonostante la giovane età, il suo racconto dal di dentro della genesi di un progetto creativo, è molto lucido: “Il disegno e la creazione con le mani sono frutto della stessa idea. A volte succede che creo direttamente con la cera e non col disegno, mi prende più facile e mi tiene in attività. Mi hanno detto che i grandi artisti sono famosi per creare di getto, speriamo sia un buon segno”.

Seyum Moriconi, 20 anni, dice che il disegno preparatorio alla creazione del gioiello “spesso viene da sé, come se la mano andasse in libertà”.

In un campo come l’oreficeria bisogna essere pronti a fare, rifare, riprovare: “Può capitare che la mente e le mani non siano in perfetto accordo, a volte mi escono cose completamente diverse, non le scarto a priori, perché se l’idea iniziale è precisa può arricchirsi anche di preziosi imprevisti”.

Una volta terminati gli studi Seyum spera di rimanere nel mondo dell’oreficeria a lungo, “trovare una cosa bella a finire sempre la giornata con quello che mi piace. Non avrei mai detto tre anni fa che sarei entrato in questo mondo, sapevo che avrei fatto qualcosa di artistico. Lo stage scolastico a Carrara presso la bottega di uno scultore di marmo mi ha fatto appassionare alla creatività”. Tant’è vero che il giovane creativo sperimenta con l’acquarello, il ritratto, la manipolazione digitale con cui sperimenta con immagini su Instagram, una delle poche divagazioni che ha in comune con i propri coetanei. “Il lavoro d’immagine vero lo faccio con me stesso, mi piace pensare e creare da solo in dialogo con quello che sento”.



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