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Travel - 22/08/2018

A Bussana in Liguria l’arte ha fermato le macerie

Il tremendo terremoto di fine 800 e la comunità internazionale che l'ha ripopolata dagli anni 60. Viaggio nel tempo in uno dei borghi più affascinanti d'Italia.

Per arrivare a Bussana, riviera ponenete ligure sopra Sanrem, la srada dalla costa a un certo punto si inerpica sulle montagne. E non sembra che ci sia spazio e tempo per un avamposto di civiltà. E invece, ci si arriva tramite un tracciato chiuso al traffico che nella parte vecchia dell’abitato svela un ambiente fermo nel tempo.

Qui gli artisti di una certa ispirazione hippie si sono radunati col tempo, dopo il disastroso terremoto del 1887 e hanno deciso di ripopolare il paese in parte ancora in piedi. E lo hanno fatto con quello che sapevano fare meglio: l’arte.

Ovunque in un villaggio sopravvissuto alle macerie e dimenticato da tutti anche per effetto della posizione remota, si affaccia la creatività nelle pietre e nei segni del tempo.

Principale artefice di questa rinascita fu il ceramista torinese Mario Giani detto Clizia, famoso per le sue sculture in terracotta. Nato a Torino nel 1923, nel 1959 propose di creare una comunità internazionale di artisti mentre il siciliano Vanni Giuffre, pittore, addirittura ideò una “costituzione” per dettare le regole del villaggio.

E in molti lo seguirono, addensandosi nei cortili svuotati e pericolanti attorno all’antica Chiesa di Sant’Egidio, cinquecentesco monumento suggestico a picco sulla valle, ora visitabile solo nel perimetro.

L’acqua condotta è arrivata qui solo nel 1974. Ora tra piante e silenzi gli artisti residenti vivono prevalentemente di turismo.

Oggi gli stanziali sono meno di 100. Lavorazioni artigianali e ingegni artistici si uniscono nei vicoletti del paese e ancora adesso è tutto un brulicare di attività ed estro, riconversione e ideazione, sempre in bilico tra ricerca artistica e appeal turistico.

Ci si conosce tutti a Bussana e non per effetto di parentele secolari. Qui si è venuti in seguito da estrazioni diverse. E si piange tutti assieme quando qualcuno che si è distinto nell’operosa rinascita del villaggio, se ne va per sempre. Come è successo recentemente per il “conte Max”, Massimo Bizzarri, compianto ristoratore locale che dalla Spagna era rientrato in Liguria, proprio a Bussana, per gestire il ritorante degli artisti.



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