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Travel - 19/08/2018

Ad Arles in Provenza gli incontri d’arte d’estate

Il programma 2018 propone "Ritorno al Futuro". Tutto sul festival di fotografia più diffuso d'Europa.

Una cittadina completamente consacrata all’arte della fotografia sulle rive del Rodano in Francia. I Rencontres d’Arles sono un festival di fotografia che si tiene ogni anno, tra luglio e settembre, nella cittadina di Arles, in Provenza, nel sud della Paese transalpino.

La sezione caratterizzante del 2018 è “America Great Again” con 60 anni di maestri a stelle e strisce che si ritrovano in più location con i loro lavori che hanno segnato le epoche. E influenzato tutti gli amatori in giro per il mondo.

Robert Frank e Paul Graham tra i grandi dell’obiettivo che sono in mostra ad Arles.

ANNIVERSARI – Non si poteva evitare il riferimento al 1968 in un festival d’arte fotografica. Quell’anno il fotogiornalismo scoprì la sovversione giovanile. E menomale. Oggi sono consegnate all’eternità immagini epocali, molte detenute da istituzioni francesi. Gli archivi della Prefettura di Parigi, di Gamma-Rapho-Keystone, e della rivista rotocalco Paris Match, con i testi di Bernadette Caille, Charles Diaz, Ludivine Bantigny e Patrick Boucheron, sono i mostra col titolo ” 1968, WHAT A STORY! BARRICADES, EXPRESSION, REPRESSION”. C’è anche la serie di scatti 1968, The Fire of Ideas di Marcelo Brodsky, l’attivista argentino in esilio in Europa.

In una chiesa del 1600, l’Eglise de Trinitaire, c’è invece un allestimento suggestivo. La mostra si chiama The Hobbyist e indaga sul rapporto tra fotografia e il mondo delle passioni, una relazione poco approfondita dalle istituzioni mondiali.

Si trovano le manie dei nostri tempi documentate con scatti davvero monumentali: la civiltà del do-it-yourself, l’utopia hippie e la passione del makers movement, gli artigiani digitali che nella società contemporanea hanno creato una sotto-cultura, un’estensione digitale del bricolage tradizionale.

Ann Ray, Unfallen Angels, 2009.

STILISTALee Alexander McQueen, lo stilista britannico morto suicida nel 2010, è al centro di un grande tributo con l’esposizione del lavoro di Ann Ray. L’incontro tra i due artisti è una delle storie di accessibilità friendly alla carriera di uno stilista meglio riuscite nel mondo della moda. Si sono incontrati nel 1996 quando il creativo arrivò a Givenchy e non si sono lasciati più. Ecco perché tra i 35mila scatti analogici dela fotografa c’è dello straordinario materiale, soprattutto di backstage. Bellissimo il titolo della mostra all’Atelier Des Forges: The Unfinished — Lee McQueen



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