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Travel - 20/04/2016

Arnaboldi Building, riconoscimento da Sydney per il grattacielo del 1970

C’è un grattacielo nel centro di Sydney che gli italiani in visita in Australia non si devono lasciar scappare. È stato da poco ribattezzato The Arnaboldi Building, in onore del suo creatore, l’italianissimo Mario Antonio Arnaboldi, una vera personalità nel campo dell’architettura mondiale, visto che da Milano si è fatto conoscere in tutto il mondo. È stato professore all’Università di Trento, alla Sydney University, è stato Lecturer alla University of Colorado a Denver, al College of Architecture and Planning e alla Columbia University di New York. È medaglia d’Argento del Politecnico di Milano per i 40 anni d’emerita docenza e medaglia del Politecnico di Milano per i 50 anni di laurea.

Arnaboldi è stato anche vicedirettore della rivista d’architettura l’Arca e di comunicazione se ne intende. Solo che gli australiani non sono stati campioni di comunicazione, stavolta. “Ho scoperto di questa intitolazione – dice del palazzo australiano – per caso su Google, poi mi hanno mandato la spiegazione e ho capito. Gli australiani devono marcare la loro giovane storia che avanza. E ogni 50 anni creano un monumento di interesse nazionale. In questo caso, è stato il turno del mio palazzo, che era stato commissionato nel 1970”.

Il professor Arnaboldi è intervenuto all’incontro Il Senso Universale dell’Architettura, voluto dal Lions Club Bramante Cinque Giornate di Milano. Il governatore del distretto milanese dei Lions, Alberto Arrigoni, si è detto “felice di aver avuto l’opportunità di ascoltare le straordinarie esperienze professionali del professore in tutto il mondo, perché raramente si ha la possibilità di sentirsi raccontare l’architettura in questo modo”.

Arnaboldi ha snocciolato dei particolari sulla costruzione dell’edificio che hanno dell’incredibile: “Immaginatevi di essere a Sydney nel 1970, nel mezzo del centro dove ci sono tutte queste case vittoriane che nel 1700 venivano costruite con ghisa e senza il rispetto della privacy individuale. Sydney era una città ancora non sentita dai suoi abitanti, non c’erano sentimenti di patriottismo, la città sembrava una cosa estranea dai suoi abitanti. E la mia idea era di portare lì il concetto di aggregazione urbana, perché è uno dei fondamenti dell’architettura moderna”.

Alberto Arrigoni dei Lions introduce il professor Mario Alberto Arnaboldi.

Alberto Arrigoni dei Lions introduce il professor Mario Antonio Arnaboldi.

Una volta aggiudicatasi la commissione dell’edificio, Arnaboldi chiede alle maestranze locali di edificare una facciata in vetro ma “gli australiani dissero che non si poteva fare, si sarebbe rotto tutto”. Quindi con determinazione italiana, il professore e i suoi collaboratori, si imbarcano con la mole impressionante di disegni (epoca pre-computer, ricordiamolo) per l’Italia e trovano nella Secco di Treviso un alleato disponibile. “Ricordo di essere arrivato lì con tutti i disegni e i calcoli in sistema metrico decimale, mentre in Australia ovviamente hanno il conteggio anglosassone. Eppure i 6mila vetri che ci servivano per fare la facciata alla Secco li hanno fatti. E c’è di più, hanno svuotato l’azienda e hanno montato l’intera facciata del grattacielo sul pavimento. Quelli sì che erano imprenditori visionari”.

I sei mesi che ci sono voluti per montare il tutto, Arnaboldi li ricorda così: “Sembrava una babele: i tagliatori di vetro erano arrivati dal Belgio e parlavano fiammingo, c’erano poi gli italiani e gli austrialiani che parlavano inglese“.

Ancora oggi, l’ad dell’azienda Secco Sistemi, l’ing. Alberto Agostini, riconosce che “a Sydney possiamo vantare una delle più belle e complesse facciate continue mai realizzate in acciaio inox, progettata dal prof. Mario Antonio Arnaboldi”.

Oggi la commissione storica australiana ha giudicato l’edificio “un magnifico esempio di architettura commerciale internazionale di fine secolo scorso, con la peculiare facciata geometrica che data il palazzo come protagonista significativo del ridisegno di Sydney e del suo centro nel 900”.

Arnaboldi, uno dei primi archi-star a esportare il know how made in Italy così come lo conosciamo oggi, è riconoscente ma non sorpreso: “A distanza di decenni in Australia hanno capito che la storia la fa la pietra, come ci insegnano gli egizi e i romani”.

 

Lo Studio Arnaboldi & Partners è presente su Phaidon Atlas of Contemporary World Architecture, fra i migliori 656 progettisti internazionali.

Per info www.arnaboldiepartners.it

www.seccosistemi.it



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