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Travel - 02/05/2019

Barumini patrimonio dell’umanità al centro della Sardegna

Cosa succedeva 1500 anni prima di Cristo in queste terre misteriose? Un parco archeologico, con un polo culturale accanto, racconta la storia di questa isola al centro del Mediterraneo.

Dopo 22 anni dall’inserimento nella lista dei patrimoni mondiali Unesco, il sito archeologico di Barumini, a 60 km a nord di Cagliari, in Sardegna, l’anno scorso ha accolto ben 150mila persone. Visitare Barumini e il suo territorio significa andare alla scoperta di un mondo ricco di storia e tradizione nel cuore della Sardegna, si respira un’aria particolare, quella di un luogo speciale, deputato sin dall’antichità a sede del potere e parte centrale di un territorio florido e ricco di meraviglie.

Riproduzione ideale del “Su Nuraxi”, così come doveva apparire nel XIV sec a.C., quando venne edificato il bastione quadrilobato. La ricostruzione in scala 1:10 è opera dell’artista Francesco Argiolu.

La più importante fra le testimonianze di questo glorioso passato è l’area archeologica Su Nuraxi portata alla luce nel corso degli anni ‘50, durante gli scavi condotti dal grande archeologo Giovanni Lilliu.

C’è un imponente nuraghe complesso, costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C., e un esteso villaggio di capanne sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi. Un luogo unico nel suo genere e per questo, ormai dal 1997, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La proposta di candidatura per l’iscrizione alla World Heritage List dell’ UNESCO del sito archeologico di Su Nuraxi di Barumini, fu avanzata dalla Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano nella persona del soprintendente reggente Vincenzo Santoni. Il documento è stato redatto in seguito al sopralluogo di una commissione di esperti dell’ICOMOS nel febbraio 1996, e l’iscrizione definitiva avvenne l’anno dopo.

Un patrimonio, quello di Barumini, che si è arricchito recentemente di un’altra meraviglia: Su Nuraxi ‘e Cresia. Un altro nuraghe complesso venuto alla luce negli anni ‘90 durante i lavori di restauro di Casa Zapata, antica residenza nobiliare dei baroni sardo-aragonesi, costruita, a partire dalla metà del 1500, sopra l’antico edificio nuragico. Oggi la residenza spagnola, costituita non solo dal palazzo nobiliare, ma da uno splendido giardino che da sul sagrato della chiesa parrocchiale, da un’ampia corte e dalla pertinenza agricola costruita a partire dai primi anni del ‘900, è sede del cosiddetto Polo Museale Casa Zapata organizzato in tre sezioni: Archeologica, Storico- archivistica e Etnografica.

La civiltà  nuragica si sviluppa in Sardegna lungo un arco cronologico di circa 1000 anni (1500-500 a.C) dando vita ad una struttura sociale molto complessa e articolata, caratterizzata da comunità probabilmente suddivise in classi sociali alle quali appartenevano le famiglie o clan. Essa prende il nome dal monumento più caratteristico del periodo: “il nuraghe”, parola che significa “mucchio di pietre” e “cavità”, che va a indicare un tipo di architettura militare con mura turrite. Fin ora in tutta l’isola sono stati censiti oltre 7000 nuraghi (fra torri singole e nuraghi complessi) e nel territorio di Barumini ne compaiono circa una trentina.

Su Nuraxi presenta una stratificazione culturale di oltre 2000 anni, cioè dal 1500 a.C. al VII sec. d.C.. Per quanto concerne la sua realizzazione si possono distinguere diverse fasi evolutive riscontrabili dalle strutture e dai prodotti della cultura materiale. Il principale materiale utilizzato per la sua costruzione è il basalto, una pietra vulcanica molto dura proveniente dall’altopiano della Giara.
L’insediamento venne riutilizzato e riadattato anche dai romani, che in alcuni casi usarono certi ambienti come luogo di sepoltura. La struttura continuò ad essere abitata fino al III sec. d.C. e successivamente frequentata sporadicamente fino al periodo alto-medievale, VII sec. d.C.

ITINERARIO TASTE – Per il cibo da queste parti non si lesina in quanto ad abbondanza e fantasia. E anche qui tornano in gioco antichissime eredità storiche nelle abitudini alimentari moderne. Chi viene a Barumini può visitare la Fattoria Didattica frequentando un laboratorio di preparazione dei dolci, con informazioni sul formaggio, il ciclo del vino e dell’olio e fermarsi per un pranzo tipico al Centro Culturale G. Lilliu. C’è anche un laboratorio sulla panificazione nuragica, una degustazione presso Cantina Su‘Entu e Cantina Il Nuraghe. Si può anche dormire nella struttura ricettiva in loco accanto al sito archeologico.



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