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Travel - 10/12/2018

I Beachcomber a Mauritius, lusso in spiaggia

Dal Palm Royal alla nona struttura in corso d'opera (e attesa per il 2020), viaggio nel paradiso nell'oceano indiano.

Otto destinazioni per una vacanza di lusso in un paradiso terrestre. Nel nome di Beachcomber già c’è un’indicazione della filosofia di questa catena di resort di alto target: il beachcomber è colui che camminando lungo la spiaggia scopre i tesori lasciati dal mare sulla sabbia, illuminandosi di fronte a tanta bellezza. 

La società mauriziana, pioniera dell’ospitalità a Mauritius, nel cuore dell’oceano indiano e rispettosa pienamente della rigogliosa natura circostante, ha creato una collezione di resort che desiderano regalare agli ospiti momenti indimenticabili per coltivare l’arte della bellezza in tutte le sue sfaccettature.

Dopo 30 anni di assenza, il ritrono del volo diretto Roma-Mauritius fino al marzo 2019 ha già prodotto un incremento delle prenotazioni italiane verso la destinazione. Beachcomber Discovery 2018, il social tour esperenziale dedicato agli agenti di viaggi per scoprire Mauritius, ha aggiunto frutti al rinnovato interesse per la destinazione paradisiaca.

Dal Palm Royal, la struttura più di classe, al Paradis Golf Resort, o lo Shandrani che applica il pacchetto Serenity plus (tutti i servizi top di gamma inclusi), c’è l’imbarazzo della scelta in questa destinazione tropicale che nella stagione natalizia raggiunge il culmine della popolarità tra i vacanzieri.

Tutto in vista di una nuova apertura entro il 2020, con il Beachcomber Les Salines, il nono resort della catena sull’isola. Beachcomber Resorts & Hotels ha investito oltre 50 milioni di euro negli ultimi quattro anni per l’abbellimento e la ristrutturazione dei suoi otto resort a 4 e 5 stelle in Mauritius. Questo importante progetto raggiunge la sua fase di completamento con la nuova costruzione.

Il Beachcomber Hotel Group collabora alla mostra di Picasso, che si terrà al Blue Penny Museum dal 24 novembre 2018 al 15 gennaio 2019. Si tratta di un evento importante nella storia culturale di Mauritius. L’isola ospita per la prima volta le opere del famoso pittore spagnolo.

Sebbene Pablo Picasso non abbia mai viaggiato a Mauritius, il suo lavoro è stato profondamente influenzato dall’arte africana e primitiva. Non essendo mai stato precedentemente esposto in Africa – a parte il Marocco – le opere del pittore hanno ormai attraversato l’Oceano Indiano, per la gioia degli appassionati e dei curiosi. Attraverso questa mostra, quest’ultima sarà in grado di scoprire l’opera di una delle più grandi figure dell’arte del XX secolo.

Il Blue Penny Museum, un museo di storia e arte considerato uno dei gioielli della scena culturale di Mauritius e situato sul lungomare di Caudan, esporrà 45 opere del maestro (incisioni, disegni, ceramiche, piccole sculture, dipinti ad olio e un raccolta di francobolli) per un periodo di due mesi. I pezzi illustrano temi cari all’artista, tra cui la corrida e la mitologia. “Il mistero di Picasso”, un film documentario di Henri Georges Clouzot che è stato nominato un tesoro nazionale dal governo francese, sarà esposto accanto al lavoro dell’artista.



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