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Travel - 05/09/2017

Il fotoreporter Gianni Foraboschi: “Ve la dò io Astana”

La città dell'anno vista dagli occhi di un vero artista dell'obiettivo italiano. La capitale del Kazakistan nel 2017 sede dell'Expo Future Energy.

L’Expo 2017 Future Energy ha messo Astana sulla bocca di tutti. E la capitale del Kazakistan, crocevia delle culture orientali di nord e sud, si è confermata come una città in estrema trasformazione.

Particolare della Biblioteca di Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Particolare della Biblioteca di Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Abbiamo visitato virtualmente la città dell’immenso paese asiatico (il più grande stato al mondo senza accesso al mare) attraverso gli occhi e l’obiettivo di Gianni Foraboschi, un fotoreporter italiano che è un profondo conoscitore della cultura e della lingua locale.

“Astana è una città che si proietta in verticale, nata inizialmente come un paese di provincia perché in mezzo alla steppa in condizioni climatiche estreme con estati caldissime e inverni rigidissimi“, ci dice illustrandoci questo fenomenale servizio fotografico che vi presentiamo in esclusiva.

Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Il lavoro di Gianni è riconosciuto dalle autorità del luogo che gli hanno aperto le porte di varie strutture nazionali per esporre i suoi lavori. Ma ai nostri occhi è eccezionale perché documenta la città in divenire più affascinante del momento, benché sia a capo di uno stato che deve ancora fare molto cammino verso la democrazia.

Astana – ci dice il fotografo – dista dalla vecchia capitale Almaty circa 1000 km.  Il vecchio nome Zelinograd è associato nei ricordi a una zona dove mandavano i dissidenti, un confino del regime comunista russo. Risente ancora dell’eredità dell’epoca sovietica. Le distese sterminate erano usate allora come oggi per la cultura del grano e altri cereali. Ci sono stato 4 anni fa la prima volta per fare un reportage. Era un paese in evoluzione ma aveva un richiamo già allora, lo avevo individuato come il paese del futuro ricchissimo di risorse, pieno di stranieri che lavoravano in aziende attive in campo energetico. Al momento ha in mano il futuro: pochissima popolazione e tante ricchezze naturali“.

Astana by Night (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Astana by Night (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Nei costumi e nella libertà individuali non c’è nessuna limitazione, sostiene Gianni Foraboschi,la religione predominante è l’Islam però ci sono presenze ortodosse e popolazione russa. L’obiettivo principale del mio lavoro era quello di far emergere la vastità impressionante del territorio, che non offre bellezze paesaggistiche come siamo abituati a intenderle noi. E soprattutto richiamare attraverso le immagini all’impronta antopologica della mia formazione. Quando scattavo quelle figure, quei volti, pensavo a  Claude Levi Strauss. Per tutta la vita ho lavorato per soddisfare questa passione ci sono dei risultati nelle fotografie che pubblicate oggi”.

IL FUTURO – Non è un caso che il tema scelto dagli organizzatori per Expo 2017, autorizzata dall’Ufficio Internazionale delle Esposizioni di Parigi, Future Energy, “Energia futura”, ha una matrice avveniristica: l’Expo che termina il 10 settembre ha trattato temi relativi alla produzione responsabile ed efficiente di energia nell’immediato futuro e al rapporto con l’ambiente (energie rinnovabili). Decine di paesi hanno partecipato e a un primo bilancio il risultato è stato più che positivo per il Kazakistan. L’esposizione ha ricevuto attenzione anche dal Papa che qualche settimana fa ha diretto un messaggio contro lo spreco proprio ai partecipanti della manifestazione e molte aziende italiane hanno usato l’appuntamento per mettere in mostra il meglio del made in Italy. Come Eni, che ha promosso la cultura e l’arte italiana con un programma di concerti alla Astana Opera House (fino al 9 settembre). L’orchestra del Teatro alla Scala di Milano sta rappresentando in questi giorni il “Falstaff” di Giuseppe Verdi e la Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, dirette da Zubin Mehta.

Stasera ci sarà la seconda rappresentazione di Falstaff dopo la standing ovation e i 10 minuti di applausi che hanno accolto Zubin Mehta, Damiano Michieletto, Ambrogio Maestri e tutti gli interpreti alla prima di venerdì primo settembre.

Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Amaro il commento di Gianni Foraboschi: “In molti campi in Italia ci siamo lasciati superare. La nostra immagine all’estero è di gran lunga superiore alla capacità di promuoverci: siamo benvisti e non riusciamo a far canalizzare questa positività che ci arriva da fuori. Ad Astana mi sento a casa ho costruito delle amicizie, non vado in un paese straniero sono appassionato di lingue e non mi sento spaesato. Forse questo risulta evidente dagli scatti, perché psicologicamente mi sento benvoluto, le emozioni sono diverse e positive. Quando si esce da Astana avverti il senso dell’infinito leopardiano, la maestosità dello spazio infinito è una sensazione che ho provato solo attraversando la steppa che sia di inverno che d’estate ha due fascini diversi”.

L’esperienza naturale che si può fare attraversando le distanze enormi del paese (quasi 2 milioni di kmq una grandezza pari alla parte occidentale dell’Europa) il fotografo la descrive così: “Attraversi sotto la cupola dell’universo vedi la circonferenza, una sensazione nuova perché nei nostri luoghi ovunque vai la vista è ostacolata dalla presenza umana. Lì si spazia nell’universo”.

MODERNA – La prima sensazione ad Astana per Foraboschi  “è di una città artificiale che non riesci subito a capire e con cui non entri subito in confidenza. Questo succede perché è talmente diversa dalle nostre città che hanno tradizione storica millennaria. Questa è stata costruita in 15 anni, è vero, è una modernità priva di umanità. Ma l’umanità emerge dalle persone che incontri”.

La gente kazaka “è molto cordiale, hanno piacere a conversare, sono disponibili non problematici perché non hanno nemmeno problemi di delinquenza. Ho avertito la massima sicurezza in giro. Quando sanno che sei italiano ti chiedono sull’Italia a secondo degli interessi, calcio, musica, moda, Pavarotti, sono affascinati. Al momento le alte sfere danno un’impronta un po’ di vanagloria alle scelte urbanistiche e il paese sta facendo dei grossi passi avanti. Disponendo di enormi risorse e ricchezze naturali le sta utilizzando per mostrare la capacità che ha. Si sono dati degli obiettivi ambiziosi fino al 2050: farlo diventare ricco ed evoluto e all’avanguardia per l’energia rinnovabile”.

Luoghi di culto ad Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Luoghi di culto ad Astana (foto: Gianni Foraboschi The Way Magazine)

Il fotografo di questo esclusivo servizio è Gianni Foraboschi (1948), friulano, (www.gforaboschi-photographer.com) in attività dal 1982. Ha pubblicato fin dagli anni 80 servizi di travel photography sui più importanti periodici italiani (Atlante, Qui Touring, Gente Viaggi). Si è specializzato in reportage delle rievocazioni storiche medievali italiane e poi nei viaggi in paesi esotici (Marocco, India) su cui ha organizzato acclamate mostre. Ha successivamente fotografato celebrità come Gerhard Richter, Andreas Gurski, David Lynch, Vivienne Westwood, Louise Anderson, Lou Reed, Arnaldo Pomodoro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Mimmo Rotella.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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