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Travel - 02/02/2018

Il mercato metropolitano italiano che sbanca a Londra

Italia-Gran Bretagna sono più vicine grazie a questo posto incredibile che è la casa di molti italiani expatriates. Ma anche di molti inglesi.

C’è una piazza italiana che in un anno ha radunato milioni di visitatori, più di quanti i promotori ne pensassero di ricevere. La storia di Mercato Metropolitano, ad Elephant And Castle, una zona conosciuta per industrie dismesse e qualche discoteca, è una storia italiana di successo.

Le partnership con tutto quello che è food sostenibile dal mondo ora abbondano, e non mettono solo in evidenza i produttori italiani nei 30 e passa negozi e ristoranti del centro commerciale. Qui si diffonde la cultura del cibo, specialmente italiano, anche se i principi e i suggerimenti dei workshop o dei wine tasting possono essere adottati per qualsiasi cucina e per qualsiasi esigenza. E in barba alla Brexit, qui il cibo unisce davvero i food lovers di tutto il mondo, come succede in ogni iniziativa a Londra che ha il sapore più internazionale d’Europa.

Mercato Metropolitano è uno spazio vibrante dove si fanno amicizie, una casa sicura da quando ha aperto nel 2016 per i molti italiani expatriates che sono a Londra per lavoro. Se guardate le recensioni dei cibi sono tutte positive. Ma soprattutto un modo nuovo per far conoscere la convivialità del cibo italiano all’estero e alla cosmopolita folla che si aggira a Londra. Il grande rifiuto per la massificazione della ristorazione qui si tocca con mano, si vedono i prodotti dai produttori e sembra una cosa dell’altro mondo.

Due capisaldi dell’operazione che sta piacendo ai londinesi: ‘small is beautiful’ e ‘natural is good.’ L’esperienza proposta va oltre il mangiare come se si fosse in una piazza italiana all’aperto: tutto quello che viene servito e che si vede qui ha un accento sulla sostenibilità e sul rispetto ambientale, compresa la visita che si può fare all’urban garden sempre aperto che c’è nel sito. Che è anche un esempio di come si recupera uno spazio urbano con delle coltivazioni pensate ad hoc per il consumo.

L’esperimento è talmente travolgente che ora lo stesso management pensa a esportarlo in Europa continentale. E soprattutto in Italia, dove la prima tappa dell’espansione è fissata per Milano.

 



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