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Travel - 15/12/2016

Le Fiandre celebrano l’arte del Seicento

Dal 2018 e per tutto il 2020 le principali città delle Fiandre apriranno i loro scrigni al mondo. Ma si può già scoprire la regione belga ora.

Le Fiandre tornano d’attualità, almeno per gli italiani. Visto che abbiamo parlato già del grande riscontro della mostra di Rubens a Milano, ora è il tempo di capire cosa c’è dietro l’arte del Seicento fiammingo.

In Belgio stanno per partire grandi cose. Dal 2018 e per tutto il 2020 le principali città delle Fiandre apriranno i loro scrigni al mondo, pronte ad ospitare un’abbondanza di attività, mostre ed eventi dal respiro internazionale, con il preciso intento di far conoscere i Maestri Fiamminghi e i luoghi in cui le loro opere furono concepite, ispirate e dove sono tutt’oggi conservate. I viaggiatori attenti e curiosi avranno la possibilità di rivivere il passato, ripercorrere le strade d’un tempo, i paesaggi fonte d’ispirazione. E fin da ora, con i preparativi già partiti, vale la pena riscoprire e conoscere la parte settentrionale del Belgio, tra l’altro già celebre tra i giovani per la youth culture che ruota attorno alla moda di Anversa.

Il progetto, supportato da importanti investimenti infrastrutturali, sia nel turismo che nella cultura, si focalizza sulla vita e le eredità dei tre maggiori esponenti attivi tra il XV, XVI e XVII secolo: Pietro Paolo Rubens, Bruegel il Vecchio e Jan Van Eyck.

A BRUXELLES E ANVERSA

Dai giochi di luce si passerà allo spettacolo in arenaria rossa del MAS-Museum aan de Stroom che, con la mostra “Closer to Baroque”, promette di svelare la quotidianità barocca di Anversa e dei suoi cittadini del XVII secolo attraverso un percorso multi-sensoriale che coinvolge anche l’arte contemporanea. Nella Rubenshuis invece si potrà ammirare il Maestro fiammingo sotto nuove vesti, quelle del designer di esclusivi e preziosi manufatti in argento, bronzo e avorio: “Designed by Rubens” metterà insieme per la prima volta una trentina tra quadri, bozzetti ad olio e disegni, oltre agli oggetti stessi che Rubens fece realizzare da alcuni artisti e amici dell’epoca.

La Grand Place di Bruxelles.

La Grand Place di Bruxelles.

A fine 2019, l’attesissima riapertura del KMSKA – Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen (Museo Reale delle Belle Arti). All’interno dell’edificio di Anversa, stanze signorili, appartenenti all’originale struttura museale e restituite al loro antico splendore, e la nuova sede dallo sviluppo verticale che, grazie a questa struttura, regalerà ancora più spazio espositivo alla sua vasta collezione. Il museo, custode di innumerevoli opere di Rubens, è anche luogo di alcune tra le tele maggiormente rappresentative del periodo dei Primitivi Fiamminghi, come Santa Barbara e la Madonna con bambino alla fontana di Jan Van Eyck

Il progetto “Maestri Fiamminghi 2018 – 2020” prosegue nel 2019 celebrando i 450 anni dalla morte dell’enigmatico e visionario Pieter Bruegel il Vecchio, avvenuta nel 1569. Il progetto prenderà il via da Bruxelles dove nella Biblioteca Reale una straordinaria collezione dei lavori “su carta” dell’artista sarà esposta per la prima volta in una mostra senza precedenti: “The World of Bruegel in Black and White” ricondurrà i visitatori indietro nel sedicesimo secolo per sedere al desco del pittore e i suoi contemporanei e rivivere le discussioni che si animavano intorno ai suoi bozzetti. Sempre a Bruxelles, la Porta di Halle, costruita nel 1381 e parte del Royal Museum of Art and History, farà entrare il visitatore nell’universo di Bruegel con “Bruegel A ‘Gateway’ to the 16th Century”. I quadri dell’artista si animeranno per raccontare il contesto storico e politico dell’epoca, in un edificio che lo vedeva passare ogni giorno mentre lavorava e risiedeva a Bruxelles e che regalerà al visitatore anche un bel panorama sulla città.

A Gent la cattedrale di San Nicola.

A Gent la cattedrale di San Nicola.

Il viaggio nei “Maestri Fiamminghi 2018 – 2020” arriverà a conclusione con un atteso “ritorno a casa”. Dopo otto anni di attento e scrupoloso restauro, portato avanti in uno spazio ricavato all’interno del Museo di Belle Arti e quindi accessibile al grande pubblico, il Polittico dell’Agnello Mistico sarà ricomposto e riconsegnato alla Cattedrale di San Bavone di Gent.

All’inizio del 2020 Jan van Eyck e il suo lavoro saranno prima celebrati nel MSK – Museum voor Schone Kunsten (Museo di Belle Arti), dal 1 febbraio 2020 al 10 maggio 2020, con “Jan van Eyck and the Brugundian Court”, la più completa mostra mai messa in scena su van Eyck.

Se Anversa, Gent e Bruxelles saranno gli scenari principali di questo triennio fiammingo, non si può dimenticare come preziose testimonianze di questo periodo, di questi stessi artisti e di altri, prestigiosi a loro contemporanei possano essere rintracciate anche tra le strade e i canali di Bruges. Casa dello stesso van Eyck che qui visse e lavorò, ma anche di un altro illustre Primitivo Fiammingo, Hans Memling, Bruges continua a offrire l’esperienza più autentica alla scoperta dell’arte fiamminga, sia dentro le mura dei suoi prestigiosi musei Groeninge e Sint-Janshospitaal, sia nel suo centro storico Patrimonio UNESCO.

Per  info qui



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