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Travel - 24/03/2017

Nella pancia delle Dolomiti: la miniera di Villandro

Escursioni emozionali nel ventre del patrimonio montano italiano: in Alto Adige percorsi a oltre 1 km sottoterra.

Le Dolomiti sono patrimonio mondiale dell’Unesco per quello che si vede all’esterno. Ma all’interno i segreti di queste montagne sono non da meno.

Sul versante verso l’Austria, a pochi chilometri sopra Chiusa, in Alto Adige, si possono esplorare le cave della miniera di Villandro, locata sul monte Pfunderer, una delle cave più importanti del Tirolo nel Medioevo. Dopo la sospensione dell’estrazione di minerali all’ inizio del 900 la miniera fu dimenticata. Negli ultimi anni però è stata rinnovata dall’associazione culturale e museale di Villandro e dal 2002 è aperta al pubblico.bergwerk dolomiti

Oggi qui si fanno escursioni a oltre un chilometro e mezzo sottoterra, con guide individuali su richiesta ad ogni ora del giorno e della notte. Cosa si vede in una miniera abbandonata? Anzitutto l‘illuminazione rende queste viscere affascinanti. E poi le tracce del lavoro umano sono ancora lì, si possono toccare, si possono rivivere. E il materiale depositato artificialmente rende il paesaggio ancora più suggestivo.

Si incontrano travi e binari, attrezzi di lavoro e scale che sono state realmente usate dai minatori per secoli. Un viaggio in questa miniera ci permette un salto nel tempo. L’argento di Villandro era una notevole risorsa per il vicino convento, fondato nel 1142 dal leggendario benedetto Hartmann insieme al Burgravio di Sabiona Reginbert. C’è anche un valore geologico, ovviamente. Nell’intera zona delle Alpi di Sarentino la roccia più frequente è la fillade di Bressanone. Seguita dalla Diorite e la cosiddetta roccia di campo la quale si trova solamente nella zona del Monte di Pfundres ed ancor oggi una tipologia di pietra difficilmente da assengare.miniera

Nel sistema di gallerie, con una percorrenza di oltre 16 km, vi si trovano oltre alla diorite e alla roccia di campo, anche arterie di fillade. Le vene minerarie hanno tutte una genesi idrotermale. Il grande problema per i minatori erano le molte interferenze trasversali nelle vene. Le vene minerarie del monte di Fundres sono molto varie e complesse. I minerali compaiono in parte in forma mista e in parte forma separata o in strisce. Inoltre, sono state definite forme a coppa. Si trovava quarzo, galena, sfalerite e calcopirite. Soprattutto nella galleria Lorenzo sono stati riscontrati minerali a cerchio. I principali minerali nelle gallerie erano la sfalerite nera, la galena, la calcopirite, la pirite e il quarzo. Minerali d’argento contenenti argento erano principalmente la galena e le calcopirite.

Per avvicinarsi a questo universo sconosciuto bisogna contattare gli archeo-speologi di Bergwerk.



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