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Travel - 02/05/2019

Perché Nuoro è l'”Atene della Sardegna”

Festival del cinema e museo del costume: tutte le attività che fanno dell'area un vero distretto culturale unico.

Nuoro può essere considerato il vero centro della Sardegna e in parte questo appellativo se l’è guadagnato anche per l’offerta culturale.

L’area di riferimento del Sistema Territoriale del Nuorese (STN) comprende i comuni di Nuoro, Bitti, Dorgali, Mamoiada, Oliena, Oniferi, Orani, Orgosolo, Orotelli, Orune, Osidda e Sarule: un territorio diffuso, caratterizzato da forti elementi di omogeneità sotto il profilo delle tradizioni culturali e delle dinamiche socio-economiche, particolarmente adatto, dunque, a una caratterizzazione di tipo distrettuale.

Storicamente, Nuoro è stato un laboratorio di idee e di invenzione artistica, dove uomini e donne hanno prodotto cultura nonostante la povertà, l’arretratezza e l’isolamento di quel villaggio che Salvatore Satta ha definito “nido di corvi”, regalando i natali a personaggi illustri che hanno cambiato la storia di tutta l’Isola, tanto da diventare l’Atene della Sardegna.

È così che il premio nobel per la letteratura Grazia Deledda, la prima donna italiana a ricevere l’ambito riconoscimento, ha saputo racchiudere in una bellissima ed efficace immagine ciò che caratterizza questo territorio.

Chiamata a descrivere gli usi e i costumi del principale centro della Barbagia, una giovane Grazia Deledda – poco più che ventenne, aspirante scrittrice e non già persuasa del suo futuro da Premio Nobel – la presentò senza troppe esitazioni come «la più caratteristica delle città sarde». L’autrice scriveva per “Rivista delle Tradizioni Popolari Italiane” diretta da Angelo de Gubernatis: «Nuoro è chiamata scherzosamente, dai giovani artisti sardi, l’Atene della Sardegna. Infatti, relativamente, è il paese più colto e battagliero dell’Isola. Abbiamo artisti e poeti, scrittori ed eruditi, giovani forti e gentili, taluni dei quali fanno onore alla Sardegna e sono avviati anche verso una relativa celebrità».

Quegli artisti erano personaggi come Francesco Ciusa, primo scultore dell’epopea quotidiana dell’esistenza pastorale barbaricina, o come Sebastiano Satta e Pasquale Dessanay, poeti animati da una sincera passione civile e sociale, cantori della vita sarda attraverso scelte linguistiche familiari, orgogliosamente vernacolari; erano spiriti eclettici e curiosi, come Antonio Ballero e Giacinto Satta, allo stesso tempo scrittori, pittori e viaggiatori; erano esuli coraggiosi nel Continente Africano, come il letterato Francesco Cucca; erano musicisti talentuosi e versatili, come Priamo Gallisay, così ambizioso da volere regalare alla Sardegna il suo primo melodramma; erano pionieri delle nuove tecnologie, come il fotografo Sebastiano Guiso, maestro di altri reporter amatoriali ante litteram come Piero Pirari o Raffaele Ciceri.

Un pensatore nuorese, Attilio Deffenu, destinato a morire eroicamente e nel fiore degli anni nel corso della Grande Guerra, avrebbe addirittura provato, dalla sua residenza milanese, a farsi raccoglitore e propagatore delle riflessioni e dei contributi degli spiriti più eletti dell’Isola, dando vita a una pubblicazione che ne avrebbe portato con fierezza il nome – “Sardegna!” – con tanto di esclamativo finale nel suo primo numero del 1914.

MUSEO DEL COSTUME – In foto d’apertura un’inquadratura di quello che si vede in questo polo espositivo (Museo del Costume, Via A. Mereu, 56  08100 Nuoro). Aperto permanentemente dal 1976 con il nome di Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde, è il maggiore Museo Etnografico della Sardegna.
La nuova struttura, riaperta nel 2015, offre una rappresentazione generale della vita tradizionale dell’Isola, dal lavoro alla festa, attraverso la testimonianza dei modi dell’abitare e del vestire, dell’alimentazione, della religiosità e dell’immaginario popolare. Una straordinaria esperienza culturale proposta attraverso gradevoli ambientazioni e la visione degli oltre 5.000 oggetti esposti. l piano superiore è dedicato alla straordinaria raccolta di abiti tradizionali sardi disposti in una grande vetrina a formare un corteo processionale che introduce agli spazi e agli ambienti circostanti i santuari campestri con la ricostruzione di una cumbessia.

FESTIVAL DEL REALE – Oggi ci sono musei (Man, l’Archeologico Nazionale G. Asrponi, Casa natale di Grazia Deledda) ma anche iniziative che si susseguono. Dal 7 al 12 maggio 2019 avrà luogo a Nuoro la quarta edizione di IsReal – Festival di Cinema del Reale: “Sguardi sul Mediterraneo”, manifestazione organizzata dall’I.S.R.E. (Istituto Superiore Regionale Etnografico) con il contributo di Fondazione di Sardegna e Fondazione Sardegna Film Commission.

Il festival include nella propria programmazione opere a carattere documentario e a tema etno-antropologico, con particolare attenzione a quelle realizzate nel bacino del Mediterraneo.

 



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