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18/11/2018 - “Sotto la pelle del progetto” – Redesco a Bookcity Milano

Architetti, Chef per una notte. Un mix di sapori e ingredienti, l’incontro tra forme e concetti

A Milano in Piazza Gae Aulenti, in una cornice  simbolo della crescita verticale di una città sempre in divenire, TOWANT – agenzia fondata da Gianluca Lupi dedicata all’organizzazione di eventi di architettura in Italia e all’estero, ha organizzato Archichef Night, la notte dedicata alla cucina e all’architettura.

DINN

Uno dei piatti portati in tavola

Protagonisti 5 Studi milanesi che, a colpi di piatti e di sapori, si sono sfidati nella cucina di The Stage, il ristorante sopra lo Store Replay, all’ultimo piano di uno dei grattacieli della piazza dal quale è possibile godere di vista molto scenografica.

In sala oltre 90 persone, ai fornelli architetti, design e progettisti che hanno cucinato per loro, realizzando una cena completa.

Ha aperto le danze “Il Naviglio di Levante” di Alberto Gigli Architetto, studio specializzato in design di interni di noti brand di moda: lasagne fatte con pasta fillo, ripiene di crema di ricotta di capra, cima di rapa, finocchietto selvatico e timo, un rametto di salvia essiccata a ricordare la struttura lignea da pesca del Trabucco e un rivolo di brodetto di pesce all’anconetana a ricordare il mare.

“Un piatto semplice e, insieme, ambizioso – racconta Gigli – il cibo rappresenta il nostro primo contatto con il mondo, mentre il mare è un luogo di confini. Con questa portata, abbiamo voluto celebrare il mare: il Naviglio di Levante è un omaggio a Milano, e insieme, un richiamo all’Adriatico, punto d’incontro tra le terre da cui proveniamo”. “Troviamo in questo cibo l’approccio progettuale e la capacità di far dialogare colori e forme diverse. Il gusto ne è la sintesi” gli fa eco il collega Stefano Scianamè.

“La Strana Coppia” è stato presentato da Progetto CMR, studio internazionale famoso per aver realizzato la sede della Gazzetta dello Sport e le Torri Garibaldi a Milano: caviale di pepe e limone su tartare di ricciola al profumo di arancia e finocchio. Un antipasto fresco con note acidule date dalla soya e dalle perle di limone, un contrasto di gusti che ha il compito di esaltarli. I particolari, così accade in architettura, sono i dettagli preziosi che valorizzano il progetto.

Lo Studio DINN! all'opera_credits Luca Trevisani

Lo Studio DINN! all’opera

Ha firmato il primo piatto lo studio DINN!, società italiana di innovazione e design: in tavola “THE DINNER!er”, un (buonissimo) riso bianco e diversi condimenti che, a piacimento, tutti avevano il piacere di assaggiare. Ciascuno ha avuto il gusto di mantecare la propria portata.

Per i palati amanti della cucina italiana e dei gusti decisi, gli chef consigliavano seppia, asparagi e arancia; crudo di gambero blu australiano, vaniglia e limone erano la proposta pensata per i delicati; per gli appassionati del fusion alla ricerca di un sapore più soft c’era ricciola, alga e sakè; mentre salmone, avocado e wasabi era pensato per le bocche dai gusti più forti. Un trionfo personalizzato di contaminazioni.

 

Il secondo piatto era un tripudio di tradizione e, insieme, di provocazione. Gruppo C14 ha scelto “Hannibal”, controfiletto di cervo marinato in tequila, lime coriandolo e spezie servito con crema di cipolle rosse e mirtilli, accompagnato da dadi croccanti di polenta. Il cervo, simbolo di creatività era protagonista : “Abbiamo scelto, anche provocatoriamente, un cibo tradizionale, noi che di tradizione non abbiamo nulla. Il cervo è  il simbolo del nostro studio, insieme è anche espressione di libertà” spiega Alexander Bellman, fondatore di C14 . “Il nostro piatto è un insieme di linguaggi, mescola sapori e ingredienti, forme e concetti” conclude il braccio destra di Bellman, Floriana Cescon.

Peter Pichler Architecture intenti nel realizzare la Torta Scaher Scomposta, giudicata miglior piatto della serata_credits Luca Trevisani

Peter Pichler Architecture intenti nel realizzare la Torta Scaher Scomposta

Un dessert a chiudere la cena: “Torta Sacher Scomposta” di Peter Pichler Architecture, noto per la suggestiva Mirror House a Bolzano. Seguendo la filosofia innovativa e contemporanea dello studio basata sull’integrazione tra architettura e paesaggio, il dessert è stato scomposto dei suoi ingredienti pan di spagna, cioccolato, albicocca, menta e vodka. “Ogni singolo elemento è stato riportato nel piatto in una composizione studia con cura, in modo che il commensale mangiandolo ricomponesse l’insieme dei gusti. Un approccio che riflette l’amore per le forme e per la sperimentazione” spiega Peter Pichler.

 

Proprio la è stata premiata dai giudici della serata, Angelo Mancuso e Giovanni Filomeno, gli Chef di The Stage che l’hanno scelta “per l’idea e la capacità di realizzare in modo innovativo di un dessert classico”.

A tutti gli studi è stato consegnato un attestato di partecipazione alla Archichef Night.

Dopo Milano, sarà la volta di Roma (il 4 maggio al MAXXI), poi Belgrado, Londra, Copenaghen, Palermo e infine Bolzano. Pronti ad assaggiare i prossimi piatti?

 

credits photo Luca Trevisani



Greta La Rocca
Nasce come giornalista, appassionata di design e architettura, interessata a tutto ciò che è stile, alla scoperta di nuove tendenze. Cresciuta nel mondo dei social e del web, oggi si occupa di comunicazione a 360°. Scrive, parla, comunica.!
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