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Cos’è il beauty cyberbullismo e come si combatte

La campagna di sensibilizzazione si chiama #iwillnotbedeleted. La promuove Rimmel London e ci fa capire cosa c'è dietro l'ideale di bellezza che non deve omologare.

La rete ed i social network sono ormai parte integrante della nostra vita e della nostra cultura. Sono diventati un’abitudine per tutti noi, esattamente come lo è alzarsi dal letto ogni mattina o lavarsi i denti, mangiare o espletare bisogni fisiologici.

I social hanno modificato le nostre abitudini e le relazioni sociali, il modo in cui ci rapportiamo con amici o famigliari, colleghi di lavoro, politici e personaggi del mondo dello spettacolo al punto che il primo pensiero di molte persone al risveglio è quello di accendere lo smartphone per controllare le notifiche su Facebook, Instagram, Twitter o Whatsapp. Guardiamo il cellulare mentre facciamo colazione, pranziamo o ceniamo. Lo facciamo durante le feste di famiglia, quando siamo in pizzeria con gli amici o mentre siamo in autobus, magari anche mentre siamo a lavoro.

Ci isoliamo dal mondo reale senza rendercene conto. Tutto ormai è “liquido”, immediatamente fruibile, raggiungibile senza mediazioni. Possiamo commentare direttamente un post di un personaggio pubblico su un social network ed il nostro commento, insieme a tutti gli altri, è immediatamente visionabile da un numero indeterminato di persone.

Attraverso la rete ed i social vengono veicolate fake news, create campagne di falsa informazione di ogni sorta, da quella sanitaria a quella politica. Gli attacchi sono spesso rivolti a personaggi pubblici, rappresentanti delle istituzioni, politici e giornalisti ma anche molta gente comune, soprattutto donne. Gli haters sono diventati una categoria a tutti gli effetti.

Questo nascondersi dietro una tastiera o una magari, come spesso accade, sotto falso nome con un account fittizio, porta i leoni di tastiera a sentirsi liberi di scrivere qualsiasi cosa, di offendere o minacciare altri utenti. Ormai il fenomeno del cyberbullismo è sotto gli occhi di tutti ed è oggetto di attenzione delle forze dell’ordine, di soggetti istituzionali e governativi.

I social hanno modificato il modo di lavorare degli addetti all’informazione e la stessa comunicazione di massa, imponendosi su qualunque Media. E forse non siamo ancora consapevoli di quanto siano divenuti condizionanti e, in alcuni casi, nocivi per il nostro benessere psicofisico.

In questo quadro generale di vigilanza sulle forme di violenza della rete, RIMMEL – azienda cosmetica di lunga data – lancia una campagna globale denominata #IWILLNOTBEDELETED contro il “beauty cyberbullismo”.

Questa forma di bullismo prende di mira le persone per il proprio aspetto fisico attraverso commenti offensivi su internet ed i social media. Il fenomeno colpisce circa 55 milioni di donne nel mondo e non risparmia personaggi noti, influencer e modelle che hanno dichiarato di aver vissuto esperienze di questo tipo almeno una volta nella vita.

Per comprendere l’effettiva dimensione del problema, RIMMEL nel 2017 ha intervistato 11.000 ragazze tra i 16 e i 25 anni: ben 1 su 4 ha subito episodi di cyberbullismo legato all’aspetto fisico che le ha portate a cancellare le proprie immagini online. Lo studio ha rivelato anche l’impatto negativo sul benessere mentale ed emotivo dei giovani, causato dalla diminuzione di autostima e libertà d’espressione.

L’anno scorso 115 milioni di immagini sono state cancellate dai social media a causa del beauty cyberbullismo. Vista la dimensione del problema, abbiamo deciso di intervenire, affermando con voce forte e chiara che nessuno ha il diritto di offendere un’altra persona perché ha scelto di esprimersi un certo modo” dichiara Ankita Sayal, Global Digital Director di RIMMEL London.

Il primo obiettivo è quello di attivare una conversazione globale sul beauty cyberbullismo in collaborazione con un team di influencer e giovani che hanno vissuto in prima persona questo problema, invitandoli a raccontare la propria storia. Lo scopo di RIMMEL è chiaro: ispirare le persone a sperimentare ed esprimere la propria autentica personalità attraverso il make-up. Come brand di COTY, in coerenza lo scopo del Gruppo, siamo contro ogni definizione limitata e stereotipata di bellezza e contro ogni forma di derisione, giudizio o critica alle persone per il loro aspetto fisico, atteggiamento tipico del cyberbullismo” aggiunge Sara Wolverson, Vice President RIMMEL Global Marketing di Coty.

Il secondo obiettivo di #IWILLNOTBEDELETED è la promozione del concetto di individualità della bellezza attraverso le piattaforme social di RIMMEL. Il cyberbullismo limita la libertà di espressione e la creatività, facendo esattamente il gioco dei bulli. RIMMEL al contrario vuole spronare chi ne è vittima a far sentire la propria voce, parlare di questo problema così diffuso nel mondo.

Terzo obiettivo, ma altrettanto fondamentale, è offrire uno strumento di assistenza concreta alle persone vittime di cyberbullismo. Per realizzarlo, RIMMEL ha stretto una partnership con The Cybersmile Foundation, organizzazione non profit internazionale, pluripremiata per l’impegno nella lotta al cyberbullismo e a tutte le forme di abuso digitale.

Veniamo al sondaggio che riguarda dati e statistiche derivanti da uno studio globale condotto da Rimmel nel 2017, in dieci paesi, su 11.000 ragazze e giovani donne di età compresa tra i 16 e i 25 anni.

Sono 115 milioni le immagini cancellate dai social, ogni anno, a causa del “beauty cyber bullismo”. Un fenomeno divenuto ormai inarrestabile. I dati mondiali sono a dir poco allarmanti: 1 donna su 4 ha dichiarato di aver sperimentato sulla propria pelle episodi di bullismo sui social, con un 65% delle intervistate, vittime di queste nuove forme di violenza, che hanno dichiarato di essersi sentite umiliate e mortificate dai cyberstalker.

Sono continui gli attacchi legati al look che viaggiano sui canali social. Attacchi gratuiti legati all’immagine della donna ma anche alla persona, all’etnia, alle problematiche di salute. Si stima che almeno il 46% (circa 16,6 milioni) delle giovani donne che hanno dichiarato di aver subito episodi di cyberbullismo legati al proprio look, abbiano poi sviluppato problemi di dipendenza da stupefacenti ed alcol, oppure hanno manifestato problemi psicologici con episodi di autolesionismo o disturbi alimentari. La cosa preoccupante è che solo il 44% delle donne ha poi denunciato questi episodi di bullismo, le altre per pudore difficilmente raccontano la propria esperienza e questo porta inevitabilmente ad un isolamento sociale, alla paura che esporsi e sfoggiare il proprio look possa attirare nuovi molestatori nella rete.

The Way Magazine intende contribuire a questa importante campagna di sensibilizzazione attraverso una informazione costante sul fenomeno di cyber bullismo in generale e del beauty cyber bullismo, nello specifico. Siamo convinti che la vera bellezza sia quella dell’anima, che il concetto di bellezza sia assolutamente relativo e soggettivo e che nessuna moda o nessuno standard debbano essere imposti né dai sistemi di informazione, né dal web, né dagli haters.

Potete aderire insieme a noi a questa campagna di sensibilizzazione sul beauty cyber bullismo sostenendo l’inziativa di Rimmel London, attraverso l’hashtag #IWILLNOTBEDELETED

 Testo a cura di Luana Salvatore per The Way Magazine

Per saperne di più:

https://www.rimmellondon.com/it_it/beautycyberbullying

➢ RIMMEL.com/stopbeautybullying

➢ hashtag ufficiale #iwillnotbedeleted



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