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I trend del cibo che verrà: naturale e ben comunicato

Una ricerca SDA Bocconi rivela i prodotti più in corrispondenza con le esigenze del mercato: dai pronti in tavola ai tagliati su misura.

Sette trend spiegano come sara’ il cibo di domani secondo quanto rivelato tra le aziende del food and beverage italiano. SDA Bocconi ha fatto una ricerca e ha individuato i cibi facili da usare, ritagliati su misura rispetto alle fasce di target di consumatori che li cercano al supermecato.

Le imprese del food & beverage che ottengono i migliori risultati economici sono quelle più attente ad aggiungere un forte contenuto di servizio ai loro prodotti. Lo evidenzia Guia Pirotti con Massimiliano Bruni e Matteo Vizzaccaro di SDA Bocconi School of Management nella ricerca La servitizzazione nel Food & Beverage, presentata questa mattina in via Bocconi 8.

Ci sono alcuni “campioni” italiani in sette comparti del settore, analizzati su un arco temporale di 10 anni, tra cui: processed meat and seafood (Callipo, Bofrost), pasta, rice and noodles (Dr Shaer, La Molisana), bottled water (Acqua Sant’Anna Fonti di Vinadio), baked food (Dr Shaer, Morato Pane), processed food and vegetables (Bonduelle, Orogel, Mutti), diary (Latteria Merano, Arborea, Valsoia, Parmareggio), coffee (Caffè Vergnano).

CIBO FACILE – Sarà facile da usare e adeguato a ogni singola occasione. Bonduelle produce carote a fiammifero a vapore, barbabietole a cubetti, insalata agita e gusta. Fruttagel ha pensato a un mix di vegetali che possono essere lessati nel forno a microonde. Morato propone un pane dolce per la mattina, le Bruschette per un pasto veloce, le Spuntinelle per le tartine dell’aperitivo, l’American Sandwich per i super farciti.

PROCESSI NATURALI – Sarà il frutto di processi produttivi lunghi e naturali, ma dal momento della progettazione del prodotto al suo arrivo sul mercato passerà pochissimo tempo. Parmareggio ha introdotto prodotti premium invecchiati 30 o 40 mesi. Caffè Vergnano ha anticipato i concorrenti portando sul mercato le cialde compostabili.

IDEE – Sarà co-creato dai consumatori. Acqua Sant’Anna Vinadio ha scelto sei nuovi gusti di tè benessere ascoltando l’opinione dei consumatori, andando anche in alcuni centri yoga per capire il “gusto del benessere” quale poteva essere. Bofrost periodicamente introduce ricette create dai consumatori.

FILIERA – Sarà il prodotto di una filiera sempre più integrata. Da 17 anni Mutti assegna il premio Pomordorino D’Oro con lo scopo di offrire un riconoscimento agli agricoltori impegnati nella ricerca dell’eccellenza qualitativa nella produzione del pomodoro. Inoltre, sempre Mutti ha ripreso la tradizione della cattedra ambulante in agricoltura dell’Italia del XIX secolo, lavorando con i suoi agronomi ed esperti a fianco del coltivatore.

FOCUS – Sarà prodotto da imprese sempre più focalizzate, anziché da grandi conglomerati. Dr Shaer si presenta come specialista in prodotti senza glutine. Arborea non tratta altro che latte e suoi derivati.

COMUNICAZIONE -Sarà comunicato attraverso informazioni su provenienza, tracciabilità e territorio. La Molisana rassicura il consumatore attraverso le informazioni sulla provenienza degli ingredienti. Callipo utilizza il sito internet per consentire di risalire all’origine, alla tracciabilità, alla provenienza del prodotto.
STRATEGIA – Sarà prodotto da imprese che sanno coniugare strategia a lungo termine e imprenditorialità. Balocco, in cui il marchio dell’azienda coincide con quello della famiglia che ne è alla guida e che l’ha fondata, è una family company che sa guardare al futuro ma che nello stesso tempo mantiene vivo il rapporto con le sue origini e con lo spirito imprenditoriale del fondatore.

METODOLOGIA

Gli studiosi hanno raccolto i dati e analizzato le performance delle imprese del settore negli ultimi 10 anni. Per ogni azienda sono stati individuati la crescita dei ricavi, delle quote di mercato e i differenziali di performance operativa e finanziaria rispetto ai singoli segmenti di appartenenza. Sono stati identificati cosi alcuni campioni del food & beverage e ne sono stati analizzati il business model e le scelte strategiche. Al fine di analizzare realtà comparabili, tenendo conto della dimensione media dei singoli segmenti (in generale compresa tra 50 e 300 milioni di euro) si è deciso di escludere dall’analisi le microimprese del settore e i giganti diversificati come Barilla e Ferrero, caratterizzati da dinamiche specifiche.



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