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L’enogastronomia italiana è un drive per il turismo

la Lombardia è prima con 161 ristoranti segnalati dalle guide (18% del totale italiano) ma nelle preferenze vincono Sicilia e Napoli.

Con il nuovo governo, il Ministero delle Politiche agricole e alimentari e forestali ha accorpato anche il campo del turismo, quindi l’enogastronomia è il fulcro del nuovo approccio italiano allo sviluppo turistico.

Per il 2018, l’enogastronomia si conferma un importante driver di viaggio. Se nel 2016 le ricerche avevano evidenziato il 21% degli italiani in viaggio interessati a questo tipo di turismo, con un incremento, nel 2017 al 30%, nel 2018 questo valore è ulteriormente cresciuto. Ben il 45% dei turisti italiani negli ultimi tre anni, ha svolto un viaggio con questa motivazione, con un aumento del 48% rispetto all’anno precedente. Lo dice una ricerca di Roberta Garibaldi, referente italiana per il Food Travel Monitor e parte della World Food Travel Association.

Nel corso degli ultimi anni il ruolo dell’enogastronomia nel turismo è profondamente cambiato, sia sul fronte del comportamento dei turisti, sia su quello dell’offerta. Pur essendo una proposta relativamente recente rispetto ai tradizionali segmenti, il turismo legato a cibo e vino è andato rafforzandosi e articolandosi facendo registrare numeri sempre in crescita. Aumenta la fruizione di esperienze a tema enogastronomico, che diventano patrimonio comune, con il 98% dei turisti italiani che, a prescindere che si muovano per turismo balneare, di montagna o per business, ha partecipato ad almeno una attività di questo genere nel corso di un viaggio.

roberta garibaldi

Roberta Garibaldi: ha prodotto la ricerca sull’enogastronomia italiana e ha evidenziato i punti di svolta del settore.

È una delle principali evidenze che emerge dal RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO 2019: la più completa e autorevole ricerca sul settore che restituisce un quadro dettagliato di questo segmento turistico e ne delinea le principali tendenze dal punto di vista della domanda e dell’offerta. La seconda edizione, sotto la supervisione scientifica della World Food Travel Association e dell’Università degli studi di Bergamo, ha il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, Federculture, ISMEA, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano, oltre ad aver visto la collaborazione di docenti di Università italiane ed esperti del settore. Per Roberta Garibaldi, autore del rapporto, “si tratta di un dato importante, che non solo certifica la crescente rilevanza di questo segmento turistico tra i viaggiatori del Belpaese, ma che deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane, per stimolare un’offerta eno-gastro-turistica sempre più strutturata”.

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“Il Touring Club Italiano si sente a pieno titolo dentro questo evento e per questo lo patrociniamo”, dice Giulio Lattanzi, il presidente del Touring Club che valorizza le proposte turistiche maggiormente attraenti del nostro paese. Ormai le guide rosse sono patrimonio della cultura italiana e la prima guida gastronomica è del 1931.

Prodotto storia e servizio sono i tre elementi che caratterizzano l’identità dell’esperienza turistica Enogastronomica. Mangiare piatti tipici del luogo è ancora l’esperienza più importante. Al secondo posto, tra le preferenze dei turisti italiani, secondo la ricerca, ci sono i mercati, e a Firenze il mercato è visitato da 3,5 milioni di turisti l’anno. Ora altre città stanno seguendo l’esempio.

In tre anni si è registrato un +55% per gli italiani che hanno fatto almeno un viaggio per motivi eno-gastronomici. Sono il 45% dei viaggiatori totali e li hanno fatti per il 75% in Italia. Quindi lo short break è ancora la formula preferita con la Sicilia risultata la miglior regione per gli italiani in generale , Napoli al primo posto per interesse nei confronti di una città. All’estero le mete preferite dagli italiani sono Spagna, Francia e Grecia. Come città Parigi Barcellona Madrid

 

Target benestante quello dei turisti enogastronomici, ma non solo. In passato la fetta che si spostava per il cibo era senza millennial, sembrava che fossero solo anziani. Oggi invece l’interesse è trasversale e dalle risposte della ricerca emerge che il turista di questo genere di viaggio è anche interessato a strutture eco-sostenibili e prodotti bio. Preferisce l’itinerario misti e non solo percorsi specifici di vino o solo formaggio. Un pubblico anche molto attento alle innovazioni. Per esempio, Malta ha adottato i menu digitali per promuovere le destinazioni e far conoscere i prodotti. Come qualità e quantità di ristorazione, la Lombardia è prima con 161 ristoranti segnalati dalle guide (18% del totale italiano) e anche prima per numero di imprese di ristorazione.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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