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17/12/2017 - Click e Chic – Calendario Sposa

Tutta l’Artissima del 2017

Alla 24esima fiera d'arte di Torino, molte le novità emerse: messaggi dal mondo e legami interculturali i trend del momento.

L’ALLESTIMENTO – Il progetto di allestimento è stato curato per l’edizione 2017 da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino dello Studio milanese Vudafieri-Saverino Partners, che sviluppava una nuova distribuzione dello spazio per i padiglioni. Sembrava di stare in un tour tra i salotti gloriosi della Torino di un tempo che fu. Il concept ha definito l’impianto generale della fiera ricreando una passeggiata nella città barocca, lungo i salotti e i paesaggi torinesi.

LE NUOVE – Disegni: la nuova sezione di Artissima, curata da Luís Silva e João Mourão, ha valorizza una pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, con particolare attenzione alla crescita di un nuovo collezionismo. Nelle parole di Ilaria Bonacossa, neo-curatrice della rassegna: “Il 2017 segna una ricorrenza importante, non solo per Torino, ma per tutto il mondo dell’arte: 50 anni dalla prima mostra dell’Arte Povera (1967), la più rivoluzionaria, emozionante e poetica avanguardia artistica del dopoguerra che sancì la vocazione contemporanea di questa città. Per celebrare oggi quell’energia creativa, Artissima richiama negli spazi dell’Oval due esperienze sorprendenti, ma ancora poco conosciute, di quegli anni: il Piper Club di Torino (1966–69), e il Deposito dell’Arte Presente (1967–68)”.

Artissima 2017: i salotti di Torino nell'allestimento della fiera.

Artissima 2017: i salotti di Torino nell’allestimento della fiera.

LE OFFICINE – Nella sede appena restaurata e riaperta al pubblico delle OGR, in corso Castelfidardo 22, la mostra Come una Falena alla Fiamma (Like a Moth to a Flame). Il progetto espositivo in collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (tre curatori internazionali d’eccezione, Tom Eccles, direttore del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, Mark Rappolt, redattore capo della rivista inglese Art Review, con l’artista britannico Liam Gillick) si poneva l’obbiettivo di creare un ritratto della città di Torino a partire dagli oggetti che la città stessa e i suoi residenti hanno collezionato.

La mostra alle Officine Grandi Riparazioni di Torino per Artissima 2017.

La mostra alle Officine Grandi Riparazioni di Torino per Artissima 2017.

PARATISSIMA – Le bellissime fotografie di Gabriele Zago, che a Paratissima 2017 aveva vinto il premio Bonetti, hanno incantato nell’esposizione “We Share Pain, We Share Joy”. Il giovane artista ha esposto all’interno della sezione Infanzia Interrotta (a cura di Aida Biceri e Carolina Bottisio) con delle immagini in cui i soggetti erano incorniciati in oniriche ghirlande di emoticon. “Come se l’anima di ogni individuo, venisse restituita in foto tramite lievi emanazioni fluorescenti, nell’attimo in cui ho scattato il ritratto fossi riuscito a cogliere l’opportunità di intravedere la loro aura”. 

Gabriele Zago con le sue opere a Paratissima.

Gabriele Zago con le sue opere a Paratissima.

OPERAEArhur Hoffner e Manufatto sono le nostre scelte per Operae, l’expo dell’arte indipendente. Quest’anno il focus era sul design, le sue moderne declinazioni. WHY DESIGN vuole focalizzare l’attenzione sul design che, pur adempiendo a una funzione, è potente espressione di valori contemporanei, con un forte messaggio concettuale e una bellezza intrinseca. Il Design ha acquisito un importante ruolo semantico: quello di lente attraverso la quale leggere la nostra società. Hoffner, francese del 1990, ha portato prodotti altamente simbolici. Davide Gallina e Ilaria Aprile di Manufatto hanno invece puntato su un elemento d’arredo che è pezzo d’arte.

Da sinistra, Manufatto e Arthus Hoffner a Operae 2017.

Da sinistra, Manufatto e Arthur Hoffner a Operae 2017.

GLI ALIENI – Non era nel calendario di Artissima ma è un’interessante mostra in contemporanea al Campus Luigi Einaudi. Si tratta dell’installazione Migrant Aliens di Fu Yuxiang. L’artista, uno tra i più significativi nel panorama dell’arte contemporanea cinese, nasce a Chongqing nel 1963. Si dedica con successo alla pittura ad inchiostro e alla scultura. Espone in tutto il mondo, dal Yokohama Museum of Art di Tokyo, al Metropolitan Museum of Art di New York, al Grand Palais di Parigi; ha partecipato alla Biennale di Venezia dove ha riscosso successo con la stessa installazione dal notevole impatto visivo. Rappresenta una riflessione sul tema della migrazione, che interessa il mondo attuale a ogni latitudine, e sul concetto della diversità che a questo tema spesso si collega: l’alieno è il diverso, colui che viene da lontano e il cui mondo ci è poco noto e ci spaventa, è percepito come altro da sé ed è difficilmente accettato dalla società (fino all’11 novembre).

Gli "Aliens" a Torino, al Campus Einaudi.

Gli “Aliens” a Torino, al Campus Einaudi.

PREMI – Sári Ember (São Paulo, 1985) presentata dalla Ani Molnár Gallery di Budapest è stata la vincitrice della prima edizione del Campari Art Prize, realizzato da Artissima in collaborazione con Gruppo Campari. Il premio è dedicato a un artista under 35 scelto tra tutti quelli presenti nelle sette sezioni di Artissima, selezionato in base alla sua ricerca sul potere evocativo del racconto, sulla dimensione comunicativa e sulla capacità narrativa dell’opera.
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Sári Ember, Ani Molnár Gallery Photo: Perottino – Alfero – Bottallo – Formica

David Haines presentato dalla galleria Upstream di Amsterdam è il vincitore del nuovo premio Refresh Premio Irinox, nato in collaborazione con Irinox Spa e dedicato alla neonata sezione della fiera Disegni. Il riconoscimento, del valore di 5.000 euro, celebra l’artista che attraverso il disegno “reinventa conservando”, riesce ovvero ad esaltare in chiave contemporanea l’immediatezza espressiva di un mezzo che da sempre rappresenta la via più semplice alla trasformazione del pensiero in forma visiva.
David Haines, galleria Upstream | Photo: Perottino – Alfero – Bottallo - Formica

David Haines, galleria Upstream | Photo: Perottino – Alfero – Bottallo – Formica

Il Premio Fondazione Ettore Fico, dedicato a un giovane artista tra tutti quelli presentati in fiera e realizzato da Artissima in collaborazione con la Fondazione Ettore Fico, è stato attribuito a David Douard presentato dalla Galerie Chantal Crousel di Parigi. Il riconoscimento, del valore di 2.500 Euro, è finalizzato alla valorizzazione di un artista emergente che si è particolarmente distinto nella ricerca e nell’utilizzo di nuovi mezzi espressivi attraverso la ricerca innovativa e la propria forza creatrice. Il premio in denaro è rafforzato dall’acquisizione da parte della Fondazione Ettore Fico di un’opera presso la galleria di riferimento del vincitore per la collezione del MEF – Museo Ettore Fico.
Galerie Chantal Crousel Photo: Perottino – Alfero – Bottallo - Formica

Galerie Chantal Crousel Photo: Perottino – Alfero – Bottallo – Formica

Cally Spooner è la vincitrice dell’edizione 2017 del Premio illy Present Future, sostenuto da illycaffè dal 2001 e assegnato all’artista considerato più interessante nella sezione Present Future dedicata ai talenti emergenti. Cally Spooner è stata presentata dalle gallerie GB Agency (Parigi) e Zero… (Milano) con l’opera Soundtrack for a Troubled time, 2017. “Il lavoro performativo e l’indagine attraverso diversi media di Cally Spooner esplora le modalità della violenza invisibile nell’era digitale. Attraverso la sua arte, comprendiamo come la soggettività e i nostri stessi corpi cambiano quando sono plasmati dalla condizione tecnologica.”
Cally Spooner Soundtrack for a Troubled Time and Notes on Humiliation, 2017 Installazione sonora, due canali, tre casse bose; dimensioni variabili GB Agency + Zero   Photo: Perottino – Alfero – Bottallo - Formica

Cally Spooner – Soundtrack for a Troubled Time and Notes on Humiliation, 2017
Installazione sonora, due canali, tre casse bose; dimensioni variabili
GB Agency + Zero Photo: Perottino – Alfero – Bottallo – Formica

Il Premio Sardi per l’Arte Back to the Future, riservato alla galleria con il progetto più interessante in termini di rilevanza storica e di presentazione dello stand, è stato attribuito alla Galleria Loevenbruck di Parigi con un progetto su Jean Dupuy.  Una giuria composta da Eva Fabbris, storica dell’arte e curatrice presso la Fondazione Prada di Milano e per quattro anni coordinatrice di Back to the Future, Francesco Manacorda, direttore della V-A-C Foundation di Mosca e fondatore della sezione nel 2010, Andrea Viliani, direttore del MADRE di Napoli e Lisa Parola, curatrice presso la Fondazione Sardi per l’Arte di Torino, ha individuato la galleria Loevenbruck con le seguenti motivazioni: “Il Premio Sardi per l’Arte Back to the Future va alla galleria Loevenbruck di Parigi per la presentazione della ricerca straordinaria e originale di Jean Dupuy, che ha investigato lo spazio pittorico attraverso l’uso del linguaggio, della musica e del colore con un’intelligenza e fluidità transdisciplinare fondamentali per il discorso artistico di oggi.”
Marilena Preda-Sânc, galleria Eastward Prospectus |  Photo: Perottino – Alfero – Bottallo - Formica

Marilena Preda-Sânc, galleria Eastward Prospectus | Photo: Perottino – Alfero – Bottallo – Formica

 

In foto d’apertura: uno dei simboli di Artissima 2017, la riapertura delle Officine Grandi Riparazioni di Torino con mostre d’arte.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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